AFFIDO FIGLI TRIBUNALE BOLOGNA ESPERTO DIVORZISTA

DIVISIONE-EREDITARIA-BOLOGNA
AFFIDO FIGLI TRIBUNALE BOLOGNA ESPERTO DIVORZISTA EREDITARIA BOLOGNA

“Quando la coppia decide di dividersi occorre prima di tutto valutare, quando vi sono figli, come organizzare la cessazione della convivenza rispettando il diritto del minore alla frequentazione di ambedue i genitori. E’ indispensabile perciò disciplinare, con l’aiuto dell’avvocato familiarista, il regime di affidamento dei figli nonché le modalità del loro collocamento presso l’uno o l’altro genitore nel rispetto delle esigenze dei minori al mantenimento delle loro abitudini e del loro ambiente domestico.”

AFFIDO FIGLI TRIBUNALE BOLOGNA ESPERTO DIVORZISTA La libera e consapevole partecipazione del minore al procedimento è pertanto rispettata attraverso l’ascolto
del primo che può dirsi realizzato in quanto sostenuto dalla professionalità dell’esperto nominato che vi
proceda e dall’utilizzo che questi faccia, nella redatta relazione, di categorie nominalistiche destinate a definire,
tecnicamente, le attività svolte in esecuzione dell’incarico peritale (così per l’uso stesso del termine “ascolto”
nel corpo della svolta relazione di ufficio) senza che l’incombente formale demandato dal giudice possa dirsi,
per converso, inosservato solo ed in quanto manchi nel conferimento dell’incarico una espressa delega
all’ascolto.
E’ in siffatta prospettiva che va intesa la decisione di questa Corte di cassazione per la quale “meri contatti”,
non meglio definiti, tra minori ed appartenenti a servizi sociali, non indicativi delle circostanze in cui gli stessi
ebbero a maturare, sono violativi del diritto all’ascolto del minore (Cass. 15/05/2013 n. 11687).
La genericità dei contatti non è infatti capace di dar conto della scientificità e serietà dell’approccio,
significativo della primaria importanza assolta dal mezzo nella valutazione dell’interesse del minore stesso, e,
quindi ed in via strumentale, dell’adozione di tutte le cautele atte ad evitare interferenze, turbamenti e
condizionamenti, ivi compresa la facoltà di vietare l’interlocuzione con i genitori e/o con i difensori, nonchè di
sentire il minore da solo, o, ancora, di una delega ad un organo più appropriato e professionalmente più
attrezzato (Cass. 26/03/2010 n. 7282).
Nella ipotesi in esame il ricorrente fa richiamo agli importanti principi che si sono affermati in materia di
ascolto del minore in ambito giurisprudenziale e dottrinale senza però denunciare, veicolando così in modo
efficace la propria critica, se poi, nel caso di specie, le concrete modalità di ascolto e le interferenze denunciate,
anche per la paventata presenza degli adulti, abbiano compromesso, del primo, la libertà di espressione.

AVVOCATO AFFIDO FIGLI BOLOGNA

ESPERTO DIVORZISTA,
051 6447838
AFFIDO FIGLI TRIBUNALE BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO DIVORZISTA ,come ottenere l’affido figli nelle separazioni o nella fine delle convivenze?
AFFIDO FIGLI TRIBUNALE BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO DIVORZISTA. cosa è la bigenitorialita’ ?
AFFIDO FIGLI TRIBUNALE BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO DIVORZISTA perchè molte cause di separazione  hanno come oggetto i figli?

Affidamento dei figli in caso di separazione e divorzio.

Affido condiviso Bologna

Affido esclusivo Bologna

Affidamento figli in caso di morte di entrambi i genitori

La normativa (Legge n. 54 dell’8 febbraio 2006) prevede due possibilità riguardo all’affidamento dei figli:

AFFIDAMENTO ESCLUSIVO MOLTO RARO  L’affidamento esclusivo viene stabilito dal giudice quando sussistono le prove dell’effettiva incapacità di una delle parti
nello svolgere il ruolo di genitori, ad esempio in caso di negligenza (abbandono della prole, dipendenza da sostanze o per particolari condizioni di indigenza: il bambino o il ragazzo, in date situazioni, viene affidato esclusivamente al coniuge ritenuto adeguato, mentre all’altra parte possono essere concesse eventuali visite in orari e momenti ben definiti anche con un assistente sociale).

AFFIDAMENTO CONDIVISO questo è la norma , il giudice sancisce l’affidamento condiviso, che comporta il diritto e il dovere per entrambi i genitori di trascorrere del tempo e di provvedere ai bisogni psicofisici del bambino o del ragazzo. Le modalità variano in base alla possibilità, agli impegni lavorativi e al reddito dei coniugi, pur tenendo presenti gli interessi del minore:

 difatti, diventa obbligatorio ascoltare le specifiche richieste durante il procedimento.

L’affidamento esclusivo costituisce una soluzione eccezionale e si verifica quando nei confronti di uno dei genitori si manifesta carenza o inidoneità educativa o comunque tale da rendere l’affidamento condiviso in concreto pregiudizievole e contrario all’interesse esclusivo del minore.

Per l’affido esclusivo occorre dettagliata motivazione non soltanto in relazione al pregiudizio potenzialmente arrecato ai minori da un affidamento condiviso, ma anche all’idoneità del genitore affidatario ed all’inidoneità educativa.

–    Contributo di mantenimento: determinazione dell’assegno e prescrizione
–    Assegnazione casa coniugale
–    Figli minori ritirati dalla scuola
–    Responsabilità genitoriale: Inadempimento del genitore obbligato e Pregiudizio ai danni del figlio minore; risarcimento danni
–    Autorizzazione per l’espatrio del minore e trasferimento all’estero di un genitore.

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    La normativa (Legge n. 54 dell’8 febbraio 2006) prevede due possibilità riguardo all’affidamento dei figli:

    AFFIDAMENTO ESCLUSIVO MOLTO RARO  L’affidamento esclusivo viene stabilito dal giudice quando sussistono le prove dell’effettiva incapacità di una delle parti
    nello svolgere il ruolo di genitori, ad esempio in caso di negligenza (abbandono della prole, dipendenza da sostanze o per particolari condizioni di indigenza: il bambino o il ragazzo, in date situazioni, viene affidato esclusivamente al coniuge ritenuto adeguato, mentre all’altra parte possono essere concesse eventuali visite in orari e momenti ben definiti anche con un assistente sociale).

    AFFIDAMENTO CONDIVISO questo è la norma , il giudice sancisce l’affidamento condiviso, che comporta il diritto e il dovere per entrambi i genitori di trascorrere del tempo e di provvedere ai bisogni psicofisici del bambino o del ragazzo. Le modalità variano in base alla possibilità, agli impegni lavorativi e al reddito dei coniugi, pur tenendo presenti gli interessi del minore:

     difatti, diventa obbligatorio ascoltare le specifiche richieste durante il procedimento.

    L’affidamento esclusivo costituisce una soluzione eccezionale e si verifica quando nei confronti di uno dei genitori si manifesta carenza o inidoneità educativa o comunque tale da rendere l’affidamento condiviso in concreto pregiudizievole e contrario all’interesse esclusivo del minore.

    Per l’affido esclusivo occorre dettagliata motivazione non soltanto in relazione al pregiudizio potenzialmente arrecato ai minori da un affidamento condiviso, ma anche all’idoneità del genitore affidatario ed all’inidoneità educativa.

    –    Contributo di mantenimento: determinazione dell’assegno e prescrizione
    –    Assegnazione casa coniugale
    –    Figli minori ritirati dalla scuola
    –    Responsabilità genitoriale: Inadempimento del genitore obbligato e Pregiudizio ai danni del figlio minore; risarcimento danni
    –    Autorizzazione per l’espatrio del minore e trasferimento all’estero di un genitore.

     

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L’affido minori è una delle questioni più delicate in corso di separazione e/o divorzio. Spesso l’affidamento dei figli è causa di gravi contrasti che conducono, nei casi più gravi e complessi, a gesti estremi.
Nel 2006 è entrata in vigore in Italia la Legge 54 che ha introdotto l’affidamento condiviso. L’affidamento condiviso è volta a salvaguardare il diritto di ogni bambino a mantenere rapporti costanti con entrambi i genitori.

affido-condiviso- affido esclusivo
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In tema di affidamento dei figli minori, la regola generale attualmente in vigore, da disattendere nei casi in cui vi sia l’evidente inidoneità ed inadeguatezza di uno dei genitori, è quella dell’affidamento condiviso, la Legge n. 54 del 2006, ha introdotto l’affido condiviso dei figli, detto anche affido congiunto, che mira a salvaguardare il valore della bigenitorialità, cioè il diritto di ogni bambino di mantenere rapporti significativi e costanti con entrambe le figure genitoriali applicabile sia nell’ambito dei giudizi di separazione e di divorzio, sia nei procedimenti relativi l’ affidamento di figli nati da coppie non coniugate.

Lo studio dellavvocato divorzista Bologna anche una lunga esperienza nelle tematiche riguardanti:

DIRITTO DI FAMIGLIA

Diritto di famiglia

Ho seguito separazioni e divorzi di ogni tipo, a partire dalle coppie con figli che non riescono più a convivere, fino ad arrivare ai casi più complessi di tradimento e di violenza familiare. L’avvocato Sergio Armaroli di Bologna si occupa del diritto successorio: eredità, successioni legittime e testamentarie, impugnazione di testamenti, divisioni ereditarie, donazioni, pianificazione successoria (o planning successorio) nonché del diritto delle persone (amministrazione di sostegno, interdizione, inabilitazione, ecc.).

Per quanto riguarda le “cause ereditarie“, si cerca sempre di trovare un accordo bonario tra i vari soggetti della pratica. Se necessario, si procede con il procedimento di mediazione e poi con la procedura giudiziaria.AVV-ARMAROLI-INNAZI-A-UNA-STATUA

Il diritto di famiglia va trattato con cautela e competenza, non potendo ridursi a una guerra sulle questioni economiche. Il mio punto di vista è sempre la tutela delle persone, tanto più se vittime della crisi familiare, come sono, primi fra tutti, i minori. Per queste ragioni, il mio approccio alla separazione o al divorzio è principalmente razionale e tende a raggiungere il massimo risultato per il cliente senza trascinarlo in un contenzioso sfibrante. Nell’ambito della mia esperienza, ho curato anche gli interessi di minori adolescenti nell’ambito delle problematiche di famiglia.

 

La terminazione del rapporto coniugale comporta punti critici che mi trovo spesso ad affrontare, quali ad esempio l’affidamento e le questioni patrimoniali. Fornisco assistenza per separazioni oltre che per il divorzio congiunto o giudiziale, qualora non si riuscisse ad ottenere un accordo condiviso.

La mia formazione professionale è iniziata proprio con riferimento al Diritto di Famiglia e della persona. Presto consulenza legale in merito a convivenza more uxorio, unioni civili, separazioni e divorzi, con particolare attenzione ai profili attinenti all’affidamento e al mantenimento dei minori nati in costanza di matrimonio e non. Infine, mi occupo dei procedimenti innanzi al giudice tutelare (amministrazione di sostegno, autorizzazioni in favore di minori

Attraverso l’affidamento condiviso viene garantito l’esercizio effettivo della responsabilità genitoriale da parte di entrambi i genitori, la partecipazione degli stessi alla cura e all’educazione dei figli e la necessità di prendere di comune accordo le decisioni di maggiore interesse per i figli minori concernenti la scuola, la salute e le scelte educative dei medesimi, tenendo in debita considerazione le aspirazioni e i desideri dei figli.
Con l’affidamento condiviso si vuole dunque realizzare al meglio il diritto dei figli a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore.

 

Lo studio ha accumulato una esperienza invidiabile in particolare nella redazione di:

ricorsi per separazione personale dei coniugi, consensuale o giudiziale;

ricorsi per divorzio, congiunto o contenzioso;

ricorsi per la modifica delle condizioni di separazione e/o di divorzio;

ricorsi per affidamento dei figli minori, modifica delle condizioni economiche e di visita;

problematiche riguardanti figli naturali, nati cioè da genitori conviventi

 

Al minore verrà poi assegnata la collocazione prevalente presso un genitore, garantendo all’altro delle modalità minime che consentano di trascorrere del tempo con il figlio.

 

L’art. 155 bis, infatti, stabilisce che “il giudice può considerare il comportamento del genitore istante ai fini della determinazione dei provvedimenti da adottare nell’interesse dei figli, rimanendo ferma l’applicazione dell’art. 96 c.p.c.”. Nel caso in cui il Guidice ravvisi una pretestuosità nelle richieste del genitore, quindi, può condannare il genitore stesso per lite temeraria assumendo, poi, tutti i provvedimenti che ritiene utili nel corso del processo.

spese straordinarie nella separazione Bologna
spese straordinarie nella separazione Bologna

AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA, DENUNCE QUERELE, UDIENZ APRELIMINARE, AVVOCATO ESPERTO

 

Quando si parla di divorzio si parla sia di scioglimento del vincolo matrimoniale sia di cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario.

Poiché la distinzione tra le due tipologie non è intuitiva, è opportuno chiarire in che cosa questa consista. Affidamento dei figli in caso di separazione e divorzio.

Affido condiviso Attraverso l’affidamento condiviso viene garantito l’esercizio effettivo della responsabilità genitoriale da parte di entrambi i genitori, la partecipazione degli stessi alla cura e all’educazione dei figli e la necessità di prendere di comune accordo le decisioni di maggiore interesse per i figli minori concernenti la scuola, la salute e le scelte educative dei medesimi, tenendo in debita considerazione le aspirazioni e i desideri dei figli.
Con l’affidamento condiviso si vuole dunque realizzare al meglio il diritto dei figli a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore.

 AFFIDO FIGLI TRIBUNALE BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO DIVORZISTAseparazione bologna affido figliaffido condiviso figli maggiorenniaffidamento figli nuova leggedivorzio e figli minorenni
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Affido esclusivo
AFFIDAMENTO ESCLUSIVO.

L’affidamento esclusivo costituisce una soluzione eccezionale e si verifica quando nei confronti di uno dei genitori si manifesta carenza o inidoneità educativa o comunque tale da rendere l’affidamento condiviso in concreto pregiudizievole e contrario all’interesse esclusivo del minore.

Esso deve essere inoltre puntualmente motivato non soltanto in relazione al pregiudizio potenzialmente arrecato ai minori da un affidamento condiviso, ma anche all’idoneità del genitore affidatario ed all’inidoneità educativa.

 

Affido a terzi

Affidamento figli in caso di morte di entrambi i genitori

–    Contributo di mantenimento: determinazione dell’assegno e prescrizione
–    Assegnazione casa coniugale
–    Figli minori ritirati dalla scuola
–    Responsabilità genitoriale: Inadempimento del genitore obbligato e Pregiudizio ai danni del figlio minore; risarcimento danni
–    Autorizzazione per l’espatrio del minore e trasferimento all’estero di un genitore.

Occorre fare una premessa: nell’ordinamento italiano esistono due forme di matrimonio, quello civile e quello concordatario.
Si parla di scioglimento del vincolo matrimoniale, quando il divorzio interviene in relazione al matrimonio civile, cioè quello che è stato celebrato soltanto davanti all’ufficiale dello stato civile.

 Deve premettersi che, secondo il costante orientamento della Corte di Cassazione , ispirato alla valorizzazione del legame naturale posto alla base dell’art. 1 della legge n. 183 del 1984, che attribuisce carattere prioritario al diritto del minore di crescere nella famiglia di origine, si impone un particolare rigore nella valutazione dello stato di adottabilità, che non può fondarsi su anomalie non gravi del carattere e della personalità dei genitori, comprese eventuali condizioni patologiche di natura mentale che non compromettano la capacità di allevare ed educare i figli (Cass., 19 marzo 2002, n. 3988; Cass., 26 aprile 1999, n. 4139; Cass., 5 novembre 1998, n. 11112).

Benvero, come pure questa Corte non ha mancato di rilevare (Cass., sentt. n. 18563 del 2012, n. 4545 del 2010), la prioritaria esigenza, per il figlio, di vivere, nei limiti del possibile, con i genitori biologici e di essere da loro allevato non è riconosciuta in astratto, ma è finalizzata allo sviluppo armonico del minore stesso, e presuppone quindi la concreta attitudine della famiglia biologica ad assicurare allo stesso il migliore apporto alla formazione ed allo sviluppo della sua personalità. Essa, pertanto, incontra i suoi limiti nell’oggettiva incapacità della famiglia di prestare le cure necessarie e di assicurare l’adempimento dell’obbligo di mantenere, educare ed istruire la prole, configurandosi in tal caso lo stato di abbandono, il quale ricorre non soltanto in presenza di un rifiuto intenzionale e irrevocabile di assolvere i doveri genitoriali, ma anche quando i genitori non siano in grado di garantire al minore quel minimo di cure materiali, calore affettivo, aiuto psicologico indispensabile per lo sviluppo e la formazione della sua personalità e questa situazione non sia dovuta a forza maggiore di carattere transitorio (per tale dovendosi intendere quella inidonea, per la sua durata, a pregiudicare il corretto sviluppo psico-fisico del minore: cfr., da ultimo, Cass., sent. n. 18563 del 2012).

In definitiva, la legge n. 184 del 1983, all’art. 1, indica bensì il diritto del minore a vivere e crescere nella propria famiglia, ma solo fino a quando ciò non comporti un’incidenza grave ed irreversibile sul suo sviluppo psicofisico, e l’art. 8 della stessa legge definisce la situazione di abbandono come mancanza di assistenza materiale e morale. L’apprezzamento della sussistenza in concreto di tale situazione si sostanzia in una valutazione rimessa al giudice del merito, mentre la prospettazione di un riesame del materiale probatorio acquisito nel processo, secondo giurisprudenza ampiamente consolidata (v., per tutte, Cass., sentt. n. 18288 del 2011, n. 17915 del 2010, n. 18288 del 2011), è esclusa in sede di legittimità se la motivazione non presenti vizi di carattere logico e giuridico.

 

 

In tema di separazione personale, la regola prioritaria dell’affidamento condiviso dei figli ad entrambi i genitori, prevista dall’art. 155 cod. civ., è, ai sensi dell’art. 155 bis, primo comma, cod. civ., derogabile solo ove la sua applicazione risulti contraria all’interesse del minore, interesse che costituisce esclusivo criterio di valutazione in rapporto alle diverse e specifiche connotazioni dei singoli casi dedotti in sede giudiziaria.

La mera conflittualità esistente tra i coniugi, che spesso connota i procedimenti separatizi, non preclude il ricorso a tale regine preferenziale solo se si mantenga nei limiti di un tollerabile disagio per la prole; assume, invece, connotati ostativi alla relativa applicazione ove si esprima in forme atte ad alterare e a porre in serio pericolo l’equilibrio e lo sviluppo psicofisico dei figli e, dunque, tali da pregiudicare il loro superiore interesse.

Nella specie i giudici d’appello, nel procedimento di modifica delle condizioni della separazione personale delle parti, hanno argomentatamente sostituito il regime di affidamento condiviso della figlia delle parti con quello di affidamento esclusivo della minore alla madre, attenendosi al dettato normativo, ineccepibilmente inteso alla luce delle regole e dei principi in precedenza evidenziati.

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–    Contributo di mantenimento: determinazione dell’assegno e prescrizione
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–    Responsabilità genitoriale: Inadempimento del genitore obbligato e Pregiudizio ai danni del figlio minore; risarcimento danni
–    Autorizzazione per l’espatrio del minore e trasferimento all’estero di un genitore.

Occorre fare una premessa: nell’ordinamento italiano esistono due forme di matrimonio, quello civile e quello concordatario.
Si parla di scioglimento del vincolo matrimoniale, quando il divorzio interviene in relazione al matrimonio civile, cioè quello che è stato celebrato soltanto davanti all’ufficiale dello stato civile.

 Deve premettersi che, secondo il costante orientamento della Corte di Cassazione , ispirato alla valorizzazione del legame naturale posto alla base dell’art. 1 della legge n. 183 del 1984, che attribuisce carattere prioritario al diritto del minore di crescere nella famiglia di origine, si impone un particolare rigore nella valutazione dello stato di adottabilità, che non può fondarsi su anomalie non gravi del carattere e della personalità dei genitori, comprese eventuali condizioni patologiche di natura mentale che non compromettano la capacità di allevare ed educare i figli (Cass., 19 marzo 2002, n. 3988; Cass., 26 aprile 1999, n. 4139; Cass., 5 novembre 1998, n. 11112).

Benvero, come pure questa Corte non ha mancato di rilevare (Cass., sentt. n. 18563 del 2012, n. 4545 del 2010), la prioritaria esigenza, per il figlio, di vivere, nei limiti del possibile, con i genitori biologici e di essere da loro allevato non è riconosciuta in astratto, ma è finalizzata allo sviluppo armonico del minore stesso, e presuppone quindi la concreta attitudine della famiglia biologica ad assicurare allo stesso il migliore apporto alla formazione ed allo sviluppo della sua personalità. Essa, pertanto, incontra i suoi limiti nell’oggettiva incapacità della famiglia di prestare le cure necessarie e di assicurare l’adempimento dell’obbligo di mantenere, educare ed istruire la prole, configurandosi in tal caso lo stato di abbandono, il quale ricorre non soltanto in presenza di un rifiuto intenzionale e irrevocabile di assolvere i doveri genitoriali, ma anche quando i genitori non siano in grado di garantire al minore quel minimo di cure materiali, calore affettivo, aiuto psicologico indispensabile per lo sviluppo e la formazione della sua personalità e questa situazione non sia dovuta a forza maggiore di carattere transitorio (per tale dovendosi intendere quella inidonea, per la sua durata, a pregiudicare il corretto sviluppo psico-fisico del minore: cfr., da ultimo, Cass., sent. n. 18563 del 2012).

In definitiva, la legge n. 184 del 1983, all’art. 1, indica bensì il diritto del minore a vivere e crescere nella propria famiglia, ma solo fino a quando ciò non comporti un’incidenza grave ed irreversibile sul suo sviluppo psicofisico, e l’art. 8 della stessa legge definisce la situazione di abbandono come mancanza di assistenza materiale e morale. L’apprezzamento della sussistenza in concreto di tale situazione si sostanzia in una valutazione rimessa al giudice del merito, mentre la prospettazione di un riesame del materiale probatorio acquisito nel processo, secondo giurisprudenza ampiamente consolidata (v., per tutte, Cass., sentt. n. 18288 del 2011, n. 17915 del 2010, n. 18288 del 2011), è esclusa in sede di legittimità se la motivazione non presenti vizi di carattere logico e giuridico.

 

 

In tema di separazione personale, la regola prioritaria dell’affidamento condiviso dei figli ad entrambi i genitori, prevista dall’art. 155 cod. civ., è, ai sensi dell’art. 155 bis, primo comma, cod. civ., derogabile solo ove la sua applicazione risulti contraria all’interesse del minore, interesse che costituisce esclusivo criterio di valutazione in rapporto alle diverse e specifiche connotazioni dei singoli casi dedotti in sede giudiziaria.

La mera conflittualità esistente tra i coniugi, che spesso connota i procedimenti separatizi, non preclude il ricorso a tale regine preferenziale solo se si mantenga nei limiti di un tollerabile disagio per la prole; assume, invece, connotati ostativi alla relativa applicazione ove si esprima in forme atte ad alterare e a porre in serio pericolo l’equilibrio e lo sviluppo psicofisico dei figli e, dunque, tali da pregiudicare il loro superiore interesse.

Nella specie i giudici d’appello, nel procedimento di modifica delle condizioni della separazione personale delle parti, hanno argomentatamente sostituito il regime di affidamento condiviso della figlia delle parti con quello di affidamento esclusivo della minore alla madre, attenendosi al dettato normativo, ineccepibilmente inteso alla luce delle regole e dei principi in precedenza evidenziati.

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