DIVORZIO BOLOGNA ACCERTAMENTO GDF ASSEGNO PER I FIGLI

DIVORZIO BOLOGNA ACCERTAMENTO GDF ASSEGNO PER I FIGLI
LA GUARDIA DI FINANZA NELL’ACCERTAMENTO PATRIMONIO DEL CONIUGE NEL DIVORZIO

avvocato-erede-legittimo-8
  • dispone che il padre possa vedere e tenere con sé le figlie, salvo diversi accordi presi di volta in volta fra i genitori: il mercoledì da prima di cena riaccompagnandole a scuola il giorno successivo ed, a fine settimana alternati, dal sabato pomeriggio alla domenica prima di cena; due settimane anche non consecutive, durante le vacanze estive, comprendenti ad anni alterni il giorno di Ferragosto; entro la fine del mese di maggio di ogni anno, i genitori, compatibilmente con le proprie necessità lavorative, concorderanno i rispettivi periodi di vacanze delle minori; una settimana alternativamente a Natale o Capodanno, avendo cura di alternarle annualmente, in modo da permettere alle minori di trascorrere un anno la giornata di Natale con la mamma ed un anno la giornata di Capodanno con i padre e viceversa l’anno successivo; 3 giorni a Pasqua, alternando annualmente le giornate festive previo accordo tra i genitori e compatibilmente con le esigenze lavorative e scolastiche delle minori. in caso di mancato accordo, i genitori ad anni alterni avranno la priorità di scelta, che spetterà al padre negli anni dispari e alla madre in quelli pari. Per ogni festività e ricorrenza (compleanno delle figlie, dei genitori, onomastici, ecc.) i coniugi si accorderanno di volta in volta al fine di assicurare, nei limiti del possibile, alle figlie la loro presenza alternata e contestuale. Periodi di permanenza delle minori con il padre, ovvero con la madre, diversi dalle modalità sopra menzionate, potranno essere concordate dai genitori, tenendo conto anche della volontà delle minori. I coniugi si impegnano reciprocamente a consentire alle minori di continuare ad avere stabili rapporti con i nonni ed i parenti paterni e materni, acconsentendo, a tale fine, che le minori trascorrano una parte delle vacanze e del proprio tempo libero con i nonni ed i parenti. Resta inteso che nel periodo di rispettiva permanenza delle minori con i genitori, le minori potranno frequentare i parenti di questi.
    6 – fermo per il pregresso quanto stabilito con l’ordinanza presidenziale del 12-7-2017, dalla data di deposito del presente provvedimento pone a carico del padre l’obbligo di contribuire al mantenimento ordinario delle figlie versando entro il giorno 5 di ogni mese la somma di euro 350 per ciascuna figlia alla madre, su conto corrente intestato alla medesima che gli verrà tempestivamente comunicato; tale somma sarà rivalutata annualmente secondo l’indice ISTAT; pone a carico di ciascuno dei genitori le spese straordinarie per i figli nella misura del 50% ciascuno; si applica il vigente Protocollo del Tribunale di Bologna, che di seguito integralmente si riporta:
    Spese ricomprese nel contributo ordinario al mantenimento:
    spese necessarie alla soddisfazione delle esigenze primarie di vita dei figli : quindi vitto

  • N. R.G. 1525/2017
    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    TRIBUNALE ORDINARIO di BOLOGNA
    PRIMA SEZIONE CIVILE
    Il Tribunale, in composizione collegiale nelle persone dei seguenti magistrati:
    dott. Silvia Migliori – Presidente
    dott. Francesca Neri – Giudice Relatore
    dott. Arianna D’Addabbo – Giudice
    ha pronunciato la seguente
    SENTENZA
    nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 1525/2017
    avente ad oggetto: cessazione degli effetti civili del matrimonio, promossa da:
    YY [ recte : coniuge divorziato (ex marito) di XX ; NdRedattore ] (c.f. omissis), con il patrocinio dell’avv. Mauro Castagnetti, elettivamente domiciliato in Via delle Lame, 2 Bologna, presso il difensore avv. Mauro Castagnetti
    ATTORE
    contro
    XX [ recte : coniuge divorziato (ex moglie) di YY ; NdRedattore ] (c.f. omissis), con il patrocinio dell’avv. Luciana Petrella, elettivamente domiciliata in Viale XII Giugno n. 7 Bologna, presso il difensore avv. Luciana Petrella
    CONVENUTO
    con l’intervento del Pubblico Ministero
    INTERVENUTO
    CONCLUSIONI
    Attore:
    “Piaccia all’Ill.mo Tribunale, ferme restando le statuizioni del verbale di separazione 8.7.2015 omologato il 16.07.2015 relative all’affidamento dei figli ed ai loro rapporti con i genitori, respinta e disattesa ogni contraria domanda, istanza ed eccezione, confermare il concorso del padre al mantenimento delle figlie come disposto con i provvedimenti presidenziali 11.07.2017 depositati il 12.07.2017.
    In caso di opposizione, con vittoria di spese e compensi professionali di causa, oltre rimborso forfetario, oltre accessori di legge, oltre le successive occorrende.”.
    Convenuta:
    “Voglia l’Ill.mo Tribunale intestato, ogni contraria istanza ed eccezione disattesa,
    In via definitiva:
  • confermare le statuizioni relative all’affidamento delle minori ed ai loro rapporti con i genitori di cui al verbale di separazione dell’8 luglio 2017 e omologato il 16 luglio 2017;
  • dichiarare il signor YY tenuto a corrispondere alla signora XX, a titolo di contributo al mantenimento delle figlie W e J, fintanto che non raggiungano l’indipendenza economica, la somma mensile di € 1.000,00 (mille/00) (€ 500,00 per ciascuna) o la maggior o minor somma che parrà di giustizia, da versare entro il giorno cinque di ogni mese, importo rivalutabile annualmente secondo gli Indici ISTAT, nonché di contribuire alle spese straordinarie delle figlie nella misura del 50%, così individuate nel Protocollo adottato dal Tribunale di Bologna;
    Con vittoria di spese, competenze ed onorari di causa.”.
    Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione
    Con ricorso depositato in data 2-2-2017, l’attore chiedeva pronunciarsi la cessazione degli effetti civili del matrimonio e confermare le condizioni di cui al verbale di separazione consensuale in data 8-7-2015.
    In quella sede le parti avevano concordato: l’affidamento condiviso delle figlie W, nata il (omissis) (omissis) 2006, e J, nata l’(omissis) (omissis) 2010; il loro collocamento prevalente presso la madre; l’assegnazione alla madre della casa familiare sita in Bologna ,Via (omissis) n. 1/ 4, di proprietà dei coniugi al 50% ciascuno; il padre tiene con sé le figlie il mercoledì da prima di cena fino alla mattina dopo quando le riaccompagna a scuola, e, a fine settimana alternati, da sabato pomeriggio a domenica prima di cena; metà delle vacanze natalizie e pasquali e due settimane durante le vacanze estive; versa alla madre mensilmente euro 240 mensili per ciascuna figlia a titolo di contributo al mantenimento ordinario e il 50% delle spese straordinarie.
    Si costituiva XX, chiedendo l’aumento del contributo al mantenimento ordinario per le figlie sino ad euro 500 mensili per ciascuna, ferma la suddivisione al 50% tra i genitori delle spese straordinarie.
    All’udienza presidenziale del 12-7-2017 comparivano personalmente le parti con i rispettivi difensori e, all’esito, il Giudice delegato dal Presidente confermava le condizioni di separazione, ad eccezione del contributo al mantenimento ordinario per le figlie, che aumentava ad euro 300 per ciascuna.
    L’ordinanza non era reclamata e non risulta che si siano verificati inadempimenti o ritardi nei versamenti.
    Con sentenza parziale depositata il 15-5-2018 era dichiarata la cessazione degli effetti civili del matrimonio e la causa era rimessa ini istruttoria con assegnazione dei termini ex art. 183 c. 6 c.p.c.
    Le parti formulavano istanze di prove orali, che non erano ammesse e sulle quali non hanno insistito in sede di precisazione delle conclusioni.
    La convenuta chiedeva disporsi accertamenti da parte della Guardia di Finanza sulla situazione economica dell’attore, ai quali l’attore non si opponeva e che venivano disposti dal Giudice Istruttore.
    La Guardia di Finanza ottemperava con relazione depositata il 22-7-2019.
    Su richiesta della convenuta, alla luce degli esiti dei suddetti accertamenti, il Giudice ordinava a AemilBanca, Bper e Deutshe Bank di esibire gli estratti conto dal gennaio 2016 e fino alla data del 17-1-2019, nonché le attestazioni relative alla consistenza dei depositi titoli, con riferimento ai rapporti intestati a YY nato a Bologna il 19-4-1971.
    Bper non ottemperava, tuttavia emerge dalla relazione della Guardia di Finanza che i rapporti accesi presso tale istituto di credito sono dei rapporti di finanziamento, rispetto ai quali l’attore riveste la posizione di garante.
    Le parti precisavano le conclusioni all’udienza del 30-6-2020 e la causa era trattenuta in decisione con assegnazione dei termini massimi ex art. 190 c.p.c.
    §
    Le parti si sono sposate nel 2003, in regime di comunione dei beni; in data 12-5-2003 hanno acquistato, intestandoselo al 50% ciascuno, l’appartamento in Bologna, Via (omissis) 1/ 4, al prezzo di euro 203.000; la convenuta ha contribuito con euro 75.000, contraendo un mutuo con rata mensile di euro 430, che ha finito di pagare a maggio 2018; il resto del denaro necessario è stato versato dai genitori dell’attore; (circostanze allegate dall’attore nella memoria integrativa tempestivamente depositata, e non contestate); trattandosi della casa familiare, di essa usufruisce attualmente la moglie, in quanto collocataria principale delle figlie.
    L’attore è, da sempre, socio e amministratore della ‘Alfa’ s.r.l., un’azienda che originariamente svolgeva attività di falegnameria e che si occupa, ad oggi, di produzione, commercio e montaggio di mobili; la compagine sociale è formata in minima parte dal padre dell’attore (0,64%) e, per il resto, dall’attore e da suo fratello in parti uguali.
    Così descrive l’azienda lo stesso attore nella memoria integrativa:
    “Il mobilificio ‘Alfa’, nel panorama commerciale bolognese è una piccola realtà artigianale di ambito familiare fondata dallo zio e dal padre del sig. YY ed attualmente portata avanti con fatica e spirito di sacrificio dai figli YY e F(omissis) S(omissis). Come tutte le piccole aziende il mobilificio è stato investito dalla pesante crisi economica che ha travolto il nostro Paese e l’impresa ha letteralmente “galleggiato” per non esser travolta; al 31/12/2011 figurano in dichiarazione dei redditi perdite pregresse per oltre 80 mila euro. A tale periodo buio i soci, che ricevono un modesto compenso in qualità di amministratori, hanno fatto fronte anche attingendo ai propri risparmi personali progressivamente erosi e da allora mai incrementati. I bilanci degli esercizi dal 2012 al 2015, chiusi pressoché in pareggio (a titolo esemplificativo risultati civilistici di € 1.340,00 nel 2014, € 4.478,00 nel 2015 ed € 1.957,00 nel 2016) hanno rappresentato un risultato di gran successo.
    Talmente ridotti sono i margini di profitto che l’azienda non può permettersi di assumere del personale neanche per il montaggio esterno dei mobili presso i clienti, lavoro a cui provvedono personalmente i due soci senza alcun mezzo meccanico, alternando attività di vendita a quella di facchinaggio e montaggio.
    Il valore delle rimanenze finali apparentemente elevato è fisiologico per una realtà aziendale che vive di una sala espositiva mobili, che restano allestiti ed invenduti per diverso tempo. In un panorama economico in cui i mobilifici lowcost della grande distribuzione praticano campagne pubblicitarie sempre più aggressive, con prezzi e condizioni ineguagliabili, la sopravvivenza delle piccole imprese artigiane di una realtà paesana come (omissis), in Comune di (omissis) [ recte : località in provincia di Bologna ; NdRedattore ], è messa costantemente a rischio.
    I risparmi personali del sig. YY, a cui fa riferimento la signora XX, costituiscono una modesta risorsa di emergenza e sono stati accumulati integralmente prima di contrarre matrimonio: da allora, come già detto, non sono stati mai incrementati, al contrario sono stati intaccati per provvedere alle esigenze imprenditoriali ma anche familiari. E’ superfluo evidenziare che i redditi dichiarati dalla società e dal sig. YY sono assolutamente fedeli alla realtà come dimostrano i ripetuti controlli periodicamente svolti dalla Guardia di Finanza tutti conclusisi con esito regolare. Ad ulteriore riprova della trasparenza fiscale della società, si evidenzia che il volume di ricavi dichiarati dalla stessa, nel periodo 2011-2016, è risultato sempre congruo con gli esiti attesi dagli Studi di Settore. I redditi del sig. YY, regolarmente ed interamente esposti in dichiarazione dei redditi, sono dunque costituiti dai compensi percepiti come amministratore della ‘Alfa’ srl (in media circa 15.000 annui) e da redditi di fabbricati. A tale ultimo proposito si ribadisce che il sig. YY possiede, come unico bene patrimoniale, un immobile sito in (omissis) di cui è comproprietario, insieme al fratello ed al padre. Tale immobile è, dall’aprile del 2009, totalmente asservito all’esercizio dell’attività di impresa, in virtù di contratto di locazione, regolarmente registrato, stipulato tra i signori YY, F(omissis) S(omissis) e A(omissis) S(omissis) (padre) in qualità di locatori e la società ‘Alfa’ srl come parte locataria, verso un canone annuo complessivo di € 18.000,00.”.
    Dalle dichiarazioni dei redditi degli anni di imposta dal 2013 al 2018 risultano in effetti euro 4.276 annui imponibili percepiti a titolo di canone di locazione e circa euro 12.000 annui percepiti a titolo di compenso come amministratore; l’imponibile complessivo risulta, per effetto delle deduzioni di legge, pari ad euro 15.890 (nel 2013), e sempre tra gli 11.000 e 12.000 euro negli anni successivi, dai quali occorre sottrarre circa euro 250 annue quali imposte nazionali e locali.
    L’attore dichiara (e la convenuta non contesta specificamente la circostanza) che dopo la separazione si è trasferito, a parte un primo periodo in cui abitava da solo in un seminterrato vicino alla casa familiare, in un appartamento in locazione, il cui canone, di euro 586 mensili, era pagato integralmente dalla sua compagna, intestataria del contratto, così come le utenze; successivamente dichiara di essersi trasferito in un altro appartamento insieme a lei, che lo ha acquistato, contraendo personalmente il necessario mutuo e sostenendo in via esclusiva la rata del medesimo e le utenze domestiche e le altre spese relative alla proprietà dell’alloggio. Dichiara di avere avuto in uso una “BMW” del 2006 intestata al fratello, fino a quando, in comparsa conclusionale, ha dichiarato di averla sostituita, per eccessiva vetustà, con una “Hyundai”, modello “Tucson”, usata, acquistata con un mutuo della Deutsche Bank di €uro 14.000,00 che restituisce con rate mensili di €uro 267,00.
    L’attore non ha specificamente contestato il fatto che durante la vita matrimoniale egli abbia sempre pagato la colf, le spese di casa (utenze e condominio), le vacanze e le cene fuori per tutta la famiglia; d’altra parte la convenuta non ha espressamente contestato la descrizione della realtà aziendale della ‘Alfa’ s.r.l., fatta dall’attore.
    La convenuta è laureata in legge e ha superato l’esame di avvocato; lavora part time in un istituto di credito, come ha sempre fatto anche durante il matrimonio, ha un reddito imponibile mensile di euro 29.531 nell’anno di imposta 2016, 26.627 nell’anno di imposta 2017, euro 27.040 nell’anno di imposta 2018; i netti annuali sono rispettivamente di euro 22.961, 21.224, 21.491, per una media mensile di euro 1.824; fino a maggio 2018 da tale somma occorreva detrarre la rata mensile di mutuo di euro 430.
    La convenuta contesta la corrispondenza al vero delle dichiarazioni dei redditi dell’attore, allegando che egli non potrebbe sostenere gli esborsi che effettivamente sostiene (euro 600 di mantenimento mensile ordinario per le figlie, oltre al 50% delle spese straordinarie, e di recente anche euro 267 mensili per l’acquisto dell’auto) se davvero avesse un reddito netto mensile di soli 1.000 / 1.200 euro.
    Dalla documentazione acquisita dagli istituti di credito è emero che queste effettivamente risultano essere le entrate dell’attore, se si guarda al conto corrente da lui acceso presso Aemilbanca.
    La convenuta formula al riguardo le seguenti osservazioni:
    “- sullo stesso conto con periodicità mensile veniva accreditato, nel periodo indicato, il compenso da amministratore da 1.000,00 € (mille/00);
  • senza regolarità periodica risultavano accreditati bonifici per affitti (così in data 15 febbraio 2016, in data 16 dicembre 2016 e in data 7 agosto 2017);
  • sempre senza regolarità venivano accreditate somme a titolo di dividendi (così in data 2 agosto 2016, in data 15 novembre 2016 e in data 13 gennaio 2017).
    Queste ultime due voci cessavano di essere accreditate in coincidenza con l’inizio di questo giudizio, malgrado gli immobili di titolarità del signor YY risultassero ancora locati, così come risulta dagli Unici prodotti (cfr. Unico 2019 del ricorrente allegato alle note del 12 maggio 2020).”.
    Si osserva al riguardo che, se da un lato non è stato dimostrato che lo YY abbia un tenore di vita particolarmente elevato, dall’altro lato è indubbio che, essendo la ‘Alfa’ s.r.l. una società con compagine sociale composta dai soli familiari, priva di dipendenti, essendo inoltre l’attore legale rappresentante, è, in definitiva, l’attore stesso — insieme al padre e al fratello — che decide l’entità del proprio compenso quale amministratore, nonché l’eventuale distribuzione di utili a sé come socio, avendo quindi un certo “margine di manovra” per far figurare come personali, oppure come della società, i guadagni derivanti dall’attività d’impresa.
    Quanto alla Deutsche Bank, l’istituto ha prodotto una documentazione relativa a un conto personale di investimento, unico intestatario signor YY, del 31 agosto 2012, e di un dossier titoli (n. 859355), sempre a nome dello stesso, aperto in pari data. Entrambi sono tutt’ora in essere, accesi e intrattenuti presso lo sportello Bicocca di Milano. Da questi conti risulta che lo stesso abbia liquidità sul conto corrente e sul deposito titoli. In particolare, l’ultimo estratto conto prodotto al 31 dicembre 2018 ha fotografato una liquidità di 30.000,00 € (trentamila/00), composta dai saldi del conto corrente e dagli attivi degli investimenti.
    Inoltre la Deutsche Bank ha riportato le seguenti notizie: il signor YY è cointestatario con il padre e con il fratello di un altro conto di investimento (n. 840218), aperto il 30 maggio 2016 e di un dossier titoli cointestato sempre con gli stessi, aperto in pari data (tutti in essere).
    Questi due rapporti sono intrattenuti presso lo sportello 2 di Bologna e la Banca dichiara che YY ha sottoscritto in proprio e in contestazione con i nominativi sopracitati, fondi comuni di investimento di diritto estero con BNP Paribas Securities Services. La Deutsche Bank ha allegato solo copia dei rapporti personali del signor YY e nulla sugli altri rapporti, né sui conti personali dei conti di investimento di dossier titoli, né sui fondi comuni di investimento, allegando che i primi sono cointestati e i secondi sono di diritto estero.
    YY deduce al riguardo:
    “la circostanza che gli accrediti relativi ai contratti di locazione non abbiano cadenza regolare è imputabile al fatto che, come più volte evidenziato, gli unici immobili di cui è comproprietario YY insieme al fratello (F(omissis) S(omissis)) sono quelli concessi in locazione alla società ‘Alfa’ s.r.l., impresa i cui soci sono appunto YY, F(omissis) S(omissis) e A(omissis) S(omissis) (padre). L’impresa, a conduzione familiare, non è sempre stata in grado di far fronte regolarmente al pagamento dei canoni di locazione per carenza di liquidità dovuta al perdurante stato di crisi economica che ha investito la generalità delle attività commerciali nell’ultimo decennio. E’ chiaro che i rapporti tra locatore e conduttore, in tale circostanza, non possono che risentire delle interessenze tra società e soci, inducendo questi ultimi ad una forzosa flessibilità nel richiedere i canoni arretrati, in base all’andamento oscillante dell’attività imprenditoriale.
    Per quanto riguarda l’asserita liquidità di circa € 30.000,00 rilevata nel conto n. 859355, Deutsche Bank, al 31.12.2018, è necessario un chiarimento sulla sua consistenza.
    Si tratta di un conto utilizzato quasi esclusivamente di supporto al conto titoli, sul quale dunque confluiscono le cedole degli investimenti, per cifre assai modeste, di YY. Tale conto corrente viene movimentato in DARE esclusivamente per effettuare i bonifici relativi alla corresponsione all’ex coniuge dell’importo degli alimenti delle figlie.
    Come si evidenzia dalla relativa certificazione bancaria, tale saldo è riconducibile per € 16.545,00 al saldo del conto titoli intestato allo stesso YY. Si tratta del residuo di risparmi, investiti in titoli, accantonati per situazioni di emergenza in oltre 20 anni, che per la loro entità e periodo di formazione, di certo non possono essere considerati un sintomo di ricchezza per proventi da attività non dichiarate al fisco.
    Il saldo residuo di effettiva liquidità di € 13.350,00 è riconducibile quasi esclusivamente ad un prestito di € 12.000,00, concesso nel 2018 a YY dal padre Adriano, contitolare con i figli del conto titoli n. 840218, sempre presso la Deutsche Bank, del quale si dirà meglio in seguito. Dall’estratto conto si rileva difatti, in data 26/07/2018, un bonifico di € 12.000,00 dal conto di A(omissis) S(omissis) a YY.
    Per quanto riguarda il conto titoli cointestato con il fratello ed il padre presso la Deutsche Bank, n. 840218, aperto in data 30/05/2016, si evidenzia che in tale conto sono confluiti i risparmi dei genitori del ricorrente, a seguito del decesso della madre, L(omissis) G(omissis), in data (omissis) (omissis) 2015. Tale evento luttuoso ha reso necessaria la chiusura del conto titoli preesistente, intestato esclusivamente ai genitori, A(omissis) S(omissis) e L(omissis) G(omissis), e l’apertura di un nuovo conto, cointestato tra il padre ed i figli per una più agevole gestione, ma in cui sono confluiti solo i risparmi di A(omissis) S(omissis).”.
    In sintesi, emerge che YY, presso l’Istituto Bancario Deutsche Bank, ha la disponibilità di risparmi per euro 16.545 (in titoli) ed euro 13.350,00 (su conto corrente); inoltre egli è contitolare, insieme al padre e al fratello, di un conto titoli cointestato col padre e col fratello, di cui si ignora la consistenza, e che, a suo dire, sarebbe di proprietà, di fatto, solo del padre.
    Concludendo: è ragionevole ritenere che l’attore, avendo spese fisse mensili di euro 600 mensili per il mantenimento ordinario delle figlie ed euro 267 mensili per la rata dell’acquisto dell’auto, a quanto risulta puntualmente onorate, nonché il 50% delle spese straordinarie per le figlie, per le quali pure non risultano inadempienze, abbia disponibilità superiori a quelle che risultano dalla sua dichiarazione dei redditi; la moglie usufruisce della casa coniugale, che è intestata al 50% a entrambe le parti e che, incontestatamente, la stessa ha contribuito ad acquistare per euro 75.000 su 203.000; ha un netto mensile di euro 1.824, che, in corso di causa, cioè a maggio 2018, è tornato ad essere tale, in quanto prima, cioè anche all’epoca dell’ordinanza presidenziale, era decurtato della somma di euro 430, corrispondente alla rata del mutuo contratto per l’acquisto della casa familiare.
    In considerazione delle maggiori possibilità economiche accertate in capo al padre, del fatto che le figlie sono cresciute (sono passati quasi quattro anni dall’ordinanza presidenziale e sei dalla separazione), ma che, d’altra parte, la convenuta ha finito di pagare il mutuo, si ritiene equo disporre un ulteriore aumento del contributo al mantenimento ordinario delle figlie, che va determinato, dal deposito della presente sentenza, in euro 350 per ciascuna figlia.
    Spese compensate in ragione della soccombenza reciproca.
    P.Q.M.
    Il Tribunale, definitivamente pronunciando, vista la sentenza parziale di cessazione degli effetti civili del matrimonio del 15-5-2018, ogni altra istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone:
    1 – dispone l’affido condiviso delle figlie minori W, nata il (omissis) (omissis) 2006, e J, nata l’(omissis) (omissis) 2010, a entrambi i genitori; le decisioni di maggiore interesse per le figlie saranno assunte di comune accordo, tenuto conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni delle figlie; ciascun genitore prenderà le decisioni di ordinaria amministrazione quando ha le figlie presso di sé;
    2 – costituisce obbligo di ciascun genitore di comunicare all’altro, ai sensi dell’art. 337 sexies, comma 2 c.c., l’avvenuto cambiamento di residenza o di domicilio nel termine perentorio di trenta giorni; avverte che la mancata comunicazione obbliga al risarcimento del danno eventualmente verificatosi a carico dell’altro genitore o dei figli per la difficoltà di reperire il soggetto;
    3 – dispone il collocamento prevalente delle figlie minori presso la madre;
    4 – assegna alla madre la casa coniugale sita in Bologna, Via (omissis) 1/ 4, di proprietà dei coniugi al 50% ciascuno, e i beni mobili in essa contenuti, affinché vi abiti assieme alle figlie minori;
    5 – dispone che il padre possa vedere e tenere con sé le figlie, salvo diversi accordi presi di volta in volta fra i genitori: il mercoledì da prima di cena riaccompagnandole a scuola il giorno successivo ed, a fine settimana alternati, dal sabato pomeriggio alla domenica prima di cena; due settimane anche non consecutive, durante le vacanze estive, comprendenti ad anni alterni il giorno di Ferragosto; entro la fine del mese di maggio di ogni anno, i genitori, compatibilmente con le proprie necessità lavorative, concorderanno i rispettivi periodi di vacanze delle minori; una settimana alternativamente a Natale o Capodanno, avendo cura di alternarle annualmente, in modo da permettere alle minori di trascorrere un anno la giornata di Natale con la mamma ed un anno la giornata di Capodanno con i padre e viceversa l’anno successivo; 3 giorni a Pasqua, alternando annualmente le giornate festive previo accordo tra i genitori e compatibilmente con le esigenze lavorative e scolastiche delle minori. in caso di mancato accordo, i genitori ad anni alterni avranno la priorità di scelta, che spetterà al padre negli anni dispari e alla madre in quelli pari. Per ogni festività e ricorrenza (compleanno delle figlie, dei genitori, onomastici, ecc.) i coniugi si accorderanno di volta in volta al fine di assicurare, nei limiti del possibile, alle figlie la loro presenza alternata e contestuale. Periodi di permanenza delle minori con il padre, ovvero con la madre, diversi dalle modalità sopra menzionate, potranno essere concordate dai genitori, tenendo conto anche della volontà delle minori. I coniugi si impegnano reciprocamente a consentire alle minori di continuare ad avere stabili rapporti con i nonni ed i parenti paterni e materni, acconsentendo, a tale fine, che le minori trascorrano una parte delle vacanze e del proprio tempo libero con i nonni ed i parenti. Resta inteso che nel periodo di rispettiva permanenza delle minori con i genitori, le minori potranno frequentare i parenti di questi.
    6 – fermo per il pregresso quanto stabilito con l’ordinanza presidenziale del 12-7-2017, dalla data di deposito del presente provvedimento pone a carico del padre l’obbligo di contribuire al mantenimento ordinario delle figlie versando entro il giorno 5 di ogni mese la somma di euro 350 per ciascuna figlia alla madre, su conto corrente intestato alla medesima che gli verrà tempestivamente comunicato; tale somma sarà rivalutata annualmente secondo l’indice ISTAT; pone a carico di ciascuno dei genitori le spese straordinarie per i figli nella misura del 50% ciascuno; si applica il vigente Protocollo del Tribunale di Bologna, che di seguito integralmente si riporta:
    Spese ricomprese nel contributo ordinario al mantenimento:
    spese necessarie alla soddisfazione delle esigenze primarie di vita dei figli : quindi vitto, alloggio, abbigliamento ordinario , mensa scolastica e spese per l’ordinaria cura della persona.
    Spese straordinarie da non concordare preventivamente in quanto ritenute in via generale nell’interesse dei figli:
    • spese corrispondenti a scelte già condivise dei genitori e dotate della caratteristica della continuità, a meno che non intervengano a causa o dopo lo scioglimento dell’unione tra i genitori documentati mutamenti connessi a primarie esigenze di vita tali da rendere la spesa eccessivamente gravosa. A titolo esemplificativo : spese mediche precedute dalla scelta concordata dello specialista, ivi comprese le spese per i trattamenti e i farmaci prescritti; spese scolastiche costituenti conseguenza delle scelte concordata dai genitori in ordine alla frequenza dell’istituto scolastico; spese sportive, precedute dalla scelta concordata dello sport (ivi incluse le spese per l’acquisto delle relative attrezzature e corredo sportivo); spese ludico – ricreativo – culturali, precedute dalla scelta concordata della attività (ivi incluse le spese per l’acquisto delle relative attrezzature).
    • Campi scuola estivi, baby sitter, pre scuola e post scuola se necessitate dalle esigenze lavorative del genitore collocatario e se il genitore non collocatario, anche per tramite della rete famigliare di riferimento (nonni, etc.) non offre tempestive alternative.
    • Spese necessarie per il conseguimento della patente di guida.
    • Abbonamento mezzi di trasporto pubblici.
    • Spese scolastiche di iscrizione e dotazione scolastica iniziale come da indicazione dell’istituto scolastico frequentato; uscite scolastiche senza pernottamento.
    • Visite specialistiche prescritte dal medico di base; ticket sanitari e apparecchi dentistici o oculistici ivi comprese le lenti a contatto, se prescritti; spese mediche aventi carattere d’urgenza.
    Tutte le altre spese straordinarie vanno concordate tra i genitori, con le seguenti modalità.
    Il genitore che propone la spesa dovrà informarne l’altro per iscritto ( raccomandata, fax o mail) anche in relazione all’entità della spesa. Il tacito consenso dell’altro genitore sarà presunto decorsi trenta giorni dalla richiesta formale se quest’ultimo non abbia manifestato il proprio dissenso per iscritto (raccomandata, fax o mail) motivandolo adeguatamente, salvo diversi accordi.
    Rimborso delle spese straordinarie
    Il rimborso delle spese straordinarie a favore del genitore anticipatario avverrà dietro esibizione di adeguata documentazione comprovante la spesa.
    La richiesta di rimborso dovrà avvenire in prossimità dell’esborso.
    Il rimborso dovrà avvenire tempestivamente dalla esibizione del documento di spesa e non oltre quindici giorni dalla richiesta, salvo diversi accordi.
    La documentazione fiscale deve essere intestata ai figli ai fini della corretta deducibilità della stessa.
    Gli eventuali rimborsi e/o sussidi disposti dalla Stato e/o altro Ente Pubblico o Privato per spese scolastiche e/o sanitarie relative alla prole vanno a beneficio di entrambi i genitori nella stessa proporzionale quota di riparto delle spese straordinarie.
    7 – compensa integralmente fra le parti le spese legali.
    Così è deciso in Bologna nella camera di consiglio del 10-3-2021
    Il Giudice rel. estensore
    dott. Francesca Neri
Summary
Author Rating
1star1star1star1star1star
Aggregate Rating
no rating based on 0 votes
Brand Name
DIVORZIO BOLOGNA ACCERTAMENTO GDF ASSEGNO PER I FIGLI
Product Name
DIVORZIO BOLOGNA ACCERTAMENTO GDF ASSEGNO PER I FIGLI