Avvocato a Bologna Sergio Armaroli

BOLOGNA GUIDA STATO EBREZZA PENALE RISOLVI

BOLOGNA GUIDA STATO

EBREZZA PENALE RISOLVI

 

 

La Guida in stato di ebbrezza e sotto l’influsso di sostanze stupefacenti sono disciplinate rispettivamente dagli art. 186 e 187 C.d.S i quali recitano:

ARTICOLO N.186
Guida sotto l’influenza dell’alcool

  1. È vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche. Per l’irrogazione della pena è competente il tribunale
    2. Chiunque guida in stato di ebbrezza e’ punito, ove il fatto non costituisca piu’ grave reato:
    a) con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 531 a euro 2.125, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l). All’accertamento della violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi (3) (4);
    b) con l’ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l’arresto fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno (5);
    c) con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, l’arresto da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida e’ raddoppiata. La patente di guida e’ sempre revocata, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI, in caso di recidiva nel biennio. Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti, anche se e’ stata applicata la sospensione condizionale della pena, e’ sempre disposta la confisca del veicolo con il quale e’ stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Ai fini del sequestro si applicano le disposizioni di cui all’articolo 224-ter (6) (7) (8).
    2-bis. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le sanzioni di cui al comma 2 del presente articolo e al comma 3 dell’articolo 186-bis sono raddoppiate ed e’ disposto il fermo amministrativo del veicolo per centottanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea all’illecito. Qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), fatto salvo quanto previsto dal quinto e sesto periodo della lettera c) del comma 2 del presente articolo, la patente di guida e’ sempre revocata ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. E’ fatta salva in ogni caso l’applicazione dell’articolo 222 (9).
    2-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo e’ il tribunale in composizione monocratica (10).
    2-quater. Le disposizioni relative alle sanzioni accessorie di cui ai commi 2 e 2-bis si applicano anche in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti (11).
    2-quinquies. Salvo che non sia disposto il sequestro ai sensi del comma 2, il veicolo, qualora non possa essere guidato da altra persona idonea, puo’ essere fatto trasportare fino al luogo indicato dall’interessato o fino alla piu’ vicina autorimessa e lasciato in consegna al proprietario o al gestore di essa con le normali garanzie per la custodia. Le spese per il recupero ed il trasporto sono interamente a carico del trasgressore (12).
    2-sexies. L’ammenda prevista dal comma 2 è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7 (13).

    Avvocato matrimonialista Bologna, ma il figlio che non lavora va mantenuto? Pare di si secondo la cassazione Civile, sentenza 6 marzo – 9 maggio 2013, n. 11020
    Avvocato matrimonialista Bologna, ma il figlio che non lavora va mantenuto? Pare di si secondo la cassazione Civile, sentenza 6 marzo – 9 maggio 2013, n. 11020

    2-septies. Le circostanze attenuanti concorrenti con l’aggravante di cui al comma 2-sexies non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a questa. Le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall’aumento conseguente alla predetta aggravante (14).
    2-octies. Una quota pari al venti per cento dell’ammenda irrogata con la sentenza di condanna che ha ritenuto sussistente l’aggravante di cui al comma 2-sexies è destinata ad alimentare il Fondo contro l’incidentalità notturna di cui all’ articolo 6-bis del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117 , convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160 , e successive modificazioni (15).
    3. Al fine di acquisire elementi utili per motivare l’obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 4, gli organi di Polizia stradale di cui all’ articolo 12 , commi l e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l’integrità fisica, possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.
    4. Quando gli accertamenti qualitativi di cui al comma 3 hanno dato esito positivo, in ogni caso d’incidente ovvero quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psicofisica derivante dall’influenza dell’alcool, gli organi di Polizia stradale di cui all’ articolo 12 , commi 1 e 2, anche accompagnandolo presso il più vicino ufficio o comando, hanno la facoltà di effettuare l’accertamento con strumenti e procedure determinati dal regolamento.
    5. Per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, l’accertamento del tasso alcoolemico viene effettuato, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all’ articolo 12 , commi 1 e 2, da parte delle strutture sanitarie di base o di quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. Copia della certificazione di cui al periodo precedente deve essere tempestivamente trasmessa, a cura dell’organo di polizia che ha proceduto agli accertamenti, al prefetto del luogo della commessa violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza. Si applicano le disposizioni del comma 5-bis dell’articolo 187 (16).
    6. Qualora dall’accertamento di cui ai commi 4 o 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcoolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), l’interessato è considerato in stato di ebbrezza ai fini dell’applicazione delle sanzioni di cui al comma 2.
    7. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, in caso di rifiuto dell’accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5, il conducente e’ punito con le pene di cui al comma 2, lettera c). La condanna per il reato di cui al periodo che precede comporta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e della confisca del veicolo con le stesse modalità e procedure previste dal comma 2, lettera c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione. Con l’ordinanza con la quale e’ disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica secondo le disposizioni del comma 8. Se il fatto e’ commesso da soggetto gia’ condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato, e’ sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (17).
    8. Con l’ordinanza con la quale viene disposta la sospensione della patente ai sensi dei commi 2 e 2-bis, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell’articolo 119, comma 4, che deve avvenire nel termine di sessanta giorni. Qualora il conducente non vi si sottoponga entro il termine fissato, il prefetto può disporre, in via cautelare, la sospensione della patente di guida fino all’esito della visita medica
    (18).

    9. Qualora dall’accertamento di cui ai commi 4 e 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, ferma restando l’applicazione delle sanzioni di cui ai commi 2 e 2-bis, il prefetto, in via cautelare, dispone la sospensione della patente fino all’esito della visita medica di cui al comma 8 (19).
    9-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 2-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria puo’ essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi e’ opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilita’ di cui all’ articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000 , secondo le modalita’ ivi previste e consistente nella prestazione di un’attivita’ non retribuita a favore della collettivita’ da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze. Con il decreto penale o con la sentenza il giudice incarica l’ufficio locale di esecuzione penale ovvero gli organi di cui all’ articolo 59 del decreto legislativo n. 274 del 2000 di verificare l’effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilita’. In deroga a quanto previsto dall’ articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000 , il lavoro di pubblica utilita’ ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilita’. In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilita’, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla meta’ della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato. La decisione e’ ricorribile in cassazione. Il ricorso non sospende l’esecuzione a meno che il giudice che ha emesso la decisione disponga diversamente. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilita’, il giudice che procede o il giudice dell’esecuzione, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, con le formalita’ di cui all’ articolo 666 del codice di procedura penale , tenuto conto dei motivi, della entita’ e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della confisca. Il lavoro di pubblica utilita’ puo’ sostituire la pena per non piu’ di una volta (20).

ARTICOLO N.187
Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti (1).

  1. Chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope e’ punito con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto da sei mesi ad un anno. All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente e’ raddoppiata. Per i conducenti di cui al comma 1 dell’articolo 186-bis, le sanzioni di cui al primo e al secondo periodo del presente comma sono aumentate da un terzo alla meta’. Si applicano le disposizioni del comma 4 dell’articolo 186-bis. La patente di guida e’ sempre revocata, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI, quando il reato e’ commesso da uno dei conducenti di cui alla lettera d) del citato comma 1 dell’articolo 186-bis, ovvero in caso di recidiva nel triennio. Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena a richiesta delle parti, anche se e’ stata applicata la sospensione condizionale della pena, e’ sempre disposta la confisca del veicolo con il quale e’ stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Ai fini del sequestro si applicano le disposizioni di cui all’articolo 224-ter (2).
    1-bis. Se il conducente in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope provoca un incidente stradale, le pene di cui al comma 1 sono raddoppiate ed e, fatto salvo quanto previsto dal settimo e dall’ottavo periodo del comma 1, la patente di guida e’ sempre revocata ai sensi del capo H, sezione H, del titolo VI. E’ fatta salva in ogni caso l’applicazione dell’articolo 222 (3).
    1-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo e’ il tribunale in composizione monocratica. Si applicano le disposizioni dell’ articolo 186, comma 2-quater (4).
    1-quater. L’ammenda prevista dal comma 1 è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 186, commi 2-septies e 2-octies (5).
    2. Al fine di acquisire elementi utili per motivare l’obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 3, gli organi di Polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l’integrita’ fisica, possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.
    2-bis. Quando gli accertamenti di cui al comma 2 forniscono esito positivo ovvero quando si ha altrimenti ragionevole motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l’effetto conseguente all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, i conducenti, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l’integrita’ fisica, possono essere sottoposti ad accertamenti clinico-tossicologici e strumentali ovvero analitici su campioni di mucosa del cavo orale prelevati a cura di personale sanitario ausiliario delle forze di polizia. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell’interno, della giustizia e della salute, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche antidroga e il Consiglio superiore di sanita’, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabilite le modalita’, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, di effettuazione degli accertamenti di cui al periodo precedente e le caratteristiche degli strumenti da impiegare negli accertamenti medesimi. Ove necessario a garantire la neutralita’ finanziaria di cui al precedente periodo, il medesimo decreto puo’ prevedere che gli accertamenti di cui al presente comma siano effettuati, anziche’ su campioni di mucosa del cavo orale, su campioni di fluido del cavo orale (6).
    3. Nei casi previsti dal comma 2-bis, qualora non sia possibile effettuare il prelievo a cura del personale sanitario ausiliario delle forze di polizia ovvero qualora il conducente rifiuti di sottoporsi a tale prelievo, gli agenti di polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, fatti salvi gli ulteriori obblighi previsti dalla legge, accompagnano il conducente presso strutture sanitarie fisse o mobili afferenti ai suddetti organi di polizia stradale ovvero presso le strutture sanitarie pubbliche o presso quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate, per il prelievo di campioni di liquidi biologici ai fini dell’effettuazione degli esami necessari ad accertare la presenza di sostanze stupefacenti o psicotrope. Le medesime disposizioni si applicano in caso di incidenti, compatibilmente con le attivita’ di rilevamento e di soccorso (7).
    4. Le strutture sanitarie di cui al comma 3, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, effettuano altresi’ gli accertamenti sui conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, ai fini indicati dal comma 3; essi possono contestualmente riguardare anche il tasso alcoolemico previsto nell’articolo 186.
    5. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. [ I fondi necessari per l’espletamento degli accertamenti conseguenti ad incidenti stradali sono reperiti nell’ambito dei fondi destinati al Piano nazionale della sicurezza stradale di cui all’articolo 32 della legge 17 maggio 1999, n. 144.] Copia del referto sanitario positivo deve essere tempestivamente trasmessa, a cura dell’organo di Polizia che ha proceduto agli accertamenti, al prefetto del luogo della commessa violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza (8).
    5-bis. Qualora l’esito degli accertamenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non sia immediatamente disponibile e gli accertamenti di cui al comma 2 abbiano dato esito positivo, se ricorrono fondati motivi per ritenere che il conducente si trovi in stato di alterazione psico-fisica dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, gli organi di polizia stradale possono disporre il ritiro della patente di guida fino all’esito degli accertamenti e, comunque, per un periodo non superiore a dieci giorni. Si applicano le disposizioni dell’ articolo 216 in quanto compatibili. La patente ritirata e’ depositata presso l’ufficio o il comando da cui dipende l’organo accertatore (9).
    6. Il prefetto, sulla base dell’esito degli accertamenti analitici di cui al comma 2-bis, ovvero della certificazione rilasciata dai centri di cui al comma 3, ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell’articolo 119 e dispone la sospensione, in via cautelare, della patente fino all’esito dell’esame di revisione che deve avvenire nel termine e con le modalita’ indicate dal regolamento (10).
    [7. Chiunque guida in condizioni di alterazione fisica e psichica correlata con l’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, ove il fatto non costituisca piu’ grave reato, e’ punito con le sanzioni dell’articolo 186, comma 2. Si applicano le disposizioni del comma 2, ultimo periodo, dell’articolo 186.] (11)
    8. Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di rifiuto dell’accertamento di cui ai commi 2, 2-bis, 3 o 4, il conducente e’ soggetto alle sanzioni di cui all’articolo 186, comma 7. Con l’ordinanza con la quale e’ disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell’ articolo 119 (12).
    8-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 1-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria puo’ essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi e’ opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilita’ di cui all’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalita’ ivi previste e consistente nella prestazione di un’attivita’ non retribuita a favore della collettivita’ da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, nonche’ nella partecipazione ad un programma terapeutico e socio-riabilitativo del soggetto tossicodipendente come definito ai sensi degli articoli 121 e 122 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. Con il decreto penale o con la sentenza il giudice incarica l’ufficio locale di esecuzione penale ovvero gli organi di cui all’articolo 59 del decreto legislativo n. 274 del 2000 di verificare l’effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilita’. In deroga a quanto previsto dall’articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilita’ ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilita’. In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilita’, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla meta’ della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato. La decisione e’ ricorribile in cassazione. Il ricorso non sospende l’esecuzione a meno che il giudice che ha emesso la decisione disponga diversamente. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilita’, il giudice che procede o il giudice dell’esecuzione, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, con le formalita’ di cui all’articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dei motivi, della entita’ e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della confisca. Il lavoro di pubblica utilita’ puo’ sostituire la pena per non piu’ di una volta.

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FRAZIONAMENTO DIVISIONE EREDITA’ BOLOGNA

FACILE E VELOCE FRAZIONAMENTO DIVISIONE EREDITA’ BOLOGNA

CHIAMA L’AVVOCATO SERGIO ARMAROLI

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Hai ereditato insieme ad altre persone e non vuoi litigare anni per divisione ereditaria!!

Credi sia possibile una divisione ereditaria?

Considera:

 FRAZIONAMENTO DIVISIONE EREDITA’ BOLOGNA
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1)spesso un bene ereditato in divisione non ti serve, non ti cambia la vita
2) Nemmeno gli altri coeredi pero’ non sono soddisfatti
3) immagina di ereditare un terreno o un conto corrente cospiquo e non si trova accordo sulla partizione!

4)Il bene sebbene indiviso ha dei costi quali Imu tasi ecce cc.

CHE FARE ALLORA?

Perché non chiamar e un avvocato esperto di divisioni ereditarie che possa studiare e prospettare soluzioni utili al raggiungimento di un accordo di divisione: l’avvocato Sergio Armaroli Avvocato a Bologna .

Una divisione con la volontà delle parti è sempre possibile, ricordando che tutte le parti tutti gli eredi  hanno interesse alla divisione

Come procedere:

Semplice contattando l’avvocato Sergio Armaroli di Bologna e studiando il caso con l’avvocato il quale ti potrà prospettare soluzioni di divisione del frazionamento del compendio ereditato.

E se l’accordo è impossibile?

L’avvocato Sergio Armaroli  assisterà ed eventualmente difendere in giudizio, uno o più eredi nella fase di divisione ereditaria, quando cioè, anche se non vi sono contenziosi tra i coeredi in ordine al diritto all’eredità o all’ammontare delle rispettive quote, non vi sia accordo tra i coeredi su come suddividere fisicamente il patrimonio ereditario in modo che ciascuno abbia una porzione commisurata all’ammontare della propria quota .

E SE UN COEREDE HA FATTO MIGLIORIE?

Quanto al predetto orientamento (Cass. n.ri 857/1999 e 12345/1991), qui ribadito, deve riaffermasi il principio per cui nel giudizio di divisione ereditaria le migliorie apportate da uno dei condividenti al bene vengono a far parte, per il principio dell’accessione, al bene stesso con la conseguenze che di esse deve tenersi conto ai fini della stima del bene, nonché della determinazione delle quote”.
Da tanto consegue l’ulteriore conseguenza, sotto il profilo giuridico che “il coerede che abbia migliorato i beni comuni da lui posseduti, pur non potendo invocare l’applicazione dell’art. 1150 c.c., che riconosce il diritto ad una indennità … può pretendere il rimborso delle spese eseguite per la cosa comune, le quali si ripartiscono al momento della attribuzione delle quote, secondo il principio nominalistico, dato che lo stato di indivisione riconduce all’intera massa i miglioramenti stessi” (Cass. n. 1234571991).

La collazione ereditaria, in entrambe le forme in cui è prevista dalla legge ed indipendentemente da quale ne sia il fondamento giustificativo, è preordinata alla formazione della massa ereditaria da dividere in modo che sia assicurata parità di trattamento tra i coeredi e non venga alterato il rapporto tra il valore delle quote (Cass. 3540/1971; Cass. 1988/1969; Cass. 2453/1976).

L‘obbligo di collazione sorge quindi automaticamente al momento dell’apertura della successione, indipendentemente da un’espressa domanda dei condividenti (Cass. 6490/1986; Cass. 1159/1995; Cass. 15131/2005; Cass. 8510/2018) e si attua, senza alternative, per i mobili mediante imputazione e, per il denaro, mediante il prelievo di una minor quantità di denaro che si trova nell’eredità da parte del soggetto tenuto al conferimento, o in caso di insufficienza delle somme, mediante il prelevamento da parte degli altri coeredi, di beni mobili o immobili ereditari, in proporzione delle rispettive quote, sempre che il donatario non intenda conferire altro denaro o titoli di Stato (artt. 750 e 751 c.c.).

Per i beni immobili l’art. 746, riproducendo la formulazione dell’art. 1015 del codice del 1866, dispone che essa ha luogo per imputazione o in natura su scelta di chi deve conferire, salvo che l’immobile donato non sia stato ipotecato o venduto (nel qual caso si procede per imputazione; cfr. art. 747 c.c.).

Dall’insieme delle citate disposizioni, il conferimento per imputazione risulta, per esplicita volontà normativa, il modo in cui in generale si attua la collazione (secondo un’opzione normativa le cui origini risalgono all’art. 865 Codice napoleonico), mentre quello in natura è modalità sussidiaria, ammissibile limitatamente agli immobili e che può aver luogo esclusivamente in base ad un’opzione riservata al donatario, su cui non possono influire nè la scelta del donante (che può solo dispensare dalla collazione ma non stabilire come essa debba avvenire: Cass. 5659/2015; Cass. 4381/1982; Cass. 1521/1980), nè gli altri coeredi, essendo consentita nell’esclusivo interesse di chi è tenuto al conferimento.

Non giova – in contrario – ipotizzare che all’obbligo di collazione corrisponda un legato ex lege o ad un prelegato atipico a vantaggio degli altri coeredi che il donatario potrebbe adempiere, alternativamente, mediante imputazione o in natura (art. 1285 c.c.), non giustificandosi comunque, in base al dato positivo, un generale intervento sostitutivo del giudice ove la scelta dell’interessato dovesse mancare (dati i presupposti vincolanti di operatività degli artt. 1286, comma terzo, c.c. e 1287, comma terzo c.c.), considerato peraltro che, a differenza della disciplina generale, l’art. 746 c.c. riserva la scelta del modo in cui procedere alla collazione al solo coerede obbligato, senza contemplare alternative.

A ciò deve aggiungersi che, in presenza di una donazione fatta in vita ad uno dei coeredi individuati dall’art. 737 c.c., l’apertura della successione non determina l’automatica risoluzione dell’atto di liberalità, posto che, come detto, le donazioni mobiliari comportano a carico del donatario solo l’imputazione del loro valore (ed è fatta salva, quindi, l’attribuzione traslativa compiuta in vita dal de cuius), per il denaro il conferimento avviene attraverso i prelievi mentre, riguardo agli immobili, il donatario conserva il potere di disporre della res donata, potendo venderla anche successivamente all’apertura della successione (Cass. 3731/1956), nel qual caso la collazione ha parimenti luogo per imputazione (art. 746 c.p.c., comma 2).

La donazione è quindi posta nel nulla solo qualora il donante opti per il conferimento in natura, ai sensi dell’art. 746 c.c., comma 1 (Cass. 3715/1955; Cass. 1845/1961), poichè in tal caso il bene donato rientra nella comunione ereditaria, che quindi viene incrementata, ed il beneficiario perde la titolarità di quanto conferito, effetto che non si determina nella collazione per imputazione, in cui il bene resta in proprietà del donatario in forza della donazione ricevuta, salvo l’obbligo di versare alla massa l’equivalente pecuniario (Cass. 2453/1976; in motivazione, Cass. 25646/2008; Cass. 5659/2015; Cass. 9177/2018).

Da tutte le esposte premesse consegue quindi che: l’apertura della successione determina automaticamente l’obbligo di collazione, la quale, in mancanza di una diversa scelta del donante, si attua per imputazione; b) solo la scelta del coerede per il conferimento in natura ha l’effetto di impedire l’imputazione del valore e fa rientrare l’immobile donato nella comunione ereditaria, restando escluso che tale effetto possa essere ottenuto per disposizione del giudice, adottata d’ufficio.

  • TABELLE MILANO DANNO MORALE OTTIENI RISARCIMENTO
  • risarcimento malasanità
  • risarcimento mortale incidente stradale
  • risarcimento responsabilita’ medica
  • giudizio di divisione ereditaria le migliorie apportate da uno dei condividenti al bene vengono a far parte, per il principio dell’accessione, al bene stesso con la conseguenze che di esse deve tenersi conto ai fini della stima del bene, nonché della determinazione delle quote”.
  • MODENA AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  EMORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Bastiglia AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Bomporto AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Campogalliano AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Camposanto AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Carpi AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Castelfranco Emilia AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Castelnuovo Rangone AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Castelvetro di Modena AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Cavezzo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Concordia sulla Secchia AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Fanano AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Finale Emilia AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Fiorano Modenese AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Fiumalbo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Formigine AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Frassinoro AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Guiglia AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Lama Mocogno AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Maranello AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Marano sul Panaro AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Medolla AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Mirandola AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    MODENA AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Montecreto AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Montefiorino AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Montese AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Nonantola AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Novi di Modena AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Palagano AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Pavullo nel Frignano AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Pievepelago AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Polinago AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Prignano sulla Secchia AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Ravarino AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Riolunato AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    San Cesario sul Panaro AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    San Felice sul Panaro AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    San Possidonio AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    San Prospero AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Sassuolo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Savignano sul Panaro AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Serramazzoni AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Sestola AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Soliera AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Spilamberto AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Vignola AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Zocca AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE

     

    RAVENNA

    Ravenna AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Faenza AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Lugo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Cervia AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Bagnacavallo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Russi AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Alfonsine AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Massa Lombarda AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Conselice AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Castel Bolognese AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Fusignano AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Brisighella AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Cotignola AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Riolo Terme AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Solarolo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Sant’Agata sul Santerno AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Casola Valsenio AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Bagnara di Romagna AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE

     

    FORLI

    Forlì AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Cesena AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Cesenatico AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Savignano sul Rubicone AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Forlimpopoli AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    San Mauro Pascoli AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Bertinoro AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Gambettola AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Meldola AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Gatteo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Longiano AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Mercato Saraceno AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Castrocaro Terme e Terra del Sole AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Predappio AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Bagno di Romagna AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Modigliana AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Santa Sofia AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Civitella di Romagna AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Sarsina AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Roncofreddo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Sogliano al Rubicone AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Borghi AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Galeata AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Rocca San Casciano AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Verghereto AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Montiano AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Dovadola AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Tredozio AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Premilcuore AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Portico e San Benedetto AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE

     

     

     

     

    Rovigo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Adria AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Porto Viro AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Occhiobello AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Lendinara AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Badia Polesine AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Porto Tolle AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Taglio di Po AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Rosolina AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Villadose AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE

    AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE

    Ariano nel Polesine AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Castelmassa AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Fiesso Umbertiano AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Polesella AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    San Martino di Venezze AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Ceregnano AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Lusia AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Loreo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Stienta AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Canaro AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Trecenta AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Castelnovo Bariano AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Arquà Polesine AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Fratta Polesine AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Costa di Rovigo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Bergantino AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Ficarolo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Corbola AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Pontecchio Polesine AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Giacciano con Baruchella AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Villanova del Ghebbo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Crespino AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Melara AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Ceneselli AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Pettorazza Grimani AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Castelguglielmo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Gavello AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Papozze AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Bosaro AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Frassinelle Polesine AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Bagnolo di Po AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Villamarzana AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Salara AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Guarda Veneta AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Pincara AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    San Bellino AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Gaiba AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Villanova Marchesana AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Canda AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Calto AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE

     

     

    FERRARA AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE

    Cento AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Comacchio AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Argenta AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Copparo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Bondeno AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Codigoro AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Portomaggiore AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Poggio Renatico AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Fiscaglia AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Cento AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Comacchio AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Argenta AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Copparo AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Bondeno AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Codigoro AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Portomaggiore AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Poggio Renatico AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE
    Fiscaglia AVVOCATO INCIDENTI GRAVI  E MORTALI, RESPONSABILITA’ MEDICA, CAUSE EREDITARIE, DIVISIONI EREDITARIE

     

AFFIDO-FIGLI-AFFIDO-OCNDIVISO-AVVOCATO-DIVORZISTA-BOLOGNA

Cinque ERRORI DA NON FARE NELLE SEPARAZIONI

Cinque ERRORI DA NON FARE NELLE SEPARAZIONI-AVVOCATO A BOLOGNA
Cinque ERRORI DA NON FARE NELLE SEPARAZIONI-AVVOCATO A BOLOGNA

Cinque ERRORI DA NON FARE NELLE SEPARAZIONI – AVVOCATO A BOLOGNA ( IN REALTA’ SE NE POSSONO COMMETTERE BEN DI PIU’)

URGENTE VELOCITA’ LEGGI E CHIAMA  NON COMMETTERE ERRORI NELLA SEPARAZIONE CHIAMA UN AVVOCATO ESPERTO BOLOGNA 051 6447838

Nelle separazioni gli errori da non fare sono molti ma assolutamente nelle separazioni occorre evitare:

1)scontri solo per orgoglio che nuocciono alla coppia e fanno stare male i figli

2) pretendere l’impossibile dal coniuge n fase di separazione

3) no pensare anche all’altro che fino  a poco tempo prima avevi amato 

4) non voler trovare un accordo per una consensuale

5)e ultimo ma piu’ importante grave errore, non stare vicino ai figli in un momento tragico in cui i figli non hanno responsabilità

Separarsi di per se è complicato  e porta molte preoccupazioni moltissime quindi occorre essere determinati ma non commettere questi tre errori

Cinque ERRORI DA NON FARE NELLE SEPARAZIONI-AVVOCATO A BOLOGNA
Cinque ERRORI DA NON FARE NELLE SEPARAZIONI-AVVOCATO A BOLOGNA
  • Dimenticarsi che la persona da cui ti stai separando era la persona che hai amato per anni,
  • quindi non essere inutilmente aggressivo e intransigente e soprattutto non offendere mai
  • o peggio ancora mai usare le mani.

 

So che la separazione crea rancori,

crea rabbia ma non seguire l’odio segui la ragione e la possibilita’ di arrivare a un accordo

 

cioè a una separazione consensuale puo’ essere piu’ vicina

 

  • Non dimenticare le esigenze dell’altro, ad esempio quando chiedi un assegno di mantenimento pondera le richieste.

Se nella separazione  il tuo ex marito ad esempio ha un reddito di milleduecento euro e deve uscire di casa,  e pagarsi magari un affitto, ricorda che deve anche vivere, quindi non potrai aspettarti somme esorbitanti.

avvocato per separazione
avvocato per separazione

Potrai chiedere per la separazione alcune centinaia di euro mensili, ma piu’ di tanto il coniuge non ti potrà dare .

  • Non litigate mai dico mai davanti ai figli, perché sono già traumatizzati dalla separazione dei genitori e loro non ne hanno colpa, quindi per nessun motivo litigar eo peggio ancora offendere il coniuge davanti ai figli, mai ripeto mai
  • Valutare nell’accordo di separazione e ancora di piu’ nella assegnazione della casa coniugale l’interesse preminente dei figli nella separazione , i figli devono superare la separazione dei genitori con meno traumatismi possibile.
  • Non sottovalutare mai dico mai le necessità dei figli, anche quando trovi un accordo per una separazione consensuale valuta che possa soddisfare le esigenze dei figli a livello economico e morale. Rircoda sempre che la separazione è tra te e il tuo coniuge non certo dai figli che devono sentire  la presenza costante e attenta dei genitori

Chiama con fiducia l’avvocato matrimonialista Bologna Sergio Armaroli valuteremo le possibili strategie e le strade per arrivar ea una separazione con meno traumatismi possibile, al fine di poter iniziare una nuova vita serena dopo la separazione.

Separazioni
La separazione coniugale comporta, per così dire, un “allentamento” del vincolo coniugale, dato dal fatto che i coniugi vengono autorizzati dal Giudice a vivere separati. Il vincolo coniugale continua ad esistere sino a quando non intervenga una sentenza di divorzio.  La separazione consensuale consiste in un accordo fra i coniugi su tutte le condizioni attinenti la separazione, che diventa efficace con l’emanazione di un decreto (cd. di omologazione) del Tribunale.

Dal punto di vista procedurale, la legge prevede che, una

volta trovato l’accordo, i coniugi, per il tramite di un

unico difensore o degli avvocati che li hanno assistiti

(i coniugi possono decidere di farsi assistere in

maniera comune o meno), devono presentare un

ricorso presso il Tribunale del luogo dell’ultima

residenza comune .

Cosa succede una volta ricevuto il ricorso?

 il Presidente del Tribunale fissa con decreto la data dell’udienza innanzi a sé, alla quale devono necessariamente comparire i coniugi personalmente, assistiti dai propri difensori o dal proprio difensore comune.
All’udienza, il Presidente (o un Giudice da lui delegato) tenta in” la riconciliazione delle parti e, in caso di insuccesso, redige il verbale di udienza il quale attesta che la coppia è decisa a separarsi e riporta il contenuto dell’accordo raggiunto dai coniugi.

Cinque ERRORI DA NON FARE NELLE SEPARAZIONI-AVVOCATO A BOLOGNA

Cinque ERRORI DA NON FARE NELLE SEPARAZIONI-AVVOCATO A BOLOGNA

6) IN ULTIMO NON DIVENTATE TIRCHI CON LA FAMIGLIA, MOLTI SISEPARANO E DANNO IL MINO ALLA EX FAMIGLIA, NON FATELO!!!

  E OGGI TI DARO’ ALTRI 5 CONSIGLI

1)VERIFICA I CONTI CORRENTI SOPRATTUTTO QUELLI IN COMUNE MI E’ CAPITTO CHE  UNO DEI DUE CONIUGI PRENDA I OSLDI ANCHE DELL’ALTRO

2) E IL MUTUO CHI CONTINUA A PAGARLO ?

3)L’AUTO LE MACCHINE  A CHI RESTANO?

4) COSA IMPORTANTE NON TRASCURARE I FIGLI

5) RICORDATI CHE CON LA SEPARAZIONE CESSA OBBLIGO DI FEDELTA’  

SEPARAZIONI? AVVOCATI BOLOGNA PRELUDIO AL DIVORZIO? SI TORNA INDIETRO?

Esiste  una grande differenza  tra separazione e divorzio ,guardiamoli insieme 

SEPARAZIONI? PRELUDIO AL DIVORZIO? SI TORNA INDIETRO? AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA
 SEPARAZIONI? AVVOCATI BOLOGNA PRELUDIO AL DIVORZIO? SI TORNA INDIETRO?
SEPARAZIONI? AVVOCATI BOLOGNA PRELUDIO AL DIVORZIO? SI TORNA INDIETRO?

PER MOLTI SEPARAZIONE E DIVORZIO SONO LA STESSA COSA ,INVECE NO SONO MOLTO DIFFERENTI 

SEPARAZIONI? PRELUDIO AL DIVORZIO? SI TORNA INDIETRO?
SEPARAZIONI? PRELUDIO AL DIVORZIO? SI TORNA INDIETRO?
SEPARAZIONI? PRELUDIO AL DIVORZIO? SI TORNA INDIETRO?
SEPARAZIONI? PRELUDIO AL DIVORZIO? SI TORNA INDIETRO?

SEPARAZIONI? PRELUDIO AL DIVORZIO? SI TORNA INDIETRO? AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA

Separarsi  e divorziare sono concetti diversi !

  • la separazione è un allentamento dei vincoli matrimoniali ma non vi pone fine!

  • Se ti separi non sei poi obbligato a divorziare!

  • Annullare gli effetti giuridici della separazione è molto facile

  • Se divorzi e vuoi tornare a essere la moglie o il marito di una persona devi risposarti!

  • Avvocato a Bologna è il sito di un avvocato matrimonialista a Bologna che comprende il peso di una separazione)

 

Ma nella pratica che differenza abbiamo tra separazione e divorzio ?

1) una enorme differenza

2) la separazione è uno scalino intermedio , la copia in crisi decide di allentare il vincolo matrimoniale con una separazione,

3)Con la separazione viene meno il dovere di coabitazione

4)con la separazione viene meno il dovere di fedeltà

5)con il divorzio vengono meno cessano tutti gli effetti del matrimonio verso il coniuge

6)ho detto coniuge, certamente non cessano gli obblighi verso i figli

NON ESISTE UN DIVORZIO DAI FIGLI!!

1)ovviamente non possiamo far venir meno alla prole gli obblighi di educazione, mantenimento, e rapporti con i figli!!

Ci mancherebbe!!

2) separati  o divorziati si ha l’obbligo tutelato anche da norme penali di assistenza morale  materiale verso i figli, che spesso sono vittime incolpevoli degli errori dei genitori

MA SE MI SEPARO O DIVORZIO DEVO PROVVEDERE ALL’EX CONIUGE?

Assolutamente si con l’assegno di mantenimento o con l’assegno divorzile.

Una nuova sentenza della cassazione su assegno divorzile:

Un cambiamento di rotta che ha totalmente declassato il ruolo del tenore di vita quale parametro per stabilire se l’assegno divorzile sia o meno dovuto, espungendolo dai criteri che devono essere osservati non solo ai fini del suo riconoscimento, ma anche ai fini della sua determinazione.

Assegno di mantenimento dopo la separazione e il divorzio

  • la coppia sia soltanto separata: in tal caso viene denominato «assegno di mantenimento»;
  • la coppia abbia divorziato: in tale ipotesi viene invece denominato «assegno divorzile» e sostituisce l’assegno di mantenimento.

DIRITTO DI ABITAZIONE CONIUGE – AVVOCATI BOLOGNA

DIRITTO DI ABITAZIONE CONIUGE – AVVOCATI BOLOGNA DIRITTO DI FAMIGLIA

DIRITTO DI ABITAZIONE CONIUGE DOPO MORTE  ALTRO CONIUGE

I diritti reali di abitazione e di uso dei mobili che l'arredano, riservati per legge, a titolo di legato, al coniuge superstite (art. 540 c.c.), hanno ad oggetto la casa coniugale, ossia quella che in concreto era adibita a residenza familiare, e non quella ove i coniugi, prima del decesso di uno di essi, avrebbero voluto fissare la residenza della famiglia (art. 144 c.c.).
I diritti reali di abitazione e di uso dei mobili che l’arredano, riservati per legge, a titolo di legato, al coniuge superstite (art. 540 c.c.), hanno ad oggetto la casa coniugale, ossia quella che in concreto era adibita a residenza familiare, e non quella ove i coniugi, prima del decesso di uno di essi, avrebbero voluto fissare la residenza della famiglia (art. 144 c.c.).

    DIRITTO DI ABITAZIONE CONIUGE DOPO MORTE  ALTRO CONIUGE    

I diritti reali di abitazione e di uso dei mobili che l'arredano, riservati per legge, a titolo di legato, al coniuge superstite (art. 540 c.c.), hanno ad oggetto la casa coniugale, ossia quella che in concreto era adibita a residenza familiare, e non quella ove i coniugi, prima del decesso di uno di essi, avrebbero voluto fissare la residenza della famiglia (art. 144 c.c.).
I diritti reali di abitazione e di uso dei mobili che l’arredano, riservati per legge, a titolo di legato, al coniuge superstite (art. 540 c.c.), hanno ad oggetto la casa coniugale, ossia quella che in concreto era adibita a residenza familiare, e non quella ove i coniugi, prima del decesso di uno di essi, avrebbero voluto fissare la residenza della famiglia (art. 144 c.c.).

      In tema di successione necessaria, la disposizione di cui all’art. 540 comma secondo c.c. determina un incremento quantitativo della quota contemplata in favore del coniuge, in quanto i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che la corredano (quindi, il loro valore capitale) si sommano alla quota riservata al coniuge in proprietà (posto che la norma stabilisce che i diritti di abitazione e di uso gravano, in primo luogo, la disponibile, ciò significa che, come prima operazione si deve calcolare la disponibile sul patrimonio relitto, ai sensi dell’art. 556 c.c. e, per conseguenza, determinare la quota di riserva. Calcolata poi la quota del coniuge nella successione necessaria, in base a quanto stabiliscono gli arti. 540 comma primo, 542 e 543 comma primo, alla quota di riserva così ricavata si devono aggiungere i diritti di abitazione e di uso in concreto, il cui valore viene a gravare la disponibile. Se la disponibile non è sufficiente, i diritti di abitazione e di uso gravano, anzitutto, sulla quota di riserva del coniuge, che viene ad essere diminuita della misura proporzionale a colmare l’incapienza della disponibile. Se neppure la quota di riserva del coniuge risulta sufficiente, i diritti di abitazione e di uso gravano sulla riserva dei figli o degli altri legittimari). L’attribuzione dei diritti di abitazione e di uso costituisce un legato ex lege in favore del coniuge, per cui questi può invocarne l’acquisto ipso iure, ai sensi dell’art. 649 comma primo c.c., senza dover ricorrere all’azione di riduzione. Per contro, non essendo ciò previsto da nessuna norma in tema di successione legittima, non v’è ragione per ritenere che alla quota intestata contemplata dagli artt. 581 e 582 c.c. si aggiungano i diritti di abitazione e di uso. In tema di successione necessaria, i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, riservati al coniuge ex art. 540, comma 2, c.c. si sommano alla quota spettante allo stesso in proprietà, con conseguente incremento quantitativo di tale quota, gravando in primo luogo sulla porzione disponibile e, ove questa non sia sufficiente, sulla quota riservata al coniuge in proprietà nonché, eventualmente, su quella riservata ai figli; ciò implica che la determinazione della porzione disponibile e delle quote di riserva dei legittimari deve avvenire considerando il valore del “relictum” (e del “donatum”, se vi sia stato), comprensivo del valore della casa familiare in piena proprietà.

DIRITTO DI ABITAZIONE CONIUGE - AVVOCATI BOLOGNA
Brekaup marriage couple with divorce certification
DIRITTO DI ABITAZIONE CONIUGE - AVVOCATI BOLOGNA
DIRITTO DI ABITAZIONE CONIUGE – AVVOCATI BOLOGNA
 

Cass. civ. n. 2754/2018

I diritti sull’abitazione adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, attribuiti dall’art. 540, comma 2, c.c., spettano al coniuge superstite anche ove si apra una successione legittima, in aggiunta alla quota attribuita dagli artt. 581 e 582 c.c., essendo i detti diritti finalizzati a dare tutela, sul piano patrimoniale e su quello etico-sentimentale, al coniuge, evitandogli i danni che la ricerca di un nuovo alloggio cagionerebbe alla stabilità delle abitudini di vita della persona.

(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2754 del 5 febbraio 2018)


Cass. civ. n. 13407/2014

I diritti di abitazione e d'uso riservati al coniuge superstite dall'art. 540, secondo comma, cod. civ. riguardano l'immobile concretamente utilizzato come residenza familiare prima della morte del "de cuius", sicché essi non spettano al coniuge separato senza addebito, qualora la cessazione della convivenza renda impossibile individuare una casa adibita a residenza familiare.

(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 13407 del 12 giugno 2014)

Cass. civ. n. 9651/2013

In tema di successione necessaria, i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, riservati al coniuge ai sensi dell'art. 540, secondo comma, cod. civ., si sommano alla quota spettante a questo in proprietà, e gravano in primo luogo sulla porzione disponibile, determinata, a norma dell'art. 556 cod. civ., considerando il valore del "relictum" (e del "donatum", se vi sia stato) comprensivo del valore capitale della casa familiare in piena proprietà, mentre, in caso di incapienza della disponibile, comportano la proporzionale riduzione della quota di riserva del medesimo coniuge, nonché, ove pure questa risulti insufficiente, delle quote riservate ai figli o agli altri legittimari. (Nella specie, alla luce dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito la quale, allo scopo di determinare la legittima riservata ai figli del "de cuius", aveva calcolato la consistenza dell'asse ereditario dopo aver preliminarmente detratto il valore dei diritti di abitazione e di uso spettanti al coniuge).

(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 9651 del 19 aprile 2013)
Della responsabilità genitoriale e dei diritti e doveri del figlio, Concorso nel mantenimento     Condotta del genitore pregiudizievole ai figliDei diritti e doveri del figlio
Della responsabilità genitoriale e dei diritti e doveri del figlio, Concorso nel mantenimento
 
 
Condotta del genitore pregiudizievole ai figliDei diritti e doveri del figlio
Cass. civ. n. 4847/2013

In tema di successione legittima, spettano al coniuge superstite, in aggiunta alla quota attribuita dagli artt. 581 e 582 c.c., i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, di cui all'art. 540, secondo comma, c.c., dovendo il valore capitale di tali diritti essere detratto dall'asse prima di procedere alla divisione dello stesso tra tutti i coeredi, secondo un meccanismo assimilabile al prelegato, e senza che, perciò, operi il diverso procedimento di imputazione previsto dall'art. 533 c.c., relativo al concorso tra eredi legittimi e legittimari e strettamente inerente alla tutela delle quote di riserva dei figli del "de cuius".

(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 4847 del 27 febbraio 2013)

Cass. civ. n. 6625/2012

Il diritto di abitazione, riservato dall'art. 540, secondo comma, c.c. al coniuge superstite sulla casa adibita a residenza familiare, si configura come un legato "ex lege", che viene acquisito immediatamente da detto coniuge, secondo la regola di cui all'art. 649, secondo comma, c.c., al momento dell'apertura della successione. Ne consegue che non può porsi un conflitto, da risolvere in base alle norme sugli effetti della trascrizione, tra il diritto di abitazione, che il coniuge legatario acquista direttamente dall'ereditando, ed i diritti spettanti agli aventi causa dall'erede. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, la quale aveva escluso la necessità della trascrizione del diritto di abitazione ex art. 540 c.c. ai fini della sua opponibilità al ricorrente, aggiudicatario in sede di asta fallimentare di una quota di comproprietà dell'immobile appartenente ad un coerede).

(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6625 del 30 aprile 2012)



Cass. civ. n. 4088/2012

l diritto di abitazione, che la legge riserva al coniuge superstite (art. 540, secondo comma, c.c.), può avere ad oggetto soltanto l'immobile concretamente utilizzato prima della morte del "de cuius" come residenza familiare. Il suddetto diritto, pertanto, non può mai estendersi ad un ulteriore e diverso appartamento, autonomo rispetto alla sede della vita domestica, ancorché ricompreso nello stesso fabbricato, ma non utilizzato per le esigenze abitative della comunità familiare

(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4088 del 14 marzo 2012)

Cass. civ. n. 14594/2004

Il principio della conversione del diritto di abitazione spettante al coniuge superstite nel suo equivalente monetario nell'ipotesi in cui la residenza familiare del de cuius sia ubicata in un immobile in comproprietà, — e, per l'indivisibilità dell'immobile, non possa attuarsi il materiale distacco della porzione spettante al coniuge qualora l'immobile stesso venga assegnato per intero ad altro condividente — è applicabile anche all'ipotesi (quale quella di specie) in cui, a seguito della vendita all'incanto dell'immobile ritenuto indivisibile, si verrebbe inevitabilmente a creare la convergenza sullo stesso bene del diritto di proprietà acquisito dal terzo aggiudicatario e del diritto di abitazione spettante al coniuge superstite (risultando concretamente impossibile la separazione della porzione dell'immobile spettante a quest'ultimo).

(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 14594 del 30 luglio 2004)

Cass. civ. n. 6231/2000

La titolarità del diritto di abitazione riconosciuto dall'art. 540 comma secondo c.c. al coniuge superstite sulla casa adibita a residenza familiare - che, costituendo ex lege oggetto di un legato, viene acquisito immediatamente da detto coniuge, secondo la regola dei legati di specie, al momento dell'apertura della successione - ha esclusivo riferimento al diritto dominicale spettante sull'abitazione del de cuius, con la conseguenza che, nel caso di residenza familiare ubicata in un immobile in proprietà esclusiva di quest'ultimo, il diritto del coniuge superstite non incontra, simmetricamente, alcun limite, anche se, di fatto, parte dell'immobile sia temporaneamente occupato da terzi.







Cass. civ. n. 4329/2000

In tema di successione necessaria, la disposizione di cui all'art. 540 comma secondo c.c. determina un incremento quantitativo della quota contemplata in favore del coniuge, in quanto i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che la corredano (quindi, il loro valore capitale) si sommano alla quota riservata al coniuge in proprietà (posto che la norma stabilisce che i diritti di abitazione e di uso gravano, in primo luogo, la disponibile, ciò significa che, come prima operazione si deve calcolare la disponibile sul patrimonio relitto, ai sensi dell'art. 556 c.c. e, per conseguenza, determinare la quota di riserva. Calcolata poi la quota del coniuge nella successione necessaria, in base a quanto stabiliscono gli arti. 540 comma primo, 542 e 543 comma primo, alla quota di riserva così ricavata si devono aggiungere i diritti di abitazione e di uso in concreto, il cui valore viene a gravare la disponibile. Se la disponibile non è sufficiente, i diritti di abitazione e di uso gravano, anzitutto, sulla quota di riserva del coniuge, che viene ad essere diminuita della misura proporzionale a colmare l'incapienza della disponibile. Se neppure la quota di riserva del coniuge risulta sufficiente, i diritti di abitazione e di uso gravano sulla riserva dei figli o degli altri legittimari). L'attribuzione dei diritti di abitazione e di uso costituisce un legato ex lege in favore del coniuge, per cui questi può invocarne l'acquisto ipso iure, ai sensi dell'art. 649 comma primo c.c., senza dover ricorrere all'azione di riduzione. Per contro, non essendo ciò previsto da nessuna norma in tema di successione legittima, non v'è ragione per ritenere che alla quota intestata contemplata dagli artt. 581 e 582 c.c. si aggiungano i diritti di abitazione e di uso.

(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4329 del 6 aprile 2000)

Cass. civ. n. 2263/1999




Ai diritti reali di abitazione della casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che l'arredano, attribuiti al coniuge superstite dall'art. 540, comma secondo, c.c. non si applicano gli artt. 1021 e 1022 c.c. nella parte in cui limitano il diritto in relazione al fabbisogno del titolare.

(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2263 del 13 marzo 1999)

Cass. civ. n. 2159/1998

I diritti reali di abitazione e di uso dei mobili che l'arredano, riservati per legge, a titolo di legato, al coniuge superstite (art. 540 c.c.), hanno ad oggetto la casa coniugale, ossia quella che in concreto era adibita a residenza familiare, e non quella ove i coniugi, prima del decesso di uno di essi, avrebbero voluto fissare la residenza della famiglia (art. 144 c.c.).

(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2159 del 27 febbraio 1998)

Cass. civ. n. 5731/1994

Il coniuge che continua ad abitare la casa di abitazione coniugale in comune proprietà, dopo la morte dell'altro (coniuge), anche per la quota di questo, in forza del diritto di abitazione che è a lui riservato dall'art. 540 c.c., acquista il possesso solo rappresentativo della quota trasferita in proprietà agli eredi del coniuge deceduto i quali, conseguentemente, subentrano egualmente, ai sensi dell'art. 1146 c.c., nel possesso del bene senza necessità di materiale apprensione.

(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 5731 del 13 giugno 1994)

Cass. civ. n. 8171/1991

I diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la arredano, previsti in favore del coniuge superstite, presuppongono per la loro concreta realizzazione l'appartenenza della casa e del relativo arredamento al de cuius o in comunione a costui e all'altro coniuge, non potendo estendersi a carico di quote di soggetti estranei all'eredità nel caso di comunione degli stessi beni tra il coniuge defunto e tali altri soggetti.

FRODE INFORMATICA  640 ter Codice penale

FRODE INFORMATICA  640 ter Codice penale

Chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno (2), è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da cinquantuno euro a milletrentadue euro.

AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA 

RAVENNA FORLI CESENA

CHIAMA SUBITO 051 6447838 

PARLERAI CON L’AVVOCATO SERGIO

ARMAROLI 

Della responsabilità genitoriale e dei diritti e doveri del figlio, Concorso nel mantenimento     Condotta del genitore pregiudizievole ai figliDei diritti e doveri del figlio
Della responsabilità genitoriale e dei diritti e doveri del figlio, Concorso nel mantenimento
 
 
Condotta del genitore pregiudizievole ai figliDei diritti e doveri del figlio
  • La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da trecentonove euro a millecinquecentoquarantanove euro se ricorre una delle circostanze previste dal numero 1) del secondo comma dell’articolo 640, ovvero se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema.
  • La pena è della reclusione da due a sei anni e della
  • multa da euro 600 a euro 3.000 se il fatto è commesso
  • con furto o indebito utilizzo dell’identità digitale in danno
  • di uno o più soggetti(3).
  • Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze di cui al secondo e terzo comma o taluna delle circostanze previste dall’articolo 61, primo comma, numero 5, limitatamente all’aver approfittato di circostanze di persona, anche in riferimento all’età, e numero 7. (4)
  • Cass. pen. n. 41767/2017
avvocato esperto bologna
avvocato esperto bologna

Integra il reato di frode informatica l’utilizzazione di sistemi di blocco od alterazione della comunicazione telematica tra apparecchi da gioco del tipo “slot-machine” e l’amministrazione finanziaria, trattandosi di alterazione dell’altrui sistema telematico, finalizzato all’indebito trattenimento della quota di imposta sulle giocate.

(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 41767 del 13 settembre 2017)

  1. La giurisprudenza successiva alla sentenza Casani, però, non fu del tutto pacifica sull’argomento e, addirittura, in seno alla stessa sezione della Suprema Corte – la Quinta – si svilupparono diverse posizioni, alcune delle quali tendenti ad attribuire una portata estensiva alla norma incriminatrice di cui all’art. 615-ter, comma 2, n. 1), c.p. al fine di ricomprendervi, altresì, la violazione dei principi che presiedono allo svolgimento dell’attività amministrativa quali sinteticamente enunciati nell’art. 1 della Legge n. 241/1990
  2. In questo solco interpretativo, in particolare, la sentenza c.d. Carnevale n. 22024/2013[3] sancì che «quando l’agente è un pubblico dipendente […] non può non trovare applicazione il principio di cui alla L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 1, in base al quale “l’attività amministrativa persegue fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità, trasparenza, secondo le modalità previste dalla presente legge e dalle disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonchè dai principi dell’ordinamento comunitario”». Secondo gli Ermellini, nel caso di specie, il dipendente dell’Agenzia delle Entrate – che aveva esplorato la posizione tributaria di contribuenti aventi un domicilio fiscale diverso – non si era attenuto al perseguimento dell’interesse pubblico ispirato ai criteri sopra enunciati e, al contrario, aveva esercitato il potere per finalità fuoriuscenti dalla ratio del conferimento del relativo potere. Nessuna norma di legge o di regolamento, nessuna circolare interna o organizzativa autorizzava il prevenuto ad eseguire controlli su contribuenti aventi altro domicilio fiscale.
  3. Di avviso completamente opposto la sentenza c.d. Mecca n. 44390/2014[4], secondo la quale «il concetto di accesso abusivo ad un sistema informatico, rilevante ai sensi dell’art. 615 ter c.p., deve essere definito avendo riguardo non agli scopi ed alle finalità che abbiano soggettivamente motivato l’ingresso nel sistema, ma alla obiettiva violazione delle condizioni e dei limiti risultanti dal complesso delle prescrizioni impartite dal titolare del sistema per delimitarne oggettivamente l’accesso. Vengono, dunque, in rilievo quelle disposizioni che regolano l’accesso al sistema e che stabiliscono per quali attività e per quanto tempo la permanenza si può protrarre, mentre devono ritenersi irrilevanti, ai fini della configurazione della fattispecie, eventuali disposizioni sull’impiego successivo dei dati». I Giudici di Piazza Cavour ebbero modo di precisare in motivazione che la violazione dei principi del buon andamento e dell’imparzialità amministrativa non può assurgere a indicatore dell’abusività della condotta richiesta dall’art. 615-ter, comma 2, n. 1, c.p., altrimenti si finirebbe col frustrare la ratio della stessa norma incriminatrice dilatando la nozione di “accesso abusivo” oltre i limiti imposti dalla necessità di tutelare i diritti del titolare del sistema. 
  4. Alla luce del rinnovato contrasto giurisprudenziale sopra evidenziato, veniva nuovamente sottoposta alle Sezioni Unite della Suprema Corte la questione, con il seguente quesito: «se il delitto previsto dall’art. 615-ter, secondo comma, cod. pen., sia integrato anche nella ipotesi in cui il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, formalmente autorizzato all’accesso a un sistema informatico o telematico, ponga in essere una condotta che concreti uno sviamento di potere, in quanto mirante al raggiungimento di un fine non istituzionale, pur in assenza di violazione di specifiche disposizioni regolamentari ed organizzative».
  5. AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA 

    RAVENNA FORLI CESENA

    CHIAMA SUBITO 051 6447838 

    PARLERAI CON L’AVVOCATO SERGIO ARMAROLI

Cass. pen. n. 26229/2017

Integra il delitto di frode informatica, e non quello di indebita utilizzazione di carte di credito, la condotta di colui che, servendosi di una carta di credito falsificata e di un codice di accesso fraudolentemente captato in precedenza, penetri abusivamente nel sistema informatico bancario ed effettui illecite operazioni di trasferimento fondi.

(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 26229 del 25 maggio 2017)

  • Cass. pen. n. 13475/2013
  • Integra il reato di frode informatica, nelle forme dell’intervento senza diritto su dati e informazioni contenuti in un sistema informatico, oltre che quello di accesso abusivo ad un sistema informatico, la condotta del dipendente dell’Agenzia delle Entrate che, utilizzando la “password” in dotazione, manomette la posizione di un contribuente, effettuando sgravi non dovuti e non giustificati dalle evidenze in possesso dell’ufficio.
  • (Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 13475 del 22 marzo 2013)
  • Cass. pen. n. 17748/2011
  • Integra il delitto di frode informatica, e non quello di indebita utilizzazione di carte di credito, colui che, servendosi di una carta di credito falsificata e di un codice di accesso fraudolentemente captato in precedenza, penetri abusivamente nel sistema informatico bancario ed effettui illecite operazioni di trasferimento fondi, tra cui quella di prelievo di contanti attraverso i servizi di cassa continua.
  • (Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 17748 del 6 maggio 2011)
  • TRIBUNALE DI MILANO,TRIBUNALE COLLEGIALE MILANO. CORTE APPELLO MILANO, TRIBUNALE DI BOLOGNA,TRIBUNALE COLLEGIALE DI BOLOGNA, CORTE DI APPELLO DI BOLOGNA, TRIBUNALE DI RAVENNA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI RAVENNA, TRIBUNALE DI FORLI, TRIBUNALE COLLEGIALE DI FORLI, TRIBUNALE DI FERRARA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI FERRARA,TRIBUNALE DI CREMONA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI CREMONA, TRIBUNALE DI PAVIA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI PAVIA ,TRIBUNALE DI BRESCIA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI BRESCIA, CORTE APPELLO BRESCIA .TRIBUNALE DI RIMINI,TRIBUNALE COLLEGIALE RIMINI.TRIBUNALE DI FERRARA TRIBUNALE COLLEGIALE DI FERRARA ,TRIBUNALE DI ROVIGO,TRIBUNALE DI VENEZIA CORT APPELLO VENEZIA ,TRIBUNALE DI VICENZA, TRIBUNALE DI PADOVA, TRIBUNALE DI TREVISO[wpforms id=”21592″]
  • AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA 

    RAVENNA FORLI CESENA

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    PARLERAI CON L’AVVOCATO SERGIO ARMAROLI

ART 2932 CC è sufficiente la semplice offerta

ART 2932 CC è sufficiente la semplice offerta non formale di esecuzione

ART 2932 CC è sufficiente la semplice offerta
ART 2932 CC è sufficiente la semplice offerta
  • integra i presupposti di concludenza e serietà l’offerta della prestazione formulata in giudizio dalla parte, personalmente o per mezzo del suo procuratore, prima della pronuncia ed in funzione di questa; ovvero la manifestazione di volontà di corrispondere il residuo prezzo di vendita, come rappresentata nell’atto di citazione del promissario acquirente, sottoscritto dal procuratore (Cass. n. 5151 del 03/04/2003; Cass. n. 26011 del 23/12/2010).

  •  

  • in tema di contratto preliminare, ai fini dell’accoglimento della domanda di esecuzione in forma specifica ex art. 2932. cod. civ. è sufficiente la semplice offerta non formale di esecuzione della prestazione in qualsiasi forma idonea a manifestare la relativa volontà soltanto se le parti abbiano previsto il pagamento del prezzo, o del residuo prezzo, contestualmente alla stipula del contratto definitivo. Se, invece, il pagamento del prezzo o di una parte di esso deve precedere la stipulazione del contratto definitivo, la parte è obbligata, alla scadenza del previsto termine, anche se non coincidente con quella prevista per la stipulazione del contratto definitivo, al pagamento, da eseguirsi nel domicilio del creditore o da offrirsi formalmente nei modi previsti dalla legge, non sussistendo in tale ipotesi nessuna ragione che giustifichi la sufficienza dell’offerta informale; in caso contrario, colui che è tenuto al pagamento è da considerarsi inadempiente e non può ottenere il trasferimento del diritto, ove la controparte sollevi l’eccezione di cui all’art. 1460 cod. civ.”.
    Va del resto considerato che la "ratio legis" sottesa al secondo comma della norma in esame riposa sulla inesistenza dei presupposti di corrispettività per disporre il trasferimento del bene in esecuzione specifica dell'obbligo di contrarre, ogniqualvolta la parte che domandi tale trasferimento risulti essa stessa inadempiente, per non aver eseguito (ovvero offerto nei modi di legge) la propria prestazione già scaduta al momento della domanda.
    Va del resto considerato che la “ratio legis” sottesa al secondo comma della norma in esame riposa sulla inesistenza dei presupposti di corrispettività per disporre il trasferimento del bene in esecuzione specifica dell’obbligo di contrarre, ogniqualvolta la parte che domandi tale trasferimento risulti essa stessa inadempiente, per non aver eseguito (ovvero offerto nei modi di legge) la propria prestazione già scaduta al momento della domanda.

    La presente fattispecie è tuttavia connotata da una peculiarità che non rende del tutto calzante il principio di diritto testè riportato; riferito alle ipotesi (che sono quelle normalmente ricorrenti) in cui la domanda ex art. 2932 c.c. venga proposta successivamente alla scadenza dei termini fissati dalle parti per il pagamento del prezzo e la stipula del definitivo (v. Cass. 10469/01; Cass. 4365/02; Cass. 20867/04; Cass. 25144/14).

    Nel caso in esame, invece, il giudizio ex art. 2932 c.c. è stato introdotto (settembre 2001) prima, tanto della data fissata per la corresponsione di un’ulteriore rata di acconto (30 ottobre 2001); quanto della data fissata per il rogito (31 ottobre 2001); quanto, ancora, della data fissata per il saldo-prezzo (novembre 2001, dopo il rogito).

    Ne deriva che il pagamento del prezzo, in base agli accordi del preliminare, doveva qui avvenire in parte prima del rogito (il giorno precedente) ed in parte dopo (nel mese successivo) ma, in ogni caso, nè l’ulteriore rata di acconto nè il saldo erano per contratto già esigibili nel momento in cui i promissari acquirenti agirono ex art. 2932 c.c.; sicchè in tale momento questi ultimi non potevano ritenersi inadempienti, poichè i convenuti non avevano diritto di esigere la loro prestazione.

    Della responsabilità genitoriale e dei diritti e doveri del figlio, Concorso nel mantenimento     Condotta del genitore pregiudizievole ai figliDei diritti e doveri del figlio
    Della responsabilità genitoriale e dei diritti e doveri del figlio, Concorso nel mantenimento
     
     
    Condotta del genitore pregiudizievole ai figliDei diritti e doveri del figlio

    In tale situazione doveva dunque farsi integrale applicazione del disposto dell’art. 2932 cod. civ., comma 2 secondo cui la parte che agisca in via costitutiva non è tenuta ad eseguire la sua prestazione, nè a farne offerta formale, qualora tale prestazione “non sia ancora esigibile” al momento della domanda.

    Va del resto considerato che la “ratio legis” sottesa al secondo comma della norma in esame riposa sulla inesistenza dei presupposti di corrispettività per disporre il trasferimento del bene in esecuzione specifica dell’obbligo di contrarre, ogniqualvolta la parte che domandi tale trasferimento risulti essa stessa inadempiente, per non aver eseguito (ovvero offerto nei modi di legge) la propria prestazione già scaduta al momento della domanda.

    Si tratta, all’evidenza, di una “ratio legis” che non ha modo di operare allorquando la parte chieda il trasferimento del bene ex art. 2932 cod. civ. in un momento in cui la prestazione a suo carico non sia ancora scaduta (nella specie: nè per il saldo-prezzo, da corrispondersi addirittura dopo il definitivo, nè per l’ulteriore rata di acconto).

    In definitiva – in ipotesi di inesigibilità per mancata venuta a scadenza della prestazione della parte attrice al momento dell’introduzione del giudizio ex art. 2932 c.c. – deve ritenersi necessaria e sufficiente un’offerta di adempimento anche non formale o per intimazione ai sensi degli artt. 1208 e 1209 cod. civ.; purchè espressa in qualsiasi modo che escluda ragionevoli dubbi sulla concreta intenzione della parte di adempiere e, dunque, a tal punto seria e concludente da far ritenere un’effettiva e puntuale volontà di adempimento a fronte del trasferimento del bene, comunque a tale adempimento condizionato (Cass. n. 10139 del 27/09/1991; Cass. n. 3660 del 28/05/1988; Cass. n. 9176 del 11/07/2000).

    Ed in effetti integra i presupposti di concludenza e serietà l’offerta della prestazione formulata in giudizio dalla parte, personalmente o per mezzo del suo procuratore, prima della pronuncia ed in funzione di questa; ovvero la manifestazione di volontà di corrispondere il residuo prezzo di vendita, come rappresentata nell’atto di citazione del promissario acquirente, sottoscritto dal procuratore (Cass. n. 5151 del 03/04/2003; Cass. n. 26011 del 23/12/2010).

    p. 3.1 Con il secondo motivo di ricorso (e “secondo bis”) BR. A. e D.Q.C. deducono violazione o falsa applicazione dell’art. 1457 cod. civ.. Ciò perchè la corte di appello avrebbe erroneamente posto a loro carico il mancato rispetto del termine essenziale, nonostante che di termine essenziale a favore dei promittenti venditori non potesse parlarsi nell’ipotesi di inadempimento da parte di costoro all’obbligo di trasferire il bene (così come accertato dalla stessa corte territoriale); nè in pendenza di un giudizio da loro proposto per ottenere sentenza costitutiva del consenso mancante.

Investimento di pedone – Causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l’evento – Colpa esclusiva della vittima – Presupposti. 

PEDONE INVESTITO HA TORTO MARCIO? QUANDO[wpforms id=”21592″ title=”true”]

PEDONE INVESTITO
PEDONE INVESTITO

Analizziamo alcune importanti sentenze della Suprema corte che escludono la responsabilita’ del conducente  in caso di investimento del pedone :

, in caso di investimento del pedone, non per il solo fatto che risulti accertato un comportamento colposo (imprudente o in violazione di una specifica regola comportamentale) del pedone, ma occorre che la condotta del pedone configuri, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale, atipica, non prevista né prevedibile, che sia stata da sola sufficiente a produrre l’evento. Ciò che può ritenersi, solo allorquando il conducente del veicolo investitore (nella cui condotta non sia ovviamente ravvisabile alcun profilo di colpa, vuoi generica vuoi specifica) si sia trovato, per motivi estranei a ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilità di “avvistare” il pedone e di osservarne, comunque, tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso, imprevedibile. Solo in tal caso, infatti, l’incidente potrebbe ricondursi, eziologicamente, proprio ed esclusivamente alla condotta del pedone, avulsa totalmente dalla condotta del conducente ed operante in assoluta autonomia rispetto a quest’ultima.
TRIBUNALE DI MILANO,TRIBUNALE COLLEGIALE MILANO. CORTE APPELLO MILANO, TRIBUNALE DI BOLOGNA,TRIBUNALE COLLEGIALE DI BOLOGNA, CORTE DI APPELLO DI BOLOGNA, TRIBUNALE DI RAVENNA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI RAVENNA, TRIBUNALE DI FORLI, TRIBUNALE COLLEGIALE DI FORLI, TRIBUNALE DI FERRARA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI FERRARA,TRIBUNALE DI CREMONA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI CREMONA, TRIBUNALE DI PAVIA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI PAVIA ,TRIBUNALE DI BRESCIA, TRIBUNALE COLLEGIALE DI BRESCIA, CORTE APPELLO BRESCIA .TRIBUNALE DI RIMINI,TRIBUNALE COLLEGIALE RIMINI.TRIBUNALE DI FERRARA TRIBUNALE COLLEGIALE DI FERRARA ,TRIBUNALE DI ROVIGO,TRIBUNALE DI VENEZIA CORT APPELLO VENEZIA ,TRIBUNALE DI VICENZA, TRIBUNALE DI PADOVA, TRIBUNALE DI TREVISO

avvocato penale penalista bologna AVVOCATO PENALISTA ESPERTO REATI OCNTRO LA PERSONA IL PATRIMONIO LA GIUSTIZIA LA PUBBLICA AMMINSITRAZIONE REATI FALLIMENTARI OBLOGNA RAVENNA FORLI CESENA
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– Investimento di pedone – Causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l’evento – Colpa esclusiva della vittima – Presupposti. :

Il conducente del veicolo può andare esente da responsabilità, in caso di investimento del pedone occorre che la condotta del pedone configuri, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale, atipica, non prevista né prevedibile, che sia stata da sola sufficiente a produrre l’evento (cfr. articolo 41 c.p., comma 2).

 QUESTO SUCCEDE QUANDO IL CONDUCENTE DEL VEICOLO INVESTITORE  nella cui condotta non sia ravvisabile alcun profilo di colpa, né generica né specifica – si sia trovato, per motivi estranei a ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilità di avvistare il pedone e di osservarne, comunque, tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso, imprevedibile. Solo in tal caso, infatti, l’incidente può ricondursi eziologicamente esclusivamente alla condotta del pedone, avulsa totalmente dalla condotta del conducente e operante in assoluta autonomia rispetto a quest’ultima 
•Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 5 giugno 2019 n. 24927 

Investimento di pedone – Causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l’evento – Colpa esclusiva della vittima – Presupposti. 

La cassazione afferma che il comportamento del pedone deve ma occorre che la condotta del pedone configuri, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale
Il conducente del veicolo può andare esente da responsabilità, in caso di investimento del pedone, non per il solo fatto che risulti accertato un comportamento colposo (imprudente o in violazione di una specifica regola comportamentale) del pedone, ma occorre che la condotta del pedone configuri, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale, atipica, non prevista né prevedibile, che sia stata da sola sufficiente a produrre l’evento. Ciò che può ritenersi, solo allorquando il conducente del veicolo investitore (nella cui condotta non sia ovviamente ravvisabile alcun profilo di colpa, vuoi generica vuoi specifica) si sia trovato, per motivi estranei a ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilità di “avvistare” il pedone e di osservarne, comunque, tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso, imprevedibile. Solo in tal caso, infatti, l’incidente potrebbe ricondursi, eziologicamente, proprio ed esclusivamente alla condotta del pedone, avulsa totalmente dalla condotta del conducente ed operante in assoluta autonomia rispetto a quest’ultima.
•Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 31 luglio 2013 n. 33207 

Le norme di comportamento dei pedoni

 

 Circolazione di pedoni – Mancata concessione della precedenza ai veicoli (art. 134 C.D.S.) – Causa esclusiva dell’investimento – Esclusione. 
Nell’ipotesi di inosservanza del pedone dell’obbligo di concedere la precedenza ai veicoli (art. 134 C.d.S.), può solo essere valutata come concausa dell’evento, ma non come causa autonoma esclusiva che interrompa il nesso di causalità tra la condotta di guida del conducente e l’investimento.
•Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 26 gennaio 2010 n. 3339 

Reati contro la persona – Delitti contro la vita e l’incolumità individuale – Lesioni personali colpose – In genere – Investimento di pedone in autostrada – Prevedibilità – Condizioni – Reato – Sussistenza. 

E’ responsabile del reato di lesioni colpose il conducente che investa un pedone il quale si trovi già sulla sede autostradale nell’atto di attraversarla da destra verso sinistra ed essendo visibile fin dall’inizio dall’autovettura del conducente in uscita dalla galleria. ( Precisa la Suprema Corte che diverso è il caso di attraversamento di un pedone dalla posizione di fermo sulla piazzola di sosta della sede stradale, che non può considerarsi prevedibile, essendovi un assoluto e comunemente rispettato divieto di attraversamento ed essendo altresì evidente che se si imponesse al conducente di decelerare alla semplice vista del pedone, pure in assenza di motivi di sospetto, ne risulterebbe gravemente compromessa la stessa circolazione e la sicurezza degli automobilisti, costretti a confrontarsi con un improvviso arresto di una autovettura che procede a velocità elevata).
•Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 3 novembre 2008 n. 41029

 

Investimento di pedone – Causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l’evento – Colpa esclusiva della vittima – Presupposti. 

La cassazione afferma che il comportamento del pedone deve ma occorre che la condotta del pedone configuri, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale
Il conducente del veicolo può andare esente da responsabilità, in caso di investimento del pedone, non per il solo fatto che risulti accertato un comportamento colposo (imprudente o in violazione di una specifica regola comportamentale) del pedone, ma occorre che la condotta del pedone configuri, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale, atipica, non prevista né prevedibile, che sia stata da sola sufficiente a produrre l’evento. Ciò che può ritenersi, solo allorquando il conducente del veicolo investitore (nella cui condotta non sia ovviamente ravvisabile alcun profilo di colpa, vuoi generica vuoi specifica) si sia trovato, per motivi estranei a ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilità di “avvistare” il pedone e di osservarne, comunque, tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso, imprevedibile. Solo in tal caso, infatti, l’incidente potrebbe ricondursi, eziologicamente, proprio ed esclusivamente alla condotta del pedone, avulsa totalmente dalla condotta del conducente ed operante in assoluta autonomia rispetto a quest’ultima.
•Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 31 luglio 2013 n. 33207 

Le norme di comportamento dei pedoni

 

 Circolazione di pedoni – Mancata concessione della precedenza ai veicoli (art. 134 C.D.S.) – Causa esclusiva dell’investimento – Esclusione. 
Nell’ipotesi di inosservanza del pedone dell’obbligo di concedere la precedenza ai veicoli (art. 134 C.d.S.), può solo essere valutata come concausa dell’evento, ma non come causa autonoma esclusiva che interrompa il nesso di causalità tra la condotta di guida del conducente e l’investimento.
•Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 26 gennaio 2010 n. 3339 

Reati contro la persona – Delitti contro la vita e l’incolumità individuale – Lesioni personali colpose – In genere – Investimento di pedone in autostrada – Prevedibilità – Condizioni – Reato – Sussistenza. 

E’ responsabile del reato di lesioni colpose il conducente che investa un pedone il quale si trovi già sulla sede autostradale nell’atto di attraversarla da destra verso sinistra ed essendo visibile fin dall’inizio dall’autovettura del conducente in uscita dalla galleria. ( Precisa la Suprema Corte che diverso è il caso di attraversamento di un pedone dalla posizione di fermo sulla piazzola di sosta della sede stradale, che non può considerarsi prevedibile, essendovi un assoluto e comunemente rispettato divieto di attraversamento ed essendo altresì evidente che se si imponesse al conducente di decelerare alla semplice vista del pedone, pure in assenza di motivi di sospetto, ne risulterebbe gravemente compromessa la stessa circolazione e la sicurezza degli automobilisti, costretti a confrontarsi con un improvviso arresto di una autovettura che procede a velocità elevata).
•Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza 3 novembre 2008 n. 41029

– Investimento di pedone – Pedone come causa esclusiva dell’evento – Presupposti. 

reati in materia di circolazione stradale :

al fine di accertare se il comportamento colposo della vittima del sinistro costituisca mera concausa dell’evento lesivo, che non esclude la responsabilità del conducente, o piuttosto causa sopravvenuta, da sola sufficiente a determinare l’evento, occorre verificare se esso risulti del tutto eccezionale, atipico, non previsto né prevedibile. Secondo la Suprema corte anche in questo specifico settore appare maggiormente in grado di descrivere il fenomeno della causa da sola sufficiente a produrre l’evento la più recente ricostruzione giurisprudenziale (Cass. pen., sez. U., n. 38343 del 18/09/2014) che indica nell’ estraneità del fattore all’esame dall’area di rischio gestita dal garante il connotato che meglio permette di identificare la causa interruttiva.
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