Un codice etico per gli avvocati matrimonialisti

Un codice etico per gli avvocati matrimonialisti
Un codice etico per gli avvocati matrimonialisti

 

CREDIMI LA SOLUZIONE E’ POSSIBILE, BASTA PENSARCI E ACCONTENTARSI DEL GIUSTO

Quando si parla di un avvocato matrimonialista si fa riferimento a un avvocato che esercita in maniera prevalente la propria attività nel campo del diritto di famiglia e dei minori. Negli ultimi tempi si è parlato con insistenza sempre maggiore della possibilità di introdurre, per gli avvocati del ramo, un codice deontologico: a tal proposito, tra gli operatori del settore e gli addetti ai lavori il dibattito è fervido. Il bisogno di un codice etico a cui debba sottostare ogni avvocato matrimonialista è motivato, in primo luogo, dalla delicatezza e dal carattere particolare delle questioni relative ai diritti dei minori.

I diritti dei minori

Proprio il coinvolgimento dei minori rappresenta una condizione che obbliga gli avvocati a mettere in atto precauzioni e atteggiamenti che consentano di salvaguardare l’equilibrio degli stessi, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico. Per quanto possibile, è indispensabile che i minori non siano sottoposti a traumi che possono essere ricondotti ai conflitti tra i genitori. Gli avvocati devono avere un approccio tale da consentire loro di acquisire conoscenze che non hanno a che fare unicamente con gli aspetti strettamente giuridici relativi ai fatti, ma anche con il campo della mediazione familiare, quello della pedagogia e quello della psicologia.
Attenzione: questo non significa che un avvocato matrimonialista debba fare le veci di uno psicologo o svolgere il suo lavoro, ma semplicemente vuol dire che deve essere in possesso di competenze che gli permettano di identificare in maniera chiara e sicura le eventuali criticità del caso che sta affrontando, così che possa dare al proprio assistito i consigli più adatti in vista di un percorso che consenta di superare la crisi familiare, o almeno i suoi aspetti più conflittuali. Il tutto rientra nell’obiettivo di tutelare e salvaguardare gli interessi dei minori: ed è noto che la salvaguardia di tali interessi è sempre il più importante e preminente nell’ambito della struttura del diritto di famiglia, non solo a livello italiano ma anche europeo.

La funzione sociale di un avvocato matrimonialista

Rivolgendosi allo studio dell’Avvocato Sergio Armaroli ed entrando in contatto con un professionista del settore qualificato e forte di una lunga esperienza, ci si può rendere conto del fatto che un legale ricopre una funzione sociale molto importante. Il nuovo Codice Deontologico Forense all’articolo 56 stabilisce, a proposito dell’ascolto dei minori, che l’ascolto di un minore non può essere effettuato da un avvocato senza che vi sia il consenso delle persone che esercitano la responsabilità genitoriale, eccezion fatta per le circostanze in cui si palesi un conflitto di interessi.
Nelle controversie di carattere familiare o in materia minorile gli avvocati dei genitori devono evitare qualsiasi tipo di contatto e di colloquio con i figli minori a proposito delle circostanze relative alle controversie stesse. Nei procedimenti penali, invece, gli avvocati difensori sono tenuti a invitare in maniera formale coloro che esercitano la responsabilità genitoriale su un minore se hanno intenzione di conferire con lui, di richiedere delle sue dichiarazioni scritte o di assumere delle informazioni. La violazione dei divieti e dei doveri appena elencati viene punita in maniera grave, con una sanzione disciplinare che prevede una sospensione dall’esercizio dell’attività professionale per un periodo compreso tra i sei e i dodici mesi.

L’ascolto dei minori

Nell’articolo 56 del Codice Deontologico Forense si fa riferimento, dunque, a un tema molto importante, che è quello relativo all’ascolto del minore. Un colloquio tra un minore e l’avvocato di un genitore che è parte nel conflitto può essere non solo pericoloso per il suo equilibrio, ma dannoso anche per il suo sviluppo. Si corre il rischio che le domande che vengono rivolte dal legale rappresentino un mezzo per conferire forza alla tesi difensiva del genitore assistito. Nei casi più gravi può succedere perfino che al minore vengano suggerite le risposte che dovranno essere date in sede di audizione all’organo giudicante. Insomma, in situazioni del genere non solo la serenità dei minori non viene preservata, ma essi finiscono catapultati direttamente dentro le dinamiche conflittuali dei genitori, in realtà che non di rado si dimostrano drammatiche. Non a caso negli ultimi anni i singoli consigli dell’ordine sono stati costretti a intervenire in più di un’occasione per adottare dei provvedimenti sanzionatori molto severi nei confronti di comportamenti ritenuti esecrabili.

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i rapporti tra azione di risoluzione e di risarcimento integrale da una parte, e azione di recesso e di ritenzione della caparra dall’altro, si pongono in termini di assoluta incompatibilità strutturale e funzionale?

 

ASSOLUTAMENTE SI COME PRECISATO DALLA CASSAZIONE

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Sul punto la Corte si è attenuta alla giurisprudenza delle Sezioni Unite di questa Corte che con la sentenza n. 553/2009, componendo un contrasto insorto sul punto, ha affermato che: i rapporti tra azione di risoluzione e di risarcimento integrale da una parte, e azione di recesso e di ritenzione della caparra dall’altro, si pongono in termini di assoluta incompatibilità strutturale e funzionale: proposta la domanda di risoluzione volta al riconoscimento del diritto al risarcimento integrale dei danni asseritamente subiti, non può ritenersene consentita la trasformazione in domanda di recesso con ritenzione di caparra perché verrebbe così a vanificarsi la stessa funzione della caparra, quella cioè di consentire una liquidazione anticipata e convenzionale dei danno volta ad evitare l’instaurazione di un giudizio contenzioso, consentendosi inammissibilmente alla parte non inadempiente di “scommettere” puramente e semplicemente sul processo, senza rischi di sorta;

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l’azione di risoluzione avente natura costitutiva e l’azione di recesso si caratterizzano per evidenti disomogeneità morfologiche e funzionali che rendono inammissibile la trasformazione dell’una nell’altra;

i rapporti tra l’azione di risarcimento integrale e l’azione di recesso, isolatamente e astrattamente considerate, sono, a loro volta, di incompatibilità strutturale e funzionale;

 

8.Questa Corte intende confermare i principi espressi dalla sentenza delle sezioni unite dei 2009,non condividendo quanto affermato nella isolata ordinanza di questa Corte n. 24.841 del 2011 dove si afferma che la parte, in sostituzione della domanda adempimento o di risoluzione contrattuale per inadempimento con domanda di risarcimento del danno, può legittimamente invocare (senza incorrere nelle preclusioni derivanti dalla proposizione dei “nova” in sede di gravame) la facoltà di cui all’art. 1385 c.c., comma 2, poiché tale modificazione delle istanze originarie costituisce legittimo esercizio di un perdurante diritto di recesso rispetto alla domanda di adempimento, ed un’istanza di ampiezza più ridotta rispetto all’azione di risoluzione (Cass. Sez. 2, 11-1-1999 n. 186; Sez. 2, 23-9-1994 n. 7644). Tale decisione si fonda su una giurisprudenza di legittimità risalente nel tempo e dei tutto superata dalla decisione delle sezioni unite del 2009 da cui detta ordinanza si discosta senza contrastarne la motivazione con alcun argomento convincente e senza tenere conto dell’ulteriore rilievo che chi ammette una fungibilità tra le azioni lato sensu risarcitorie ignora che ciò si risolverebbe nella indiscriminata e gratuita opportunità di modificare, per ragioni di mera convenienza economica, la strategia processuale iniziale dopo averne sperimentato gli esiti”; dall’altro ancora, soltanto l’esclusione di una inestinguibile fungibilità tra rimedi consente di evitare situazioni di abuso e rende il contraente non inadempiente doverosamente responsabile delle scelte operate, impedendogli di sottrarsi ai risultati che ne conseguono, quando gli stessi non siano corrispondenti alle aspettative che ne hanno dettato la linea difensiva.

1)affidamento figli minorenni in caso di separazione 2)affidamento figli al padre caso di separazione, 3)affidamento figli con genitori non sposati, 4)affidamento esclusivo figli genitori non sposati

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Il tema riguarda i giorni nostri: molte coppie decidono di non sposarsi e convivere, coronando il loro amore con un figlio. Non è escluso che l’amore, anche quello più indissolubile, attraversi delle fasi di contrasto o, peggio, finisca nella separazione. In questo caso, come funziona l’affidamento dei figli?

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el quadro della nuova disciplina relativa ai “provvedimenti riguardo ai figli” dei coniugi separati, di cui ai citati artt. 155 e 155 bis, come modificativamente e integrativamente riscritti dalla legge n. 54 del 2006, improntata alla tutela del diritto del minore (già consacrato nella Convenzione di New York del 20 novembre 1989 resa esecutiva in Italia con l. n. 176/1991) alla c.d. “bigenitorialità” (al diritto, cioè, dei figli a continuare ad avere un rapporto equilibrato con il padre e con la madre anche dopo la separazione), l’affidamento “condiviso” (comportante l’esercizio della potestà genitoriale da parte di entrambi ed una condivisione, appunto, delle decisioni di maggior importanza attinenti alla sfera personale e patrimoniale del minore) si pone non più (come nel precedente sistema) come evenienza residuale, bensì come regola; rispetto alla quale costituisce, invece, ora eccezione la soluzione dell’affidamento esclusivo.

Alla regola dell’affidamento condiviso può infatti derogarsi solo ove la sua applicazione risulti “pregiudizievole per l’interesse del minore”.

Non avendo, per altro, il legislatore ritenuto di tipizzare le circostanze ostative all’affidamento condiviso, la loro individuazione resta rimessa alla decisione del Giudice nel caso concreto da adottarsi con “provvedimento motivato”, con riferimento alla peculiarità della fattispecie che giustifichi, in via di eccezione, l’affidamento esclusivo.

L’affidamento condiviso non può ragionevolmente ritenersi comunque precluso, di per sé, dalla mera conflittualità esistente fra i coniugi, poiché avrebbe altrimenti una applicazione, evidentemente, solo residuale, finendo di fatto con il coincidere con il vecchio affidamento congiunto.

Occorre viceversa, perché possa derogarsi alla regola dell’affidamento condiviso, che risulti, nei confronti di uno dei genitori, una sua condizione di manifesta carenza o inidoneità educativa o comunque tale appunto da rendere quell’affidamento in concreto pregiudizievole per il minore (come, nel caso, ad esempio, di una sua anomala condizione di vita, di insanabile contrasto con il figlio, di obiettiva lontananza …).

 

 

Le norme del codice civile che regolano l’affidamento dei figli sono state oggetto di un’ampia riforma da parte della Legge 10/12/2012 n. 219 sulla filiazione naturale e del D.lvo 28/12/2013 n.154, che ha parificato la condizione giuridica di tutti i figli.

Il trattamento dei figli nati nel matrimonio o fuori dal matrimonio è lo stesso sia che i genitori siano sposati, che conviventi o non conviventi.
Quindi, se al momento della separazione della coppia di fatto sono presenti figli che siano ancora minorenni o maggiorenni non autosufficienti, è necessario avviare una pratica di regolazione dell’affido degli stessi.

QUANDO L’AFFIDO ESCLUSIVO?

 

. Si ritiene infatti che la semplice conflittualità non sia di per se ostativa all’affido condiviso ma lo diventa quando il figlio sia perennemente spettatore di conflitti estenuanti tra i genitori e a causa di ciò sia esposto a rischio di sofferenza psichica grave o a problematiche comportamentali. Inoltre è rilevante l’inidoneità alla condivisione dell’esercizio della responsabilità genitoriale quando conduce ad un pregiudizio per il minore (Cass. Civ. n. 16593/2008n. 21591/2012 e n. 12976/2012).

In sostanza, si preferisce l’affidamento esclusivo quando l’affidamento condiviso sia contrario all’interesse del minore.

fronte di un regime legale che impone l’affido condiviso se non in caso di contrasto dello stesso con l’interesse preminente del minore, non emergessero ragioni contrarie tali da giustificare l’affido dei minori alla sola madre. Secondo la Corte di merito la conflittualità esistente fra i due coniugi non può di per sè, nè astrattamente nè con riferimento allo specifico caso in esame, giustificare la deroga dal regime di affido condiviso in quanto lo stesso è stato ritenuto maggiormente idoneo a riequilibrare la condivisione del ruolo genitoriale in favore dell’interesse dei figli minori.

 

Quanto alla frequentazione dei figli con il padre, in caso di pendenza di processo penale per reati commessi contro i minori, occorre dar conto di una recente pronuncia della Cassazione, che presenta delle analogie col caso in questione, dalla quale si è discostato il Tribunale romano.

Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 17/05/2021, n. 13217 (rv. 661393-01)

FAMIGLIA – Matrimonio – Separazione personale dei coniugi – Effetti – Provvedimenti per i figli – In genere – Separazione dei coniugi – Affidamento dei figli minori – Sindrome di alienazione parentale (pas) – Rilevanza ai fini del cd. “super affido” all’altro genitore – Limiti – Fattispecie

In tema di affidamento del figlio di età minore, qualora un genitore denunci i comportamenti dell’altro tesi all’allontanamento morale e materiale del figlio da sé, indicati come significativi di una sindrome di alienazione parentale (PAS), nella specie nella forma della sindrome della cd. “madre malevola” (MMS), ai fini della modifica delle modalità di affidamento, il giudice di merito è tenuto ad accertare la veridicità dei suddetti comportamenti, utilizzando i comuni mezzi di prova comprese le consulenze tecniche e le presunzioni, a prescindere dal giudizio astratto sulla validità o invalidità scientifica della suddetta patologia, tenuto conto che tra i requisiti di idoneità genitoriale rileva anche la capacità di preservare la continuità delle relazioni parentali con l’altro genitore, a tutela del diritto del figlio alla bigenitorialità e alla crescita equilibrata e serena. (Nella specie la S.C. ha cassato la decisione della corte di merito, che aveva disposto l’affido c.d. “super-esclusivo” al padre, in considerazione della gravità dei comportamenti della madre, trascurando però di valorizzare il suo positivo rapporto con la minore e senza operare una più ampia valutazione circa la possibilità di intraprendere un percorso di effettivo recupero delle capacità genitoriali). (Cassa con rinvio, CORTE D’APPELLO VENEZIA, 16/12/2019)

 

Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 09/08/2021, n. 22536 (rv. 662307-01)

FAMIGLIA – Matrimonio – Separazione personale dei coniugi – Procedimento – Intervento p.m. – Provvedimenti – In genere – Mantenimento dei figli minori – Affidamento etero-familiare – Poteri del giudice “ex officio” di condanna dei genitori al pagamento di somme in favore del terzo affidatario – Esclusione – Fondamento

Nel giudizio avente ad oggetto la definizione dei rapporti personali e patrimoniali tra i coniugi successivamente al divorzio o alla separazione, nel caso in cui sia disposto il collocamento del minore in affidamento etero familiare presso terzi, il giudice, senza una domanda del soggetto che ne avrebbe interesse, non può pronunciare, d’ufficio, la condanna dei genitori a corrispondere somme a titolo di mantenimento (a copertura delle spese anticipate per l’accoglienza, l’accudimento e l’educazione in ambiente comunitario) a favore di detti terzi (nella specie i servizi sociali di un Comune) atteso che l’obbligo di mantenimento del figlio minore gravante su ciascun genitore si configura in termini di rimborso della quota dovuta da uno dei genitori a favore dell’altro genitore che ha provveduto per intero al mantenimento del figlio. (Cassa con rinvio, CORTE D’APPELLO VENEZIA, 04/08/2017)

 

ALTEDO MALALBERGO BARICELLA DEVI SEPARARTI?

SEPARAZIONE? QUANDO LA CONVIVENZA PER DIVERSI FATTORI E’ DIVENTATA INTOLLERABILE . IN ALCUNI CASI PUO’ ESSERE ADDEBITATA A UN CONIUGE PER ESEMPIO PER IL TRADIMENTO CHE OGGI PUO’ ESSERE ANCHE ONLINE

CHI CREDE

 

CHI CREDE CHE LA SEPARAZIONE SIA UNA COSA FACILE SI SBAGLIA!! AFFIDATI A UN AVVOCATO ESPERTO AVVOCATO SERGIO ARMAROLI 

COSA PROVOCA  UNA SEPARAZIONE ?

1) UN TRADIMENTO 

2) MANCANZA DI DIALOGO

3) PROBLEMI ECONOMICI

4)DIVERGENZE SULL’EDUCAZIONE FIGLI

5) CONIUGE ARROGANTE O TROPPO POSSESSIVO

QUALI CONSEGUENZE NEGATIVE  PUO’ AVERE UNA SEPARAZIONE ?

IMPOVERIMENTO ECONOMICO

2) ANSIA E DEPRESSIONE PE RIL OCNIUGE  LASCIATO

3)PROBLEMATICHE CON I FIGLI S ENON BEN GESTITE

4) PROBLEMI DELLA CASA

5)PROBLEMI PER  UNA NUOVA VITA NON SMEPRE FACILE ANZI QUASI MAI 

 

Avvocato esperto e risolutivo separazioni divorzi affidi da anni mi occupo di separazioni e divorzi, anche per coppie non sposate. La fine del rapporto coniugale comporta punti critici che mi trovo spesso ad affrontare, quali ad esempio l’affidamento e le questioni patrimoniali.

Separazione “La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole. Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario aidoveri che derivano dal matrimonio”.

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ALTEDO MALALBERGO BARICELLA DEVI SEPARARTI?

Avvocato esperto e risolutivo separazioni divorzi affidi mi occupo di separazioni tra coniugi, ponendomi come obiettivo principale quello di condurre per mano il coniuge che si sta separando nel doloroso iter giudiziale. Mi sforzo di offrire al mio assistito il miglior accordo con la controparte, per ridurre al minimo il dolore del suo “lutto”, non dimenticandomi mai di curarne gli interessi.

Ho seguito divorzi prevalentemente dalla parte del marito, ormai parte debole della procedura. La terminazione del rapporto coniugale comporta punti critici che mi trovo spesso ad affrontare, quali ad esempio l’affidamento e le questioni patrimoniali. Fornisco sia assistenza per il divorzio congiunto che giudiziale, qualora non si riuscisse ad ottenere un accordo condiviso

 Avvocato esperto e risolutivo separazioni divorzi affidi : fornisco sia assistenza per la separazione consensuale o il divorzio congiunto che giudiziale, qualora non si riuscisse ad ottenere un accordo condiviso.

 

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Con la separazione non viene meno lo status di coniuge ma incide su alcuni obblighi tipici del matrimonio: decade l’obbligo di convivenza e di fedeltà così come la comunione dei beni (se quello era il regime patrimoniale prescelto dai coniugi).
Permangono invece gli obblighi di mantenimento del coniuge, di partecipazione alla gestione della famiglia e di educazione della prole.

Diritto di famiglia

Separazioni, divorzi, rapporti personali e patrimoniali tra conviventi e cessazioni di convivenza, regolamentazione dei rapporti tra genitori e figli nati fuori dal matrimonio, gestione dell’affidamento condiviso e problemi legati alla responsabilità genitoriale (limitazioni e decadenza), azioni di riconoscimento e disconoscimento di paternità, unioni civili

 

ALTEDO MALALBERGO BARICELLA DEVI SEPARARTI?
ASSEGNO DIVORZILE BOLOGNA

Secondo il codice civile italiano la separazione giudiziale

 si può avere su istanza di parte o perché ci sono state delle violazioni degli obblighi matrimoniali da parte di uno dei coniugi o perché ci sono delle circostanze oggettive che rendono non più sostenibile la prosecuzione del rapporto.
Il processo inizia con ricorso al presidente del tribunale, di norma, nel luogo in cui è individuata l’ultima residenza della coppia .

Nel ricorso dovranno essere indicati gli elementi sui quali si fonda la richiesta e la dichiarazione sull’esistenza di prole.
Il Presidente del Tribunale accogliendo il ricorso fissa con decreto la data della udienza di comparizione dei coniugi.
Chi ha presentato il ricorso dovrà provvedere a notificare il decreto all’altro coniuge. L’udienza di comparizione si svolge dinanzi al solo presidente del tribunale.

Volontaria giurisdizione e diritto di famiglia:

separazioni e divorzi, consensuali e giudiziali, assegnazione della casa coniugale, mantenimento dei figli e del coniuge, regime patrimoniale della famiglia, convivenze ed unioni di fatto, riconoscimento di paternità, stato della persona (interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno).

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L’avvocato Matrimonialista Bologna Sergio Armaroli vi seguira’ passo per passo nelle battute iniziali di una separazione, un momento delicato dove é necessaria la massima esperienza per non commettere errori che potrebbero avere effetti negativi dinanzi al giudice.

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La legge n.55 del 2015 ha previsto l’abbreviazione del periodo intercorrente tra la separazione ed il divorzio, da tre anni a un anno in caso di separazione giudiziale e a sei mesi in caso di separazione consensuale (anche se in presenza di figli).

In caso di separazione consensuale, i coniugi potranno chiedere il divorzio trascorsi solo sei mesi dall’omologa apposta dal Tribunale mentre, in caso di separazione giudiziale, potranno richiederlo trascorso 1 anno dall’udienza di comparizione innanzi al Presidente del Tribunale.

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Avvocato matrimonialista per la tua separazione e divorzio Bologna : come sceglierlo? Come scegliere un buon avvocato per la separazione e divorzio Bologna ? 

Non è certo un’impresa semplice, per chi non ha mai dovuto affrontare problemi di coppia.L’vvocato Matrimonialista  è come il cardiologo tra i medici che è esperto di cuore, l’’avvocato Matrimonialista è esperto di problematiche di coppia e di rottura di coppia .

E’ il dilemma che coglie ciascuno di noi quando sopravviene un problema di salute: a chi mi rivolgo?

SE HO BISOGNO DI UN BRAVO MEDICO DA CHI ANDARE?

A VOLTE TI CONSULTI CON CONOSCENTI MA POTREBBE  NON BASTARE

L’avvocato matrimonialista deve essere  preparato su tutte le problematiche di diritto di famiglia e pronto a consigliare i clienti quando si trovano ad affrntar e una problematica di separazione o divorzio .

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Premetto che  occorre  molta attenzione nella scelta dell’avvocato matrimonialista per la propria separazione o divorzio .

In primo luogo occorre rivolgersi a  un avvocato che  abbia esperienza in materia, questo vuol dire che abbia trattato molti casi di separazione  o divorzio sia consensuali che giudiziali.

Oggi guardando su internet, possiamo notare avvocati che hanno pubblicato molto e che masticano con facilita’ la materia , ma non dobbiamo farci ingannare, dobbiamo guardare  realmente cosa ci viene offerto e  a chi ci affidiamo.

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Consulenza e assistenza legale dei coniugi nelle varie procedure di separazione consensuale e giudiziale, divorzio congiunto e giudiziale. Procedimenti di separazione e divorzio veloci con Negoziazione Assistita. Problematiche riguardanti le famiglie di fatto (convivenze more uxorio), procedimenti riguardanti i figli nati da coppie non sposate, riconoscimenti di paternità, pratiche riguardanti il cambio del nome e del cognome.

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ALTEDO MALALBERGO BARICELLA DEVI SEPARARTI?

  • Molti i motivi per cui  la coppia può andare in crisi per i più svariati motivi che possono andare dal tradimento a motivi più complessi legati a problemi economici che nell’arco della vita possono colpire chiunque di noi, o ad incompatibilità caratteriale che il più delle volte emerge solo dopo aver compiuto il “grande passo”.
  • La separazione consensualedei coniugi è una procedura più rapida e meno dispendiosa di quella giudiziale.
  • Viene definita consensuale in quanto è richiesta l’intesa dei coniugi sulla decisone di separarsi e su come disciplinare i rapporti reciproci nonché di quelli con i figli.
  • L’accordo dovrà infatti regolamentare gli effetti tipici della separazione, quali l’affidamento della prole (affidamento condiviso o, solo in casi eccezionali, affidamento monogenitorale), il mantenimento dei figli, l’assegnazione della casa coniugale, l’assegno di mantenimento a favore di un coniuge (ove sussistano i presupposti).
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LA SEPARAZIONE CONSENSUALE

Il mio consiglio percorrere sempre la possibilita’ di una separazione consensuale quando una coppia decide di sciogliere il vincolo matrimoniale.

Si tratta, sostanzialmente, di un accordo che nasce dalla reciproca volontà dei coniugi, consacrato attraverso un ricorso al Tribunale territorialmente competente. La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole.

Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio. (1)

  • La competenza dell’organo giudicante si desume, per questa materia, in base alla residenza comune di entrambi i coniugi. Tempi della separazione consensuale: i tempi per ottenere l’omologa della separazione sono solitamente brevi.
  • Presso il Tribunale di Bologna  l’udienza di comparizione viene fissata sempre entro 3/4 mesi dal deposito della domanda. L’omologa segue sempre entro un mese dall’udienza di comparizione dei coniugi.  

 aggiungere una soluzione consensuale di separazione e divorzio anche mediante accordo di negoziazione assistita, ossia con un patto formalizzato e sottoscritto dalle parti in studio direttamente davanti all’avvocato per separazioni di Bologna , senza ricorso al Tribunale.

Il diritto della famiglia si occupa di tutte le questioni inerenti a questi temi: dai rapporti di genitorialità, come la potestà e il suo concreto esercizio, sino alle vicende della crisi coniugale, che dall’assegnazione della casa coniugale vedono giungono a coinvolgere fondamentali decisioni che i coniugi devono assumere a proposito dell’affidamento condiviso dei figli.

L’ordinamento italiano prevede lo strumento della separazione personale dei coniugi, che può avvenire in via consensuale o giudiziale, il divorzio e la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario celebrato in Chiesa, lo scioglimento della comunione dei beni dei coniugi.

L’avvocato Sergio Armaroli di Bologna , dedica particolare attenzione alla raccolta dei documenti e all’istruttoria di questi procedimenti, cercando di favorire una soluzione dei problemi che sia il meno conflittuale possibile.

Come noto, in alcuni casi è inoltre seguire personalmente il procedimento in Tribunale, senza l’assistenza dell’avvocato. Anche in questi casi lo Studio mette a disposizione le competenze professionali a titolo di assistenza per la redazione degli atti necessari che i coniugi potranno poi depositare personalmente.

L’attività tratta il diritto di famiglia e delle persone, con particolare riferimento ai rapporti tra genitori e figli e a quelli personali e patrimoniali tra coniugi, al riconoscimento e al disconoscimento della paternità, alle cause di separazione e divorzio, alle procedure di affidamento dei minori e alla protezione contro gli abusi e la violenza. I professionisti guidati dall’avvocato esperto in separazioni a Bologna si occupano sia della crisi del matrimonio, della separazione e del divorzio, sia dell’affidamento dei figli minori. Il sistema giuridico offre oggi strumenti giuridici di ogni tipo: patti prematrimoniali, accordi tra conviventi, sistemazioni e cause successorie, responsabilità civile, tutela penale, amministrazione di sostegno, trascrizione di vincoli alla proprietà in funzione di tutela di molteplici interessi familiari.

Fondamentale nel ricorso per separazione consensuale  che va firmato da entrambi i coniugi con particolare riferimento all’affidamento dei figli, sul mantenimento e sulle modalità di frequentazione degli stessi, sulla somma periodica da corrispondere eventualmente al coniuge meno abbiente, all’assegnazione della casa coniugale e così via. Le attività svolte dallo Studio riguardano:

  • separazione personale dei coniugi, consensuale o giudiziale
  • divorzio, congiunto o contenzioso
  • ricorso per la modifica delle condizioni di separazione e/o di divorzio
  • affidamento dei figli minori, modifica delle condizioni economiche e di visita

interdizioni, inabilitazioni e nomina di amministratore di sostegno

Diritto di famiglia.

Separazioni e divorzi consensuali e giudiziali.

Modifica delle condizioni di separazione e divorzio.

Accordi prematrimoniali.

Comunione legale dei coniugi: problematiche e rimedi.

  • Amministrazione di sostegno. Tutela e Curatela.

Vi sara’ una udienza del presidente del Tribunale (a volte presidente di sezione o magistrato facente funzioni di presidente).

Nel corso di tale udienza (detta “udienza Presidenziale”) si dovrebbe esperire il tentativo di conciliazione dei coniugi, il quale raramente dà esito positivo. Qualora ciò accadesse, la prassi prevede la redazione del verbale di conciliazione che sancisce la volontà dei coniugi di conciliarsi.

Diritto di famiglia spesso è sinonimo di cause di separazione e di divorzio.  La posizione dell’ Avvocato Sergio Armaroli separazioni e divorzi Bologna  in questi casi, sebbene specializzato come avvocato divorzista, al di là di qualsiasi interesse, suggerisce di applicare e studiare tutti i mezzi e strumenti per evitare di arrivare a questa situazione di separazione definitiva.

Quando però si presentano casi non risolvibili, per cui quindi è necessario l’intervento del legale, lo studio si propone come il miglior partner per tutte le cause di divorzio e di separazione.

Si intende come separazione lo stato di sospensione del contratto del matrimonio, in attesa di una riappacificazione o del definitivo scioglimento. Si intende invece come divorzio l’effettivo scioglimento del contratto del matrimonio, che può avvenire in modo consensuale, se entrambe le parti trovano appunto un accordo sullo scioglimento, oppure in modo giudiziale, quando una delle due parti si oppone.

Nella ben più frequente ipotesi in cui le parti rinnovano la loro volontà di separarsi alle condizioni riportate nel ricorso, il Tribunale adito opera un controllo di conformità tra le richieste dei coniugi e la normativa vigente, prestando grande attenzione alle statuizioni inerenti l’affidamento della prole ed il suo mantenimento.

Questa operazione viene chiamata omologazione, e consiste, precisamente, nel controllo sulla conformità e compatibilità degli accordi di separazione alla legge. Essa conferisce piena efficacia agli accordi di separazione.

Separazione dei coniugi avvocato divorzista Bologna

  • Separazione consensuale
  • Separazione giudiziale
  • Negoziazione assistita
  • Modifica condizioni di separazione
  • Assegnazione della casa coniugale
  • Mantenimento dei figli
  • Mantenimento del coniuge
  • Ordine di protezione contro gli abusi familiari

Divorzio avvocato divorzista Bologna

  • Divorzio congiunto
  • Divorzio contenzioso
  • Negoziazione assistita
  • Modifica delle condizioni di divorzio
  • Mantenimento dei figli
  • Mantenimento dell’ex coniuge
  • Assegno una tant
  •  

Affidamento, mantenimento e collocamento dei figli

  • Affidamento condiviso
  • Affidamento esclusivo
  • Diritto di visita del genitore non collocatario
  • Mantenimento dei figli
  • Assegnazione della casa familiare

Dopo quanto ci si puo’ divorziare? 6 mesi dall’omologazione è ora possibile avviare la procedura per conseguire il divorzio. Anche in tal caso, il consenso di entrambi i coniugi rappresenta un elemento fondamentale per una maggiore celerità della procedura. Diritto di Famiglia

ALTEDO AVVOCATO divorzista separazioni DIVORZI ALTEDO  3 CONSIGLI 3 NOVITA’ 3 problematiche ALTEDO MALALBERGO BARICELLA DEVI SEPARARTI?
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Da avvocato matrimonialista mi occupo quotidianamente di fratture familiari, assegnazione della casa, affidamento condiviso e collocazione dei figli, assegni di mantenimento e di divorzio, attribuzione di quota del Tfr e della pensione di reversibilità. Queste crisi creano situazioni di stress nei rapporti tra i coniugi e con i figli e provocano conflitti di natura patrimoniale o economico-finanziari che vanno affrontati sotto ogni aspetto. Dal raggiungimento di un accordo bonario, al confronto giudiziario attraverso un’adeguata assistenza stragiudiziale e processuale.

LA SEPARAZIONE GIUDIZIALE

RIFERIMENTI NORMATIVI E

Ai fini della pronuncia della separazione giudiziale dei coniugi, costituiscono gravi violazioni dei doveri nascenti dal matrimonio le reiterate violenze fisiche e morali inflitte da un coniuge ai danni dell’altro in quanto cause determinanti l’intollerabilità della convivenza e l’addebitabilità della separazione all’autore delle medesime. L’accertata violenza endofamiliare costituisce certamente causa di addebito della separazione, anche nel caso in cui si verifichi un singolo episodio, considerato che “un simile comportamento costituisce affermazione della supremazia di una persona su di un’altra persona e disconoscimento della parità della dignità di ogni persona, che è il principio che sta alla base di tutti i diritti fondamentali considerati dalla nostra Costituzione, ed è, pertanto, comportamento di per sé idoneo a sconvolgere definitivamente l’equilibrio relazionale della coppia”.

In tema di separazione giudiziale, la domanda di addebito costituisce, ove fondata sulla pretesa violazione dei doveri coniugali, richiesta autonoma rispetto a quella di separazione sic et simpliciter, la cui causa petendi è invece costituita dall’intollerabilità della convivenza, tanto da averla qualificata sin da epoca risalente, allorquando fosse stata proposta dopo quella di separazione, come “domanda nuova” e non già come emendatio libelli. Ne discende che se deve ritenersi di norma preclusa alla parte ricorrente la facoltà di formulare istanza di addebito oltre il ricorso introduttivo, è riconosciuto il potere di proporla, con la memoria integrativa con la quale soltanto nel passaggio dalla fase processuale sommaria a quella di cognizione ordinaria si ristabilisce appieno la simmetria del contraddittorio e la conseguente pienezza dei diritti di difesa del resistente nel momento in cui si cristallizza il definitivo thema decidendum.

Art.3 Legge n.898/1970 (presupposti della domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio).

  1. Lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio può essere domandato da uno dei coniugi:

1) quando, dopo la celebrazione del matrimonio, l’altro coniuge è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, anche per fatti commessi in precedenza:

  1. a) all’ergastolo ovvero ad una pena superiore ad anni quindici, anche con più sentenze, per uno o più delitti non colposi, esclusi i reati politici e quelli commessi per motivi di particolare valore morale e sociale;
  2. b) a qualsiasi pena detentiva per il delitto di cui all’art. 564 c.p. e per uno dei delitti di cui agli artt. 519, 521, 523, 524 c.p. ovvero per induzione, costrizione, sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione;
  3. c) a qualsiasi pena per omicidio volontario di un figlio ovvero per tentato omicidio a danno del coniuge o di un figlio;
  4. d) a qualsiasi pena detentiva, con due o più condanne, per i delitti di cui all’art. 582 c.p., quando ricorra la circostanza aggravante di cui al secondo comma dell’art. 583 c.p., e agli artt. 570, 572 e 643 c.p. in danno del coniuge o di un figlio.

Nelle ipotesi previste alla lettera d) il giudice competente a pronunciare lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio accerta, anche in considerazione del comportamento successivo del convenuto, la di lui inidoneità a mantenere o ricostituire la convivenza familiare.

Per tutte le ipotesi previste nel n. 1) del presente articolo la domanda non è proponibile dal coniuge che sia stato condannato per concorso nel reato ovvero quando la convivenza coniugale è ripresa.

2) nei casi in cui:

  1. a) l’altro coniuge è stato assolto per vizio totale di mente da uno dei delitti previsti nelle lettere b) e c) del numero 1) del presente articolo, quando il giudice competente a pronunciare lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio accerta l’inidoneità del convenuto a mantenere o ricostituire la convivenza familiare;
  2. b) è stata pronunciata con sentenza passata in giudicato la separazione giudiziale fra i coniugi, ovvero è stata omologata la separazione consensuale ovvero è intervenuta separazione di fatto quando la separazione di fatto stessa è iniziata almeno due anni prima del 18 dicembre 1970. 

In tutti i predetti casi, per la proposizione della domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, le separazioni devono essersi protratte ininterrottamente da almeno dodici mesi dall’avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale e da sei mesi nel caso di separazione consensuale anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale, ovvero dalla data certificata nell’accordo di separazione raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita da un avvocato ovvero dalla data dell’atto contenente l’accordo di separazione concluso innanzi all’ufficiale dello stato civile. 

L’eventuale interruzione della separazione deve essere eccepita dalla parte convenuta;

  1. c) il procedimento penale promosso per i delitti previsti dalle lettere b) e c) del n. 1) del presente articolo si è concluso con sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato, quando il giudice competente a pronunciare lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio ritiene che nei fatti commessi sussistano gli elementi costitutivi e le condizioni di punibilità dei delitti stessi;
  2. d) il procedimento penale per incesto si è concluso con sentenza di proscioglimento o di assoluzione che dichiari non punibile il fatto per mancanza di pubblico scandalo;
  3. e) l’altro coniuge, cittadino straniero, ha ottenuto all’estero l’annullamento o lo scioglimento del matrimonio o ha contratto all’estero nuovo matrimonio;
  4. f) il matrimonio non è stato consumato;
  5. g) è passata in giudicato sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso a norma della legge n.164 del 14/04/1982. 

Art.4 legge n.898/1970 (la domanda per ottenere lo scioglimento o la cessazione del matrimonio).

  1. La domanda per ottenere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio si propone al tribunale del luogo dell’ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza, del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio. Qualora il coniuge convenuto sia residente all’estero o risulti irreperibile, la domanda si propone al tribunale del luogo di residenza o di domicilio del ricorrente e, se anche questi è residente all’estero, a qualunque tribunale della Repubblica. La domanda congiunta può essere proposta al tribunale del luogo di residenza o di domicilio dell’uno o dell’altro coniuge. 
  2. La domanda si propone con ricorso, che deve contenere l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali la domanda di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso è fondata.
  3. Del ricorso il cancelliere dà comunicazione all’ufficiale dello stato civile del luogo dove il matrimonio fu trascritto per l’annotazione in calce all’atto. 
  4. Nel ricorso deve essere indicata l’esistenza di figli di entrambi i coniugi. 
  5. Il presidente del tribunale, nei cinque giorni successivi al deposito in cancelleria, fissa con decreto la data di comparizione dei coniugi davanti a sé, che deve avvenire entro novanta giorni dal deposito del ricorso, il termine per la notificazione del ricorso e del decreto ed il termine entro cui il coniuge convenuto può depositare memoria difensiva e documenti. Il presidente nomina un curatore speciale quando il convenuto è malato di mente o legalmente incapace.
  6. Al ricorso e alla prima memoria difensiva sono allegate le ultime dichiarazioni dei redditi rispettivamente presentate.
  7. I coniugi devono comparire davanti al presidente del tribunale personalmente, salvo gravi e comprovati motivi, e con l’assistenza di un difensore. Se il ricorrente non si presenta o rinuncia, la domanda non ha effetto. Se non si presenta il coniuge convenuto, il presidente può fissare un nuovo giorno per la comparizione, ordinando che la notificazione del ricorso e del decreto gli sia rinnovata. All’udienza di comparizione, il presidente deve sentire i coniugi prima separatamente poi congiuntamente, tentando di conciliarli. Se i coniugi si conciliano, il presidente fa redigere processo verbale della conciliazione.
  8. Se la conciliazione non riesce, il presidente, sentiti i coniugi e i rispettivi difensori nonché, qualora lo ritenga strettamente necessario anche in considerazione della loro età, i figli minori, dà, anche d’ufficio, con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa opportuni nell’interesse dei coniugi e della prole, nomina il giudice istruttore e fissa l’udienza di comparizione e trattazione dinanzi a questo. Nello stesso modo il presidente provvede, se il coniuge convenuto non compare, sentito il ricorrente e il suo difensore. L’ordinanza del presidente può essere revocata o modificata dal giudice istruttore. Si applica l’art. 189 delle disp. att. c.p.c.
  9. Tra la data dell’ordinanza, ovvero tra la data entro cui la stessa deve essere notificata al convenuto non comparso, e quella dell’udienza di comparizione e trattazione devono intercorrere i termini di cui all’art. 163 bis c.p.c. ridotti a metà.
  10. Con l’ordinanza di cui al comma 8, il presidente assegna altresì termine al ricorrente per il deposito in cancelleria di memoria integrativa, che deve avere il contenuto di cui all’articolo 163, terzo comma, numeri 2), 3), 4), 5) e 6), del codice di procedura civile e termine al convenuto per la costituzione in giudizio ai sensi degli artt. 166 e 167 c.p.c., primo e secondo comma, nonché per la proposizione delle eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d’ufficio. L’ordinanza deve contenere l’avvertimento al convenuto che la costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze di cui all’art. 167 c.p.c. e che oltre il termine stesso non potranno più essere proposte le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio.
  11. All’udienza davanti al giudice istruttore si applicano le disposizioni di cui agli articoli 180 e 183, commi primo, secondo, quarto, quinto, sesto e settimo, del codice di procedura civile. Si applica altresì l’art. 184 c.p.c.
  12. Nel caso in cui il processo debba continuare per la determinazione dell’assegno, il tribunale emette sentenza non definitiva relativa allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio. Avverso tale sentenza è ammesso solo appello immediato. Appena formatosi il giudicato, si applica la previsione di cui all’articolo 10.
  13. Quando vi sia stata la sentenza non definitiva, il tribunale, emettendo la sentenza che dispone l’obbligo della somministrazione dell’assegno, può disporre che tale obbligo produca effetti fin dal momento della domanda.
  14. Per la parte relativa ai provvedimenti di natura economica la sentenza di primo grado è provvisoriamente esecutiva.
  15. L’appello è deciso in camera di consiglio.
  16. La domanda congiunta dei coniugi di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio che indichi anche compiutamente le condizioni inerenti alla prole e ai rapporti economici, è proposta con ricorso al tribunale in camera di consiglio. Il tribunale, sentiti i coniugi, verificata l’esistenza dei presupposti di legge e valutata la rispondenza delle condizioni all’interesse dei figli, decide con sentenza. Qualora il tribunale ravvisi che le condizioni relative ai figli sono in contrasto con gli interessi degli stessi, si applica la procedura di cui al comma 8. 

Art. 5 legge n.898/1970 (la disciplina).

  1. Il tribunale adito, in contraddittorio delle parti e con l’intervento obbligatorio del pubblico ministero, accertata la sussistenza di uno dei casi di cui all’art. 3, pronuncia con sentenza lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio ed ordina all’ufficiale dello stato civile del luogo ove venne trascritto il matrimonio di procedere alla annotazione della sentenza. 
  2. La donna perde il cognome che aveva aggiunto al proprio a seguito del matrimonio. 
  3. Il tribunale, con la sentenza con cui pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, può autorizzare la donna che ne faccia richiesta a conservare il cognome del marito aggiunto al proprio quando sussista un interesse suo o dei figli meritevole di tutela. 
  4. La decisione di cui al comma precedente può essere modificata con successiva sentenza, per motivi di particolare gravità, su istanza di una delle parti. 
  5. La sentenza è impugnabile da ciascuna delle parti. Il pubblico ministero può ai sensi dell’art. 72 c.p.c. proporre impugnazione limitatamente agli interessi patrimoniali dei figli minori o legalmente incapaci.
  6. Con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l’obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell’altro un assegno quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive 
  7. La sentenza deve stabilire anche un criterio di adeguamento automatico dell’assegno, almeno con riferimento agli indici di svalutazione monetaria. Il tribunale può, in caso di palese iniquità, escludere la previsione con motivata decisione. 
  8. Su accordo delle parti la corresponsione può avvenire in unica soluzione ove questa sia ritenuta equa dal tribunale. In tal caso non può essere proposta alcuna successiva domanda di contenuto economico. 
  9. I coniugi devono presentare all’udienza di comparizione avanti al presidente del tribunale la dichiarazione personale dei redditi e ogni documentazione relativa ai loro redditi e al loro patrimonio personale e comune. In caso di contestazioni il tribunale dispone indagini sui redditi, sui patrimoni e sull’effettivo tenore di vita, valendosi, se del caso, anche della polizia tributaria. 
  10. L’obbligo di corresponsione dell’assegno cessa se il coniuge, al quale deve essere corrisposto, passa a nuove nozze.
  11. Il coniuge, al quale non spetti l’assistenza sanitaria per nessun altro titolo, conserva il diritto nei confronti dell’ente mutualistico da cui sia assistito l’altro coniuge. Il diritto si estingue se egli passa a nuove nozze.

*****

La legge prevede che possa essere richiesta quando si verificano eventi la cui gravità è tale da pregiudicare e rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza tra i coniugi o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole.

In sostanza e nella pratica, si può richiedere sempre; è sufficiente che uno dei coniugi ne abbia l’intenzione e che il rapporto con l’altro coniuge si sia degradato.

Questa tipologia di separazione, a differenza di quella consensuale, implica l’instaurarsi di una vera e propria lite giudiziale tra i coniugi, la quale ha inizio con la presentazione del relativo ricorso al Tribunale competente da parte di UNO SOLO dei due coniugi.

Al termine del giudizio, il Tribunale, pronunziando con sentenza la separazione, dichiara, qualora ne sia stata fatta richiesta da uno dei coniugi o da entrambi e laddove ne ricorrano le circostanze, a quale dei ricorrenti sia addebitabile la separazione (colpa), a seguito di un’attenta valutazione della condotta da questi tenuta e del loro carattere conforme o contrario ai doveri coniugali. “La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole. Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario aidoveri che derivano dal matrimonio”.

È dalla formulazione letterale dell’art. 151 c.c. che si muove per evidenziare gli aspetti più rilevanti della separazione giudiziale, istituto giuridico contemplato nel nostro ordinamento per le ipotesi in cui i coniugi, che intendano separarsi legalmente, non raggiungano un accordo.

La norma individua, invero, quali presupposti per avanzare domanda di separazione giudiziale, fatti obiettivi che rendano intollerabile la prosecuzione della convivenza o pregiudichino gravemente l’educazione dei figli.

Il concetto di intollerabilità della vita coniugale, in particolare, è stato ampliato dalla giurisprudenza di legittimità, potendo dipendere anche dalla mera “condizione di disaffezione o di distacco spirituale di uno solo dei coniugi”(Corte di Cassazione civile, sezione prima, sentenza n. 8713 del 29 aprile 2015).

L’addebito della separazione e quindi il riconoscimento della responsabilità di uno dei coniugi del fallimento matrimoniale può scaturire da comportamenti deprecabili come violenze domestiche e vessazioni psicologiche, la commissione di reati da parte di un coniuge nei confronti dell’altro, oppure atteggiamenti che minano la serenità della coppia come l’estrema gelosia o il rifiuto del coniuge più facoltoso di fornire all’altro i mezzi di sostentamento e così via.

Purtroppo, quando si arriva a contattare un avvocato, è assai improbabile che serva per tentare di riconciliarsi, ma è molto più probabile, che si sia già giunti ad una decisione, ossia di mettere fine ad un matrimonio che, per le più svariate ragioni, non ha funzionato.

La separazione si differenzia dal divorzio per i seguenti motivi:

1) Non determina lo scioglimento del vincolo, per cui i coniugi non possono contrarre nuovo matrimonio.
2) Ha carattere transitorio poiché i coniugi possono riconciliarsi in qualunque momento.

La legge disciplina i rapporti personali e patrimoniali tra i coniugi, fissando una serie di diritti e doveri reciproci.
È infatti sancito che “il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, di modo che, il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti ed assumono gli stessi doveri concordando, tra loro, l’indirizzo della vita familiare avendo, ognuno di loro, il potere di attuare l’indirizzo concordato”.
In merito agli obblighi che derivano dal matrimonio, la legge dispone che:

1) vi è l’obbligo reciproco di coabitazione (normale convivenza, comunione della casa coniugale e di vita sessuale);
2) fedeltà (obbligo per i coniugi di astenersi dai rapporti sessuali con altre persone)
3) assistenza e collaborazione (assistenza morale ed assistenza materiale)
4) contribuzione (ognuno dei coniugi deve contribuire in base alle proprie sostanze, capacità lavorativa e di lavoro casalingo) ai bisogni della famiglia.
5) Obbligo di mantenere, educare ed istruire i figli tenendo conto delle loro inclinazioni, capacità ed ispirazioni.

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ALTEDO MALALBERGO BARICELLA DEVI SEPARARTI?

Quando ci si deve separare con figlio minorenne è importante sapere che ogni bambino reagisce a modo suo alla notizia della separazione dei genitori, a seconda dell’età, del carattere, della personalità. Alla tristezza iniziale, comune a tutti, può far seguito una grande rabbia o, per contro, una sorta di apatia che sembra non celare alcuna emozione. In altri casi, i bambini diventano bambini perfetti, pensando che, in questo modo, riusciranno in qualche modo a salvare la situazione familiare. Separarsi con figlio fa sorgere anche obblighi di mantenimento verso la prole. Questi obblighi sono codificati nell’art. 147 c.c. rubricato con il titolo di “Doveri verso i figli” il quale dispone che “Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli”. Anche se l’art. 147 c.c. fa riferimento ai figli nati durante il matrimonio, oggi, anche dopo la riforma ex legge del 10 dicembre 2012 n, 219, relativa alla sostanziale equiparazione dei figli nati durante o fuori dal matrimonio, si può dire che tali obblighi sorgono sempre a favore dei figli ed a carico dei genitori.

3 CONSIGLI

1)CERCARE DI ARRIVARE A UNA SEPARAZIONE CONSENSUALE

2)EVITARE LA SEPARAZIONE SE SI PUO’

3)NON LITIGARE

3 NOVITA’

1TEMPI BREVI

2) UN AVVOCATO ESPERTO

3)NEGOZIAZIONE ASSISTITA

3 PROBLEMATICHE

1)CASA CONIUGALE

2)AFFIDO FIGLI

Nel complesso iter giuziale, dall’inizio sino al suo compimento, devono essere tutelati e protetti i diritti dei componenti più deboli del nucleo familiare, quelli ai quali la Costituzione stessa e importanti convenzioni internazionali si rivolgono per la salvaguardia della loro tutela, ovvero i figli minori. Lo studio legale degli avvocati divorzisti ha un’esperienza consolidata che permette di attingere a ogni possibilità fornita dall’ordinamento giuridico a favore dei minori, sia in ambito civile che in sede penale, sia contro il comportamente del coniuge che non ottempera all’ordinanza del presidente del tribunale civile ove vengono statuiti i propri obblighi, sia in sede di rivalsa per il mancato mantenimento sia materiale che affettivo nei confronti dei figli.

3)ASSEGNO MANTENIMENTO

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 si può avere su istanza di parte o perché ci sono state delle violazioni degli obblighi matrimoniali da parte di uno dei coniugi o perché ci sono delle circostanze oggettive che rendono non più sostenibile la prosecuzione del rapporto.
Il processo inizia con ricorso al presidente del tribunale, di norma, nel luogo in cui è individuata l’ultima residenza della coppia .

AFFIDO-CONDIVISO-SEPARAZIONE-E-DIVORZIO-
separazione assegno  figli- e con figli piccolissimi

Nel ricorso dovranno essere indicati gli elementi sui quali si fonda la richiesta e la dichiarazione sull’esistenza di prole.
Il Presidente del Tribunale accogliendo il ricorso fissa con decreto la data della udienza di comparizione dei coniugi.
Chi ha presentato il ricorso dovrà provvedere a notificare il decreto all’altro coniuge. L’udienza di comparizione si svolge dinanzi al solo presidente del tribunale.

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SE STAI LEGGENDO VUOL DIRE CHE SEI PREOCCUPATO PER LA TUA SEPARAZIONE!!! CHE QUALCOSA NON VA E FORSE HAI BISOGNO DI AIUTO, ALLORA CHIAMA 051 6447838 PARLI CON L’AVVOCATO ESPERTO

Con la separazione non viene meno lo status di coniuge ma incide su alcuni obblighi tipici del matrimonio: decade l’obbligo di convivenza e di fedeltà così come la comunione dei beni (se quello era il regime patrimoniale prescelto dai coniugi).
Permangono invece gli obblighi di mantenimento del coniuge, di partecipazione alla gestione della famiglia e di educazione della prole.

Diritto di famiglia

Separazioni, divorzi, rapporti personali e patrimoniali tra conviventi e cessazioni di convivenza, regolamentazione dei rapporti tra genitori e figli nati fuori dal matrimonio, gestione dell’affidamento condiviso e problemi legati alla responsabilità genitoriale (limitazioni e decadenza), azioni di riconoscimento e disconoscimento di paternità, unioni civili

 

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Secondo il codice civile italiano la separazione giudiziale

 si può avere su istanza di parte o perché ci sono state delle violazioni degli obblighi matrimoniali da parte di uno dei coniugi o perché ci sono delle circostanze oggettive che rendono non più sostenibile la prosecuzione del rapporto.
Il processo inizia con ricorso al presidente del tribunale, di norma, nel luogo in cui è individuata l’ultima residenza della coppia .

Nel ricorso dovranno essere indicati gli elementi sui quali si fonda la richiesta e la dichiarazione sull’esistenza di prole.
Il Presidente del Tribunale accogliendo il ricorso fissa con decreto la data della udienza di comparizione dei coniugi.
Chi ha presentato il ricorso dovrà provvedere a notificare il decreto all’altro coniuge. L’udienza di comparizione si svolge dinanzi al solo presidente del tribunale.

Volontaria giurisdizione e diritto di famiglia:

separazioni e divorzi, consensuali e giudiziali, assegnazione della casa coniugale, mantenimento dei figli e del coniuge, regime patrimoniale della famiglia, convivenze ed unioni di fatto, riconoscimento di paternità, stato della persona (interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno).

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L’avvocato Matrimonialista Bologna Sergio Armaroli vi seguira’ passo per passo nelle battute iniziali di una separazione, un momento delicato dove é necessaria la massima esperienza per non commettere errori che potrebbero avere effetti negativi dinanzi al giudice.

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La legge n.55 del 2015 ha previsto l’abbreviazione del periodo intercorrente tra la separazione ed il divorzio, da tre anni a un anno in caso di separazione giudiziale e a sei mesi in caso di separazione consensuale (anche se in presenza di figli).

In caso di separazione consensuale, i coniugi potranno chiedere il divorzio trascorsi solo sei mesi dall’omologa apposta dal Tribunale mentre, in caso di separazione giudiziale, potranno richiederlo trascorso 1 anno dall’udienza di comparizione innanzi al Presidente del Tribunale.

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Non è certo un’impresa semplice, per chi non ha mai dovuto affrontare problemi di coppia.L’vvocato Matrimonialista  è come il cardiologo tra i medici che è esperto di cuore, l’’avvocato Matrimonialista è esperto di problematiche di coppia e di rottura di coppia .

E’ il dilemma che coglie ciascuno di noi quando sopravviene un problema di salute: a chi mi rivolgo?

SE HO BISOGNO DI UN BRAVO MEDICO DA CHI ANDARE?

A VOLTE TI CONSULTI CON CONOSCENTI MA POTREBBE  NON BASTARE

L’avvocato matrimonialista deve essere  preparato su tutte le problematiche di diritto di famiglia e pronto a consigliare i clienti quando si trovano ad affrntar e una problematica di separazione o divorzio .

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Premetto che  occorre  molta attenzione nella scelta dell’avvocato matrimonialista per la propria separazione o divorzio .

In primo luogo occorre rivolgersi a  un avvocato che  abbia esperienza in materia, questo vuol dire che abbia trattato molti casi di separazione  o divorzio sia consensuali che giudiziali.

Oggi guardando su internet, possiamo notare avvocati che hanno pubblicato molto e che masticano con facilita’ la materia , ma non dobbiamo farci ingannare, dobbiamo guardare  realmente cosa ci viene offerto e  a chi ci affidiamo.

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Consulenza e assistenza legale dei coniugi nelle varie procedure di separazione consensuale e giudiziale, divorzio congiunto e giudiziale. Procedimenti di separazione e divorzio veloci con Negoziazione Assistita. Problematiche riguardanti le famiglie di fatto (convivenze more uxorio), procedimenti riguardanti i figli nati da coppie non sposate, riconoscimenti di paternità, pratiche riguardanti il cambio del nome e del cognome.

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ALTEDO MALALBERGO BARICELLA DEVI SEPARARTI?

  • Molti i motivi per cui  la coppia può andare in crisi per i più svariati motivi che possono andare dal tradimento a motivi più complessi legati a problemi economici che nell’arco della vita possono colpire chiunque di noi, o ad incompatibilità caratteriale che il più delle volte emerge solo dopo aver compiuto il “grande passo”.
  • La separazione consensualedei coniugi è una procedura più rapida e meno dispendiosa di quella giudiziale.
  • Viene definita consensuale in quanto è richiesta l’intesa dei coniugi sulla decisone di separarsi e su come disciplinare i rapporti reciproci nonché di quelli con i figli.
  • L’accordo dovrà infatti regolamentare gli effetti tipici della separazione, quali l’affidamento della prole (affidamento condiviso o, solo in casi eccezionali, affidamento monogenitorale), il mantenimento dei figli, l’assegnazione della casa coniugale, l’assegno di mantenimento a favore di un coniuge (ove sussistano i presupposti).
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ALTEDO MALALBERGO BARICELLA DEVI SEPARARTI?separazione Bologna

LA SEPARAZIONE CONSENSUALE

Il mio consiglio percorrere sempre la possibilita’ di una separazione consensuale quando una coppia decide di sciogliere il vincolo matrimoniale.

Si tratta, sostanzialmente, di un accordo che nasce dalla reciproca volontà dei coniugi, consacrato attraverso un ricorso al Tribunale territorialmente competente. La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole.

Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio. (1)

  • La competenza dell’organo giudicante si desume, per questa materia, in base alla residenza comune di entrambi i coniugi. Tempi della separazione consensuale: i tempi per ottenere l’omologa della separazione sono solitamente brevi.
  • Presso il Tribunale di Bologna  l’udienza di comparizione viene fissata sempre entro 3/4 mesi dal deposito della domanda. L’omologa segue sempre entro un mese dall’udienza di comparizione dei coniugi.  

 aggiungere una soluzione consensuale di separazione e divorzio anche mediante accordo di negoziazione assistita, ossia con un patto formalizzato e sottoscritto dalle parti in studio direttamente davanti all’avvocato per separazioni di Bologna , senza ricorso al Tribunale.

Il diritto della famiglia si occupa di tutte le questioni inerenti a questi temi: dai rapporti di genitorialità, come la potestà e il suo concreto esercizio, sino alle vicende della crisi coniugale, che dall’assegnazione della casa coniugale vedono giungono a coinvolgere fondamentali decisioni che i coniugi devono assumere a proposito dell’affidamento condiviso dei figli.

L’ordinamento italiano prevede lo strumento della separazione personale dei coniugi, che può avvenire in via consensuale o giudiziale, il divorzio e la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario celebrato in Chiesa, lo scioglimento della comunione dei beni dei coniugi.

L’avvocato Sergio Armaroli di Bologna , dedica particolare attenzione alla raccolta dei documenti e all’istruttoria di questi procedimenti, cercando di favorire una soluzione dei problemi che sia il meno conflittuale possibile.

Come noto, in alcuni casi è inoltre seguire personalmente il procedimento in Tribunale, senza l’assistenza dell’avvocato. Anche in questi casi lo Studio mette a disposizione le competenze professionali a titolo di assistenza per la redazione degli atti necessari che i coniugi potranno poi depositare personalmente.

L’attività tratta il diritto di famiglia e delle persone, con particolare riferimento ai rapporti tra genitori e figli e a quelli personali e patrimoniali tra coniugi, al riconoscimento e al disconoscimento della paternità, alle cause di separazione e divorzio, alle procedure di affidamento dei minori e alla protezione contro gli abusi e la violenza. I professionisti guidati dall’avvocato esperto in separazioni a Bologna si occupano sia della crisi del matrimonio, della separazione e del divorzio, sia dell’affidamento dei figli minori. Il sistema giuridico offre oggi strumenti giuridici di ogni tipo: patti prematrimoniali, accordi tra conviventi, sistemazioni e cause successorie, responsabilità civile, tutela penale, amministrazione di sostegno, trascrizione di vincoli alla proprietà in funzione di tutela di molteplici interessi familiari.

Fondamentale nel ricorso per separazione consensuale  che va firmato da entrambi i coniugi con particolare riferimento all’affidamento dei figli, sul mantenimento e sulle modalità di frequentazione degli stessi, sulla somma periodica da corrispondere eventualmente al coniuge meno abbiente, all’assegnazione della casa coniugale e così via. Le attività svolte dallo Studio riguardano:

  • separazione personale dei coniugi, consensuale o giudiziale
  • divorzio, congiunto o contenzioso
  • ricorso per la modifica delle condizioni di separazione e/o di divorzio
  • affidamento dei figli minori, modifica delle condizioni economiche e di visita

interdizioni, inabilitazioni e nomina di amministratore di sostegno

Diritto di famiglia.

Separazioni e divorzi consensuali e giudiziali.

Modifica delle condizioni di separazione e divorzio.

Accordi prematrimoniali.

Comunione legale dei coniugi: problematiche e rimedi.

  • Amministrazione di sostegno. Tutela e Curatela.

Vi sara’ una udienza del presidente del Tribunale (a volte presidente di sezione o magistrato facente funzioni di presidente).

Nel corso di tale udienza (detta “udienza Presidenziale”) si dovrebbe esperire il tentativo di conciliazione dei coniugi, il quale raramente dà esito positivo. Qualora ciò accadesse, la prassi prevede la redazione del verbale di conciliazione che sancisce la volontà dei coniugi di conciliarsi.

Diritto di famiglia spesso è sinonimo di cause di separazione e di divorzio.  La posizione dell’ Avvocato Sergio Armaroli separazioni e divorzi Bologna  in questi casi, sebbene specializzato come avvocato divorzista, al di là di qualsiasi interesse, suggerisce di applicare e studiare tutti i mezzi e strumenti per evitare di arrivare a questa situazione di separazione definitiva.

Quando però si presentano casi non risolvibili, per cui quindi è necessario l’intervento del legale, lo studio si propone come il miglior partner per tutte le cause di divorzio e di separazione.

Si intende come separazione lo stato di sospensione del contratto del matrimonio, in attesa di una riappacificazione o del definitivo scioglimento. Si intende invece come divorzio l’effettivo scioglimento del contratto del matrimonio, che può avvenire in modo consensuale, se entrambe le parti trovano appunto un accordo sullo scioglimento, oppure in modo giudiziale, quando una delle due parti si oppone.

Nella ben più frequente ipotesi in cui le parti rinnovano la loro volontà di separarsi alle condizioni riportate nel ricorso, il Tribunale adito opera un controllo di conformità tra le richieste dei coniugi e la normativa vigente, prestando grande attenzione alle statuizioni inerenti l’affidamento della prole ed il suo mantenimento.

Questa operazione viene chiamata omologazione, e consiste, precisamente, nel controllo sulla conformità e compatibilità degli accordi di separazione alla legge. Essa conferisce piena efficacia agli accordi di separazione.

Separazione dei coniugi avvocato divorzista Bologna

  • Separazione consensuale
  • Separazione giudiziale
  • Negoziazione assistita
  • Modifica condizioni di separazione
  • Assegnazione della casa coniugale
  • Mantenimento dei figli
  • Mantenimento del coniuge
  • Ordine di protezione contro gli abusi familiari

Divorzio avvocato divorzista Bologna

  • Divorzio congiunto
  • Divorzio contenzioso
  • Negoziazione assistita
  • Modifica delle condizioni di divorzio
  • Mantenimento dei figli
  • Mantenimento dell’ex coniuge
  • Assegno una tant
  •  

Affidamento, mantenimento e collocamento dei figli

  • Affidamento condiviso
  • Affidamento esclusivo
  • Diritto di visita del genitore non collocatario
  • Mantenimento dei figli
  • Assegnazione della casa familiare

Dopo quanto ci si puo’ divorziare? 6 mesi dall’omologazione è ora possibile avviare la procedura per conseguire il divorzio. Anche in tal caso, il consenso di entrambi i coniugi rappresenta un elemento fondamentale per una maggiore celerità della procedura. Diritto di Famiglia

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Da avvocato matrimonialista mi occupo quotidianamente di fratture familiari, assegnazione della casa, affidamento condiviso e collocazione dei figli, assegni di mantenimento e di divorzio, attribuzione di quota del Tfr e della pensione di reversibilità. Queste crisi creano situazioni di stress nei rapporti tra i coniugi e con i figli e provocano conflitti di natura patrimoniale o economico-finanziari che vanno affrontati sotto ogni aspetto. Dal raggiungimento di un accordo bonario, al confronto giudiziario attraverso un’adeguata assistenza stragiudiziale e processuale.

LA SEPARAZIONE GIUDIZIALE

RIFERIMENTI NORMATIVI E

Ai fini della pronuncia della separazione giudiziale dei coniugi, costituiscono gravi violazioni dei doveri nascenti dal matrimonio le reiterate violenze fisiche e morali inflitte da un coniuge ai danni dell’altro in quanto cause determinanti l’intollerabilità della convivenza e l’addebitabilità della separazione all’autore delle medesime. L’accertata violenza endofamiliare costituisce certamente causa di addebito della separazione, anche nel caso in cui si verifichi un singolo episodio, considerato che “un simile comportamento costituisce affermazione della supremazia di una persona su di un’altra persona e disconoscimento della parità della dignità di ogni persona, che è il principio che sta alla base di tutti i diritti fondamentali considerati dalla nostra Costituzione, ed è, pertanto, comportamento di per sé idoneo a sconvolgere definitivamente l’equilibrio relazionale della coppia”.

In tema di separazione giudiziale, la domanda di addebito costituisce, ove fondata sulla pretesa violazione dei doveri coniugali, richiesta autonoma rispetto a quella di separazione sic et simpliciter, la cui causa petendi è invece costituita dall’intollerabilità della convivenza, tanto da averla qualificata sin da epoca risalente, allorquando fosse stata proposta dopo quella di separazione, come “domanda nuova” e non già come emendatio libelli. Ne discende che se deve ritenersi di norma preclusa alla parte ricorrente la facoltà di formulare istanza di addebito oltre il ricorso introduttivo, è riconosciuto il potere di proporla, con la memoria integrativa con la quale soltanto nel passaggio dalla fase processuale sommaria a quella di cognizione ordinaria si ristabilisce appieno la simmetria del contraddittorio e la conseguente pienezza dei diritti di difesa del resistente nel momento in cui si cristallizza il definitivo thema decidendum.

Art.3 Legge n.898/1970 (presupposti della domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio).

  1. Lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio può essere domandato da uno dei coniugi:

1) quando, dopo la celebrazione del matrimonio, l’altro coniuge è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, anche per fatti commessi in precedenza:

  1. a) all’ergastolo ovvero ad una pena superiore ad anni quindici, anche con più sentenze, per uno o più delitti non colposi, esclusi i reati politici e quelli commessi per motivi di particolare valore morale e sociale;
  2. b) a qualsiasi pena detentiva per il delitto di cui all’art. 564 c.p. e per uno dei delitti di cui agli artt. 519, 521, 523, 524 c.p. ovvero per induzione, costrizione, sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione;
  3. c) a qualsiasi pena per omicidio volontario di un figlio ovvero per tentato omicidio a danno del coniuge o di un figlio;
  4. d) a qualsiasi pena detentiva, con due o più condanne, per i delitti di cui all’art. 582 c.p., quando ricorra la circostanza aggravante di cui al secondo comma dell’art. 583 c.p., e agli artt. 570, 572 e 643 c.p. in danno del coniuge o di un figlio.

Nelle ipotesi previste alla lettera d) il giudice competente a pronunciare lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio accerta, anche in considerazione del comportamento successivo del convenuto, la di lui inidoneità a mantenere o ricostituire la convivenza familiare.

Per tutte le ipotesi previste nel n. 1) del presente articolo la domanda non è proponibile dal coniuge che sia stato condannato per concorso nel reato ovvero quando la convivenza coniugale è ripresa.

2) nei casi in cui:

  1. a) l’altro coniuge è stato assolto per vizio totale di mente da uno dei delitti previsti nelle lettere b) e c) del numero 1) del presente articolo, quando il giudice competente a pronunciare lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio accerta l’inidoneità del convenuto a mantenere o ricostituire la convivenza familiare;
  2. b) è stata pronunciata con sentenza passata in giudicato la separazione giudiziale fra i coniugi, ovvero è stata omologata la separazione consensuale ovvero è intervenuta separazione di fatto quando la separazione di fatto stessa è iniziata almeno due anni prima del 18 dicembre 1970. 

In tutti i predetti casi, per la proposizione della domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, le separazioni devono essersi protratte ininterrottamente da almeno dodici mesi dall’avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale e da sei mesi nel caso di separazione consensuale anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale, ovvero dalla data certificata nell’accordo di separazione raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita da un avvocato ovvero dalla data dell’atto contenente l’accordo di separazione concluso innanzi all’ufficiale dello stato civile. 

L’eventuale interruzione della separazione deve essere eccepita dalla parte convenuta;

  1. c) il procedimento penale promosso per i delitti previsti dalle lettere b) e c) del n. 1) del presente articolo si è concluso con sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato, quando il giudice competente a pronunciare lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio ritiene che nei fatti commessi sussistano gli elementi costitutivi e le condizioni di punibilità dei delitti stessi;
  2. d) il procedimento penale per incesto si è concluso con sentenza di proscioglimento o di assoluzione che dichiari non punibile il fatto per mancanza di pubblico scandalo;
  3. e) l’altro coniuge, cittadino straniero, ha ottenuto all’estero l’annullamento o lo scioglimento del matrimonio o ha contratto all’estero nuovo matrimonio;
  4. f) il matrimonio non è stato consumato;
  5. g) è passata in giudicato sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso a norma della legge n.164 del 14/04/1982. 

Art.4 legge n.898/1970 (la domanda per ottenere lo scioglimento o la cessazione del matrimonio).

  1. La domanda per ottenere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio si propone al tribunale del luogo dell’ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza, del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio. Qualora il coniuge convenuto sia residente all’estero o risulti irreperibile, la domanda si propone al tribunale del luogo di residenza o di domicilio del ricorrente e, se anche questi è residente all’estero, a qualunque tribunale della Repubblica. La domanda congiunta può essere proposta al tribunale del luogo di residenza o di domicilio dell’uno o dell’altro coniuge. 
  2. La domanda si propone con ricorso, che deve contenere l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali la domanda di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso è fondata.
  3. Del ricorso il cancelliere dà comunicazione all’ufficiale dello stato civile del luogo dove il matrimonio fu trascritto per l’annotazione in calce all’atto. 
  4. Nel ricorso deve essere indicata l’esistenza di figli di entrambi i coniugi. 
  5. Il presidente del tribunale, nei cinque giorni successivi al deposito in cancelleria, fissa con decreto la data di comparizione dei coniugi davanti a sé, che deve avvenire entro novanta giorni dal deposito del ricorso, il termine per la notificazione del ricorso e del decreto ed il termine entro cui il coniuge convenuto può depositare memoria difensiva e documenti. Il presidente nomina un curatore speciale quando il convenuto è malato di mente o legalmente incapace.
  6. Al ricorso e alla prima memoria difensiva sono allegate le ultime dichiarazioni dei redditi rispettivamente presentate.
  7. I coniugi devono comparire davanti al presidente del tribunale personalmente, salvo gravi e comprovati motivi, e con l’assistenza di un difensore. Se il ricorrente non si presenta o rinuncia, la domanda non ha effetto. Se non si presenta il coniuge convenuto, il presidente può fissare un nuovo giorno per la comparizione, ordinando che la notificazione del ricorso e del decreto gli sia rinnovata. All’udienza di comparizione, il presidente deve sentire i coniugi prima separatamente poi congiuntamente, tentando di conciliarli. Se i coniugi si conciliano, il presidente fa redigere processo verbale della conciliazione.
  8. Se la conciliazione non riesce, il presidente, sentiti i coniugi e i rispettivi difensori nonché, qualora lo ritenga strettamente necessario anche in considerazione della loro età, i figli minori, dà, anche d’ufficio, con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa opportuni nell’interesse dei coniugi e della prole, nomina il giudice istruttore e fissa l’udienza di comparizione e trattazione dinanzi a questo. Nello stesso modo il presidente provvede, se il coniuge convenuto non compare, sentito il ricorrente e il suo difensore. L’ordinanza del presidente può essere revocata o modificata dal giudice istruttore. Si applica l’art. 189 delle disp. att. c.p.c.
  9. Tra la data dell’ordinanza, ovvero tra la data entro cui la stessa deve essere notificata al convenuto non comparso, e quella dell’udienza di comparizione e trattazione devono intercorrere i termini di cui all’art. 163 bis c.p.c. ridotti a metà.
  10. Con l’ordinanza di cui al comma 8, il presidente assegna altresì termine al ricorrente per il deposito in cancelleria di memoria integrativa, che deve avere il contenuto di cui all’articolo 163, terzo comma, numeri 2), 3), 4), 5) e 6), del codice di procedura civile e termine al convenuto per la costituzione in giudizio ai sensi degli artt. 166 e 167 c.p.c., primo e secondo comma, nonché per la proposizione delle eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d’ufficio. L’ordinanza deve contenere l’avvertimento al convenuto che la costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze di cui all’art. 167 c.p.c. e che oltre il termine stesso non potranno più essere proposte le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio.
  11. All’udienza davanti al giudice istruttore si applicano le disposizioni di cui agli articoli 180 e 183, commi primo, secondo, quarto, quinto, sesto e settimo, del codice di procedura civile. Si applica altresì l’art. 184 c.p.c.
  12. Nel caso in cui il processo debba continuare per la determinazione dell’assegno, il tribunale emette sentenza non definitiva relativa allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio. Avverso tale sentenza è ammesso solo appello immediato. Appena formatosi il giudicato, si applica la previsione di cui all’articolo 10.
  13. Quando vi sia stata la sentenza non definitiva, il tribunale, emettendo la sentenza che dispone l’obbligo della somministrazione dell’assegno, può disporre che tale obbligo produca effetti fin dal momento della domanda.
  14. Per la parte relativa ai provvedimenti di natura economica la sentenza di primo grado è provvisoriamente esecutiva.
  15. L’appello è deciso in camera di consiglio.
  16. La domanda congiunta dei coniugi di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio che indichi anche compiutamente le condizioni inerenti alla prole e ai rapporti economici, è proposta con ricorso al tribunale in camera di consiglio. Il tribunale, sentiti i coniugi, verificata l’esistenza dei presupposti di legge e valutata la rispondenza delle condizioni all’interesse dei figli, decide con sentenza. Qualora il tribunale ravvisi che le condizioni relative ai figli sono in contrasto con gli interessi degli stessi, si applica la procedura di cui al comma 8. 

Art. 5 legge n.898/1970 (la disciplina).

  1. Il tribunale adito, in contraddittorio delle parti e con l’intervento obbligatorio del pubblico ministero, accertata la sussistenza di uno dei casi di cui all’art. 3, pronuncia con sentenza lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio ed ordina all’ufficiale dello stato civile del luogo ove venne trascritto il matrimonio di procedere alla annotazione della sentenza. 
  2. La donna perde il cognome che aveva aggiunto al proprio a seguito del matrimonio. 
  3. Il tribunale, con la sentenza con cui pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, può autorizzare la donna che ne faccia richiesta a conservare il cognome del marito aggiunto al proprio quando sussista un interesse suo o dei figli meritevole di tutela. 
  4. La decisione di cui al comma precedente può essere modificata con successiva sentenza, per motivi di particolare gravità, su istanza di una delle parti. 
  5. La sentenza è impugnabile da ciascuna delle parti. Il pubblico ministero può ai sensi dell’art. 72 c.p.c. proporre impugnazione limitatamente agli interessi patrimoniali dei figli minori o legalmente incapaci.
  6. Con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l’obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell’altro un assegno quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive 
  7. La sentenza deve stabilire anche un criterio di adeguamento automatico dell’assegno, almeno con riferimento agli indici di svalutazione monetaria. Il tribunale può, in caso di palese iniquità, escludere la previsione con motivata decisione. 
  8. Su accordo delle parti la corresponsione può avvenire in unica soluzione ove questa sia ritenuta equa dal tribunale. In tal caso non può essere proposta alcuna successiva domanda di contenuto economico. 
  9. I coniugi devono presentare all’udienza di comparizione avanti al presidente del tribunale la dichiarazione personale dei redditi e ogni documentazione relativa ai loro redditi e al loro patrimonio personale e comune. In caso di contestazioni il tribunale dispone indagini sui redditi, sui patrimoni e sull’effettivo tenore di vita, valendosi, se del caso, anche della polizia tributaria. 
  10. L’obbligo di corresponsione dell’assegno cessa se il coniuge, al quale deve essere corrisposto, passa a nuove nozze.
  11. Il coniuge, al quale non spetti l’assistenza sanitaria per nessun altro titolo, conserva il diritto nei confronti dell’ente mutualistico da cui sia assistito l’altro coniuge. Il diritto si estingue se egli passa a nuove nozze.

*****

La legge prevede che possa essere richiesta quando si verificano eventi la cui gravità è tale da pregiudicare e rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza tra i coniugi o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole.

In sostanza e nella pratica, si può richiedere sempre; è sufficiente che uno dei coniugi ne abbia l’intenzione e che il rapporto con l’altro coniuge si sia degradato.

Questa tipologia di separazione, a differenza di quella consensuale, implica l’instaurarsi di una vera e propria lite giudiziale tra i coniugi, la quale ha inizio con la presentazione del relativo ricorso al Tribunale competente da parte di UNO SOLO dei due coniugi.

Al termine del giudizio, il Tribunale, pronunziando con sentenza la separazione, dichiara, qualora ne sia stata fatta richiesta da uno dei coniugi o da entrambi e laddove ne ricorrano le circostanze, a quale dei ricorrenti sia addebitabile la separazione (colpa), a seguito di un’attenta valutazione della condotta da questi tenuta e del loro carattere conforme o contrario ai doveri coniugali. “La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole. Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario aidoveri che derivano dal matrimonio”.

È dalla formulazione letterale dell’art. 151 c.c. che si muove per evidenziare gli aspetti più rilevanti della separazione giudiziale, istituto giuridico contemplato nel nostro ordinamento per le ipotesi in cui i coniugi, che intendano separarsi legalmente, non raggiungano un accordo.

La norma individua, invero, quali presupposti per avanzare domanda di separazione giudiziale, fatti obiettivi che rendano intollerabile la prosecuzione della convivenza o pregiudichino gravemente l’educazione dei figli.

Il concetto di intollerabilità della vita coniugale, in particolare, è stato ampliato dalla giurisprudenza di legittimità, potendo dipendere anche dalla mera “condizione di disaffezione o di distacco spirituale di uno solo dei coniugi”(Corte di Cassazione civile, sezione prima, sentenza n. 8713 del 29 aprile 2015).

L’addebito della separazione e quindi il riconoscimento della responsabilità di uno dei coniugi del fallimento matrimoniale può scaturire da comportamenti deprecabili come violenze domestiche e vessazioni psicologiche, la commissione di reati da parte di un coniuge nei confronti dell’altro, oppure atteggiamenti che minano la serenità della coppia come l’estrema gelosia o il rifiuto del coniuge più facoltoso di fornire all’altro i mezzi di sostentamento e così via.

Purtroppo, quando si arriva a contattare un avvocato, è assai improbabile che serva per tentare di riconciliarsi, ma è molto più probabile, che si sia già giunti ad una decisione, ossia di mettere fine ad un matrimonio che, per le più svariate ragioni, non ha funzionato.

La separazione si differenzia dal divorzio per i seguenti motivi:

1) Non determina lo scioglimento del vincolo, per cui i coniugi non possono contrarre nuovo matrimonio.
2) Ha carattere transitorio poiché i coniugi possono riconciliarsi in qualunque momento.

La legge disciplina i rapporti personali e patrimoniali tra i coniugi, fissando una serie di diritti e doveri reciproci.
È infatti sancito che “il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, di modo che, il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti ed assumono gli stessi doveri concordando, tra loro, l’indirizzo della vita familiare avendo, ognuno di loro, il potere di attuare l’indirizzo concordato”.
In merito agli obblighi che derivano dal matrimonio, la legge dispone che:

1) vi è l’obbligo reciproco di coabitazione (normale convivenza, comunione della casa coniugale e di vita sessuale);
2) fedeltà (obbligo per i coniugi di astenersi dai rapporti sessuali con altre persone)
3) assistenza e collaborazione (assistenza morale ed assistenza materiale)
4) contribuzione (ognuno dei coniugi deve contribuire in base alle proprie sostanze, capacità lavorativa e di lavoro casalingo) ai bisogni della famiglia.
5) Obbligo di mantenere, educare ed istruire i figli tenendo conto delle loro inclinazioni, capacità ed ispirazioni.

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ALTEDO MALALBERGO BARICELLA DEVI SEPARARTI?

Quando ci si deve separare con figlio minorenne è importante sapere che ogni bambino reagisce a modo suo alla notizia della separazione dei genitori, a seconda dell’età, del carattere, della personalità. Alla tristezza iniziale, comune a tutti, può far seguito una grande rabbia o, per contro, una sorta di apatia che sembra non celare alcuna emozione. In altri casi, i bambini diventano bambini perfetti, pensando che, in questo modo, riusciranno in qualche modo a salvare la situazione familiare. Separarsi con figlio fa sorgere anche obblighi di mantenimento verso la prole. Questi obblighi sono codificati nell’art. 147 c.c. rubricato con il titolo di “Doveri verso i figli” il quale dispone che “Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli”. Anche se l’art. 147 c.c. fa riferimento ai figli nati durante il matrimonio, oggi, anche dopo la riforma ex legge del 10 dicembre 2012 n, 219, relativa alla sostanziale equiparazione dei figli nati durante o fuori dal matrimonio, si può dire che tali obblighi sorgono sempre a favore dei figli ed a carico dei genitori.

3 CONSIGLI

1)CERCARE DI ARRIVARE A UNA SEPARAZIONE CONSENSUALE

2)EVITARE LA SEPARAZIONE SE SI PUO’

3)NON LITIGARE

3 NOVITA’

1TEMPI BREVI

2) UN AVVOCATO ESPERTO

3)NEGOZIAZIONE ASSISTITA

3 PROBLEMATICHE

1)CASA CONIUGALE

2)AFFIDO FIGLI

Nel complesso iter giuziale, dall’inizio sino al suo compimento, devono essere tutelati e protetti i diritti dei componenti più deboli del nucleo familiare, quelli ai quali la Costituzione stessa e importanti convenzioni internazionali si rivolgono per la salvaguardia della loro tutela, ovvero i figli minori. Lo studio legale degli avvocati divorzisti ha un’esperienza consolidata che permette di attingere a ogni possibilità fornita dall’ordinamento giuridico a favore dei minori, sia in ambito civile che in sede penale, sia contro il comportamente del coniuge che non ottempera all’ordinanza del presidente del tribunale civile ove vengono statuiti i propri obblighi, sia in sede di rivalsa per il mancato mantenimento sia materiale che affettivo nei confronti dei figli.

3)ASSEGNO MANTENIMENTO

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AVVOCATO PENALE BOLOGNA? AVVOCATO ASSISTENZA GIUDIZIARIA PENALE BOLOGNA SERGIO ARMAROLI

 

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  • Il processo penale ruota attorno a punti estremamente delicati, perché incide sulla libertà personale dei soggetti coinvolti nella causa.
  • Il primo è innanzitutto la Libertà. Il diritto inviolabile della libertà non ammette forme di detenzione, ispezione o perquisizione, né qualsiasi altra restrizione, se non per atto motivato dell’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge, che stabilisce anche i limiti massimi della carcerazione preventiva.
  • Diverse sono le aree del diritto penale nelle quali lo Studio AVVOCATO ASSISTENZA GIUDIZIARIA PENALE BOLOGNA ha sviluppato particolare competenza:

  • AVVOCATO ASSISTENZA GIUDIZIARIA PENALE BOLOGNA reati contro la persona: dai reati contro l’integrità fisica ai reati contro la libertà personale, morale e sessuale (lesioni personali, ingiuria, diffamazione, stalking…);

  • AVVOCATO ASSISTENZA GIUDIZIARIA PENALE BOLOGNA reati contro il patrimonio (furto, truffa, usura, ricettazione, riciclaggio…);

  • AVVOCATO ASSISTENZA GIUDIZIARIA PENALE BOLOGNA reati commessi in violazione del T.U. sulle sostanze stupefacenti ed in violazione della legge sulle attività sportive e sul doping;

    avvocato penalista Bologna
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  • AVVOCATO ASSISTENZA GIUDIZIARIA PENALE BOLOGNA reati informatici, quali la frode informatica, il danneggiamento di dati, informazioni, programmi e sistemi informatici, nonché l’abuso di carte magnetiche;

  • AVVOCATO ASSISTENZA GIUDIZIARIA PENALE BOLOGNA reati societari, fallimentari e tributari: reati collegati all’esercizio di società(come l’aggiotaggio, le false comunicazioni sociali e l’insider trading), reato di bancarotta e reati  in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto;

  • AVVOCATO ASSISTENZA GIUDIZIARIA PENALE BOLOGNA responsabilità da reato degli enti ex d.lgs. n. 231 del 2001,

  • AVVOCATO ASSISTENZA GIUDIZIARIA PENALE BOLOGNA reati in materia ambientale ed urbanistica,

  • AVVOCATO ASSISTENZA GIUDIZIARIA PENALE BOLOGNA responsabilità professionale medica,

  • AVVOCATO ASSISTENZA GIUDIZIARIA PENALE BOLOGNA reati in materia di circolazione stradale.

 

 

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AVVOCATO ASSISTENZA GIUDIZIARIA PENALE BOLOGNA, tra gli avvocati penali Bologna vi è l’avvocato Sergio Armaroli, 25 anni di esperienza sul campo.

AVVOCATO ASSISTENZA GIUDIZIARIA PENALE BOLOGNA

– reati contro la persona ed il patrimonio

– reati in ambito familiare

– reati contro la Pubblica Amministrazione

– reati fallimentari, tributari, societari

– ambiente, urbanistica, sicurezza sul lavoro

– responsabilità per colpa

– responsabilità medica

– misure di prevenzione

– cassazione penale

– esecuzione penale

AVVOCATI PENALI BOLOGNA avvocato SERGIO ARMAROLI  5 MOTIVI PER CHIAMARMI 1)AVVOCATO SERGIO ARMAROLI 2) CORTESIA 3) PREPARAZIONE 4) IMPEGNO E STUDIO 5) NON MOLLA MAI

AVVOCATI PENALI BOLOGNA avvocato SERGIO ARMAROLI  5 MOTIVI PER CHIAMARMI 1)AVVOCATO SERGIO ARMAROLI 2) CORTESIA 3) PREPARAZIONE 4) IMPEGNO E STUDIO 5) NON MOLLA MAI

Affidati ad uno Studio Legale formato da esperti avvocati con anni di esperienza nel Diritto Penale a Bologna Rimini Milano Forli Cesena ravenna venezia . Se cerchi un Avvocato PenalistaBologna , allora sei nel posto giusto.

 

 

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Lo Studio Penale ha un’esperienza pluriennale nell’ambito del contenzioso penale, avendo fornito assistenza e difesa nell’ambito di procedimenti di rilievo . Le competenze acquisite consentono di affrontare in modo preciso ed efficace qualsiasi risvolto della vicenda penale affidata dal Cliente (sia esso persona fisica o giuridica

L’attività professionale comprende l’esame e lo studio degli atti, la ricerca e la selezione dei documenti, l’investigazione difensiva, le consultazioni con il Cliente, con colleghi e consulenti tecnici, i colloqui in carcere, la definizione della strategia e la partecipazione alle udienze innanzi a tutte le Autorità Giudiziarie.

Avvocati penali  Bologna mette a tua completa disposizione tutta la nostra competenza e professionalitá nel Diritto Penale.

Avvocati penali  Bologna, tra gli avvocati penali Bologna vi è l’avvocato Sergio Armaroli, 25 anni di esperienza sul campo.

Avvocati Penali Bologna Principali aree d’intervento:

reati contro la persona ed il patrimonio

– reati in ambito familiare

– reati contro la Pubblica Amministrazione

– reati fallimentari, tributari, societari

– ambiente, urbanistica, sicurezza sul lavoro

– responsabilità per colpa

– responsabilità medica

– misure di prevenzione

– cassazione penale

– esecuzione penale

  • Avvocati penali Bologna Abuso d’ufficio Avvocati penali Bologna Appropriazione indebita Avvocati penali Bologna Associazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (Art. 74 Legge Stupefacenti) Avvocati penali Bologna Avvocati penali BolognaAtti sessuali con minorenne Avvocati penali Bologna Bancarotta semplice e fraudolenta Avvocati penali Bologna Calunnia Avvocati penali Bologna Concussione Avvocati penali Bologna Confisca e sequestri Avvocati penali Bologna Corruzione Avvocati penali Bologna Danneggiamento Avvocati penali Bologna Detenzione di materiale pedopornografico Avvocati penali Bologna Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (Art. 73 Legge Stupefacenti) Avvocati penali Bologna DiffamazioneEsecuzione della pena e misure alternative alla detenzione Avvocati penali Bologna Esercizio arbitrario delle proprie ragioni Avvocati penali Bologna Estorsione Avvocati penali Bologna EvasioneFalsa testimonianza Falsità materiale o ideologica in atti o certificazioni Avvocati penali Bologna Favoreggiamento Avvocati penali Bologna Furto Avvocati penali Bologna Guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti Impiego di denaro o beni di provenienza illecita Indagini difensive  Avvocati penali Bologna Intestazione fittizia di beni Lesioni personali volontarie o colpose Avvocati penali Bologna Maltrattamenti in famigliaMinaccia Misure di sicurezza e di prevenzione Avvocati penali Bologna Occupazione di edifici Avvocati penali Bologna Omicidio volontario, preterintenzionale o colposo  Avvocati penali Bologna Omissione di soccorso Avvocati penali Bologna Peculato Avvocati penali Bologna Prostituzione e pornografia minorile Avvocati penali Bologna Rapina Reati edilizi Avvocati penali Bologna Reati fallimentari Avvocati penali Bologna Reati fiscali e tributari Avvocati penali Bologna Reati legati all’esercizio dell’attivita professionale medica (Colpa medica – Malpractice) Avvocati penali Bologna Reati minorili  Avvocati penali Bologna Resistenza a pubblico ufficiale Avvocati penali Bologna Ricettazione Avvocati penali Bologna Riciclaggio Avvocati penali Bologna Ricorso per Cassazione avverso provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria penale Avvocati penali Bologna Rissa Sequestro di persona Avvocati penali Bologna Staling Avvocati penali Bologna Truffa Avvocati penali Bologna Uso di atti falsi Avvocati penali Bologna Usura Avvocati penali Bologna Violazione degli obblighi di assistenza familiare Violazione di domicilio Violenza sessuale

  1. Gli ambiti di operatività ricoprono tutti i settori del diritto penale ed in particolare:
  2. Delitti Contro La Persona Avvocati penali Bologna
  3. Delitti Contro La P.A. Avvocati penali Bologna
  4. Delitti Contro Il Patrimonio Avvocati penali Bologna
  5. Reati Sessuali Avvocati penali Bologna
  6. Reati Economici E Societari Avvocati penali Bologna
  7. Reati Finanziari Avvocati penali Bologna
  8. Reati Fallimentari Avvocati penali Bologna
  9. Reati Contro La Salute E Sicurezza Sul Lavoro Avvocati penali Bologna
  10. Reati Informatici Avvocati penali Bologna
  11. Reati Ambientali Avvocati penali Bologna
  12. Reati Urbanistici Avvocati penali Bologna
  13. Reati Tributari Avvocati penali Bologna
  14. Reati In Materia Di Stupefacenti Avvocati penali Bologna

Diritto penale dell’impresa Avvocati penali Bologna

  • Reati fallimentari, societari, tributari e doganali Avvocati penali Bologna
  • Reati bancari e finanziari Avvocati penali Bologna
  • Consulenza in tema di voluntary disclosure Avvocati penali Bologna
  • Tutela penale della concorrenza Avvocati penali Bologna
  • Reati in tema di marchi e brevetti Avvocati penali Bologna
  • Ambiente, urbanistica, sicurezza sul lavoro Avvocati penali Bologna
  • Reati in tema di sicurezza alimentare Avvocati penali Bologna
  • Reati  informatici Avvocati penali Bologna
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DIVORZIO BOLOGNA!!! 1)AVVOCATO ESPERTO 2) AVVOCATO CHE ASCOLTA IL CLIENTE 3) PREVENTIVO SCRITTO SEMPRE!!!!

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DIVORZIO BOLOGNA!!! 1)AVVOCATO ESPERTO 2) AVVOCATO CHE ASCOLTA IL CLIENTE 3) PREVENTIVO SCRITTO SEMPRE!!!!

Se si è in procinto di affrontare una separazione o un divorzio consensuali, ci si potrebbe interrogare sulla necessità di fare affidamento o meno su un avvocato matrimonialista.

Il divorzio congiunto è una procedura giudiziaria con la quale si persegue l’obiettivo dello scioglimento del matrimonio. La “particolarità” rispetto agli altri procedimenti che hanno come obiettivo quello di conseguire una simile finalità, è legata al fatto che la procedura è avviata consensualmente da entrambi i coniugi, dopo aver stabilito di comune accordo le condizioni che dovranno disciplinare la fine del proprio vincolo coniugale (a titolo di esempio non esaustivo: la gestione dei beni comuni, il mantenimento, le visite ai figli, e così via).

DIVORZIO BOLOGNA!!! 1)AVVOCATO ESPERTO 2) AVVOCATO CHE ASCOLTA IL CLIENTE 3) PREVENTIVO SCRITTO SEMPRE!!!!
DIVORZIO BOLOGNA!!! 1)AVVOCATO ESPERTO 2) AVVOCATO CHE ASCOLTA IL CLIENTE 3) PREVENTIVO SCRITTO SEMPRE!!!!

Decorsi 6 mesi, in caso di separazione consensuale,

 

e 12 mesi in caso di separazione giudiziale, dal giorno dell’udienza presidenziale, può essere iniziata la procedura di divorzio. Prima del divorzio e in caso di circostanze sopravvenute le parti possono di nuovo adire il Tribunale per la modifica dei patti della separazione ex art. 710 c.p.c..
Il divorzio stabilisce lo scioglimento del matrimonio civile o la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario. La pronuncia del divorzionon incide, però, sul sacramento religioso. 

La legislazione relativa alla separazione consensuale e al divorzio consensuale è stata modificata di recente dal decreto legge n. 132 del 12 settembre del 2014, il cosiddetto decreto Sblocca Italia, che ha reso possibile ottenere, con l’assistenza di un avvocato, non solo la separazione e il divorzio consensuali, ma anche la modifica delle condizioni previste per la separazione o per il divorzio. In virtù del divorzio consensuale, tale possibilità può essere sfruttata in tempi celeri, molto più veloci rispetto a quel che accadeva in passato, in virtù di una procedura che è stata semplificata in misura considerevole.

Non c’è bisogno del tribunale

Come potrebbe spiegare qualsiasi avvocato matrimonialista, la separazione e il divorzio consensuali possono essere ottenuti addirittura senza che vi sia la necessità di coinvolgere un tribunale: nel giro di pochi giorni si usufruisce della risoluzione desiderata. Tutto quel che bisogna fare è contattare un avvocato matrimonialista, in modo tale da pervenire a un accordo di negoziazione assistita: con questa procedura non c’è più bisogno di depositare un ricorso in tribunale. In pratica, al posto della sentenza di separazione o di divorzio consensuali, è sufficiente un accordo di negoziazione assistita da un avvocato, a patto che lo stesso venga firmato da tutti e due i coniugi.

Perché contattare un avvocato

Rivolgendosi allo Studio legale dell’Avvocato Sergio Armaroli o a un altro avvocato, si può approfittare di una procedura decisamente breve: spetta all’avvocato stesso, poi, trasmettere l’accordo di negoziazione assistita al Comune presso il quale il matrimonio era stato iscritto o trascritto. Si tratta di un’esecuzione che richiede poco tempo, e che per altro si fa apprezzare per i costi contenuti che presuppone, di certo più bassi rispetto alle spese che sarebbe necessario sostenere nel caso in cui si optasse per una procedura in tribunale. Con poche centinaia di euro per coniuge ce la si cava: vale la pena di pensarci.

Anche se il divorzio è consensuale, non si può pensare di scegliere un avvocato solo: ognuna delle due parti ha bisogno dell’assistenza di un legale diverso. In verità questa regola appare un po’ in contrasto con il desiderio di rendere le procedure più semplici e più rapide, soprattutto se si pensa al fatto che per le richieste di separazione o di divorzio consensuali che vengono proposte in tribunale non è da escludere la possibilità che lo stesso legale presti la propria assistenza a tutti e due i coniugi. D’altro canto, è pur vero che, non essendo coinvolto il controllo di un giudice, la presenza di due legali fa sì che venga osservata – almeno in linea teorica – la tutela degli interessi di entrambe le parti. Nell’accordo è indispensabile dichiarare che gli avvocati hanno informato i coniugi della possibilità di ricorrere alla mediazione familiare, hanno provato a conciliare le parti e hanno messo in evidenza l’importanza per i figli minorenni di passare del tempo coi genitori.

Cosa succede se ci sono i figli

Il divorzio o la separazione consensuali in presenza di figli seguono le stesse regole delle procedure previste per le coppie senza figli: ciò vuol dire che anche in questo caso è prevista la possibilità di fare riferimento alla negoziazione assistita da un avvocato, sia che ci siano dei figli minorenni, sia che ci siano dei figli maggiorenni ma incapaci o non autosufficienti dal punto di vista economico. La sola differenza di cui è bene tenere conto è che in tale circostanza è necessario trasmettere l’accordo a cui si perviene al Procuratore della Repubblica del tribunale competente, entro dieci giorni, al fine di ottenere la relativa autorizzazione. Il Procuratore, a sua volta, in questa fase è tenuto ad accertare che l’accordo raggiunto permetta di tutelare e favorire l’interesse della prole; dopodiché, in caso di esito positivo, l’accordo viene inviato dal Procuratore al Presidente del tribunale entro cinque giorni, e a quel punto non devono passare più di trenta giorni prima che venga stabilita un’udienza per la comparizione delle parti.

Nel caso in cui la coppia che vuole separarsi o divorziare in maniera consensuale abbia figli maggiorenni non incapaci o portatori di handicap, occorre che l’accordo venga trasmesso al Procuratore della Repubblica, il quale si limita a dare il nulla osta.

 

SEPARAZIONE MARITO MOGLIE  CON GIUDIZIO,BOLOGNA  3 MOTIVI PER NON LITIGARE La fine di un matrimonio per tutti è dolorosa, lo so , e ti capisco ma non sempre  anzi quasi mai conviene prendersi di petto.

SEPARAZIONE MARITO MOGLIE  CON GIUDIZIO,BOLOGNA  3 MOTIVI PER NON LITIGARE

SEPARAZIONE MARITO MOGLIE  CON GIUDIZIO,BOLOGNA  3 MOTIVI PER NON LITIGARE

La fine di un matrimonio per tutti è dolorosa, lo so , e ti capisco ma non sempre  anzi quasi mai conviene prendersi di petto.

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SEPARAZIONE MARITO MOGLIE  CON GIUDIZIO,BOLOGNA  3 MOTIVI PER NON LITIGARE La fine di un matrimonio per tutti è dolorosa, lo so , e ti capisco ma non sempre  anzi quasi mai conviene prendersi di petto.
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Credimi la colpa difficilmente è solo di uno dei due

Poi parlare di colpe nella separazione a parte i casi di addebito della stessa non ha senso perché quello che serve è trovare soluzioni, ripeto soluzioni .

CHIAMA MI E TROVEREMO UNA SOLUZIONE  AVVOCATO SEPARAZIONI BOLOGNA SERGIO ARMAROLI 051 6447838

La separazione e il divorzio possono essere consensuali o giudiziali, a seconda che i coniugi trovino o meno un accordo sulle condizioni, aventi ad oggetto, in particolare, l’affidamento dei figli ed il loro mantenimento, l’assegnazione della casa familiare e l’eventuale diritto al mantenimento del coniuge economicamente più debole.

Le controversie di diritto di famiglia costituiscono materia particolarmente delicata, poiché strettamente connesse agli aspetti più importanti della vita di ciascun individuo e, pertanto, devono essere trattate da un avvocato esperto

COSA SUCCEDE QUANDO SI VA DALL’AVVOCATO PER UNA SEPARAZIONE ?

Personalmente chiedo se vi è un motivo particolar eper cui la coppia si separa e se la crisi puo’ essere risolta senza rottura del legame famigliare.

Poi ascoltando i clienti trovo o propongo una soluzione consensuale alla separazione che vada bene a entrambi i coniugi

Separazione consensuale e giudiziale; l’addebito Bologna
Effetto della riconciliazione dei coniugi Bologna

Affidamento condiviso ed esclusivo dei figli Bologna

Mantenimento dei figli e assegnazione della casa coniugale Bologna

Garanzie relative al pagamento dell’assegno di mantenimento Bologna

Trasferimento dei beni mobiliari e immobiliari Bologna

Modifica delle condizioni di separazione Bologna

Il coniuge che abbia aderito alla domanda di cessazione degli effetti civili del matrimonio formulata dall’altro coniuge, tramite l’avvocato divorzista, non ha interesse ad impugnare la conseguente sentenza dichiarativa sul presupposto dell’intervenuto annullamento del vincolo in sede ecclesiastica, il cui giudizio e’ autonomo rispetto a quello ordinario, sicche’ nessuna interferenza puo’ ipotizzarsi tra le due sentenze, aventi natura, presupposti e finalita’ diverse, nonche’ destinate ad avere rilievo in ordinamenti distinti, tanto piu’ che dall’eventuale accoglimento del gravame non puo’ derivare alcuna utilita’ giuridica alla parte che lo propone, che e’ configurabile solo in caso di soccombenza, almeno parziale, e non anche nell’ipotesi di adesione alla domanda di controparte. (Cassazione civile, sez. I, 11/09/2015, n. 17969).

separazione personale dei coniugi tribunale ologna

Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 06/09/2021, n. 24049

In tema di separazione personale dei coniugi, l’attitudine al lavoro proficuo dei medesimi, quale potenziaie capacità di guadagno, costituisce elemento valutabile ai fini della determinazione della misura dell’assegno di mantenimento da parte del giudice, qualora venga riscontrata in termini di effettiva possibilità di svolgimento di un’attività lavorativa retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale e ambientale e con esclusione di mere valutazioni astratte e ipotetiche; dovendo pertanto il giudice del merito tenere conto non soltanto dei redditi in denaro ma anche di tutte le utilità o capacità del coniuge suscettibili di valutazione economica, non è possibile limitare l’accertamento giudiziale al dato del mancato svolgimento, da parte del coniuge stesso, di un’attività lavorativa.

Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 21/07/2021, n. 20858 (rv. 661830-01)

FAMIGLIA – Matrimonio – Separazione personale dei coniugi – Effetti – Abitazione – Separazione dei coniugi – Assegnazione della casa familiare – Rilevanza ai fini della determinazione dell’assegno di mantenimento del coniuge – Comproprietario dell’immobile – Sussistenza – Fondamento – FAMIGLIA – Matrimonio – Separazione personale dei coniugi – Effetti – Assegno di mantenimento – In genere – In genere

In materia di quantificazione dell’assegno di mantenimento a seguito della separazione dei coniugi, deve attribuirsi rilievo anche all’assegnazione della casa familiare che, pur essendo finalizzata alla tutela della prole e del suo interesse a permanere nell’ambiente domestico, indubbiamente costituisce un’utilità suscettibile di apprezzamento economico, come del resto espressamente precisato dall’art. 337 sexies c.c., e tale principio trova applicazione anche qualora il coniuge separato assegnatario dell’immobile ne sia comproprietario, perché il suo godimento del bene non trova fondamento nella comproprietà del bene, ma nel provvedimento di assegnazione, opponibile anche ai terzi, che limita la facoltà dell’altro coniuge di disporre della propria quota dell’immobile e si traduce in un pregiudizio economico, anch’esso valutabile ai fini della quantificazione dell’assegno dovuto. (Rigetta, CORTE D’APPELLO CATANZARO, 23/10/2015)

Nel giudizio di separazione o di divorzio, in cui il genitore convivente con il figlio maggiorenne agisca per ottenere il rimborso di quanto versato per il mantenimento di questi ovvero la determinazione del contributo per il futuro, è ammissibile l’intervento anche del predetto figlio, per far valere un diritto relativo all’oggetto della controversia o eventualmente in via adesiva, trattandosi di posizioni giuridiche meritevoli di tutela ed intimamente connesse, che comportano la legittimazione ad agire, la cui esistenza è da riscontrare esclusivamente alla stregua della fattispecie giuridica prospettata dall’azione, prescindendo dalla effettiva titolarità del rapporto dedotto in causa; inoltre, detto intervento assolve, altresì, ad un’opportuna funzione di ampliamento del contraddittorio, consentendo al giudice di provvedere in merito all’entità del versamento, anche in forma ripartita, del contributo al mantenimento. (Cassa con rinvio, CORTE D’APPELLO PERUGIA, 04/04/2017)

l sistema della legge, con riguardo all’assegno in caso di separazione dei coniugi, concentra nelle decisioni da rendersi a norma dell’art. 156 c.c., commi 2 e 7, la ponderazione dei fattori, quali pignoramenti sulle somme erogate al coniuge obbligato, che limitano la disponibilità di quest’ultimo. Si delineano, in altri termini, due ambiti di valutazione ben distinti, entrambi rimessi al giudice: il primo, suscettibile di essere posto in discussione in caso di sopravvenienza di giustificati motivi (art. 156 c.c., comma 7), è preordinato alla individuazione dell'”entità della somministrazione” di cui all’art. 156 c.c., comma 2, ed esige l’apprezzamento dei redditi delle parti e degli altri elementi fattuali di ordine economico, o comunque apprezzabili in termini economici, diversi dal reddito ed idonei ad incidere sulle condizioni economiche delle parti; il secondo, parimenti soggetto a revisione in base al comma 7 cit., trova fondamento nell’art. 156 c.c., comma 6, norma cui è estranea alcuna predeterminazione del limite entro cui va operata la distrazione, e che implica, in via esclusiva, un apprezzamento in ordine all’idoneità del comportamento dell’obbligato a suscitare dubbi circa l’esattezza e la regolarità del futuro adempimento, e quindi a frustrare le finalità proprie dell’assegno di mantenimento che è stato concesso.

FAMIGLIA – Matrimonio – Separazione personale dei coniugi – Procedimento – Intervento p.m. – Provvedimenti – In genere – Mantenimento dei figli minori – Affidamento etero-familiare – Poteri del giudice “ex officio” di condanna dei genitori al pagamento di somme in favore del terzo affidatario – Esclusione – Fondamento

Nel giudizio avente ad oggetto la definizione dei rapporti personali e patrimoniali tra i coniugi successivamente al divorzio o alla separazione, nel caso in cui sia disposto il collocamento del minore in affidamento etero familiare presso terzi, il giudice, senza una domanda del soggetto che ne avrebbe interesse, non può pronunciare, d’ufficio, la condanna dei genitori a corrispondere somme a titolo di mantenimento (a copertura delle spese anticipate per l’accoglienza, l’accudimento e l’educazione in ambiente comunitario) a favore di detti terzi (nella specie i servizi sociali di un Comune) atteso che l’obbligo di mantenimento del figlio minore gravante su ciascun genitore si configura in termini di rimborso della quota dovuta da uno dei genitori a favore dell’altro genitore che ha provveduto per intero al mantenimento del figlio. (Cassa con rinvio, CORTE D’APPELLO VENEZIA, 04/08/2017)

Cass. civ., Sez. Unite, 29/07/2021, n. 21761

Sono valide le clausole dell’accordo di divorzio a domanda congiunta, o di separazione consensuale, che riconoscano ad uno o ad entrambi i coniugi la proprietà esclusiva di beni immobili, o di altri diritti reali, o operino il trasferimento a favore di uno di essi, o dei figli, per assicurarne il mantenimento; tale accordo di divorzio o di separazione, in quanto inserito nel verbale d’udienza, redatto da un ausiliario del giudice e destinato a far fede di ciò che in esso è attestato, assume forma di atto pubblico secondo l’art. 2699 c.c. e, ove implichi il trasferimento di diritti reali immobiliari, costituisce, dopo la sentenza di divorzio resa ai sensi dell’art. 4, comma 16, L. n. 898 del 1970, che, in relazione alle pattuizioni aventi ad oggetto le condizioni inerenti alla prole e ai rapporti economici, ha valore di pronuncia dichiarativa, ovvero dopo l’omologazione che lo rende efficace, valido titolo per la trascrizione ai sensi dell’art. 2657 c.c. La validità dei trasferimenti immobiliari presuppone l’attestazione, da parte del cancelliere, che le parti abbiano prodotto gli atti e rese le dichiarazioni di cui all’art. 29, comma 1-bis, L. n. 52 del 1985 e non produce nullità del trasferimento, il mancato compimento, da parte dell’ausiliario, dell’ulteriore verifica circa l’intestatario catastale dei beni trasferiti e la sua conformità con le risultanze dei registri immobiliari.

MALASANITA’ DaNNo RIsaRCImento OPERAZIONI DI ROUTINE PROVA SUPERAMENTO Attenzione

  • OPERAZIONE DI ROUTINE COME SI PROVA IL DANNO?
  • CHI DEVE  DARE LA PROVA DEL DANNO?
  • SI PERCHE’ NONBASTA CHIEDERE OCCORRE PROVARE 

in caso di prestazione professionale medico-chirurgica di “routine”, spetta al professionista superare la presunzione che le “complicanze” siano state determinate da omessa o insufficiente diligenza professionale o da imperizia, dimostrando che siano state, invece, prodotte da un evento imprevisto ed imprevedibile secondo la diligenza qualificata in base alle conoscenze tecnico-scientifiche del momento.

QUANDO IL GIUDICE PUO’ ESCLUDERE TALE IPOTESI?

Ne consegue che il giudice, al fine di escludere la responsabilità del medico nella suddetta ipotesi, non può limitarsi a rilevare l’accertata insorgenza di “complicanze intraoperatorie”, ma deve, altresì, verificare la loro eventuale imprevedibilità ed inevitabilità, nonchè l’insussistenza del nesso causale tra la tecnica operatoria prescelta e l’insorgenza delle predette complicanze, unitamente all’adeguatezza delle tecniche scelte dal chirurgo per porvi rimedio (cfr. Corte cass. Sez. 3, Sentenza n. 20806 del 29/09/2009; id. Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 17694 del 29/07/2010; id. Sez. 3, Sentenza n. 13328 del 30/06/2015; id. Sez. 3, Sentenza n. 12516 del 17/06/2016). 

Pertanto l’affermazione contenuta in sentenza, riproduttiva dell’elaborato peritale depositato dall’ausiliario, secondo cui la lesione costituisce un evento insopprimibile (quand’anche prevedibile, comunque inevitabile), risulta totalmente carente di supporto esplicativo, tanto più considerando che la nozione di una “conseguenza inevitabile” determinata della corretta esecuzione della manovra operatoria non si concilia con la rilevazione statistica dell’evento lesivo soltanto “nell’1%(percento)” dei casi (pertanto alla esecuzione dell’intervento con metodo laparoscopico consegue “normalmente” un risultato favorevole, sicchè, in assenza di specifici fattori che determinino in modo autonomo l’anomalia del risultato, quest’ultima non può che essere ricondotta alla errata manovra del medico chirurgo).

La apparenza dell’argomentazione non viene colmata neppure dalla successiva osservazione del CTU, secondo cui diverse volte la causa della lesione rimane inspiegabile, ed in più di metà dei casi la lesione si verifica “durante le manovre per riconoscere ed isolare il cistico e per staccare la colecisti dalla via biliare”, nè assolve al requisito minimo motivazionale richiesto dall’art. 111 Cost., comma 6, la illustrazione di ipotetiche possibilità di lesione in circostanze particolari (estrema sottigliezza del dotto cistico) indicate esemplificativamente e che, quindi, non appaiono riferibili al caso concreto. 

NOTA BENE massima Attenzione

Occorre premettere che deve ritenersi definitivamente acquisito nella giurisprudenza di legittimità (cfr. Corte cass. Sez. 3, Sentenza n. 18513 del 03/09/2007; id. Sez. 3, Sentenza n. 7237 del 30/03/2011; id. Sez. 3, Sentenza n. 20984 del 27/11/2012; id. Sez. 3, Sentenza n. 25764 del 15/11/2013; id. Sez. 3, Sentenza n. 14642 del 14/07/2015)

Afferma

 la manifestazione del consenso informato alla prestazione sanitaria, costituisce esercizio di un autonomo diritto soggettivo all’autodeterminazione, riferito alla persona fisica (la quale in piena libertà e consapevolezza sceglie di sottoporsi a terapia farmacologica o ad esami clinici e strumentali, o ad interventi o trattamenti anche invasivi, laddove comportino costrizioni o lesioni fisiche ovvero alterazioni di natura psichica, in funzione della cura e della eliminazione di uno stato patologico preesistente o per prevenire una prevedibile patologia od un aggravamento della patologia futuri), che – se pure connesso – deve essere tuttavia tenuto nettamente distinto – sul piano del contenuto sostanziale – dal diritto alla salute, ossia dal diritto del soggetto alla propria integrità psico-fisica (cfr. Corte costituzionale, sentenza 23.12.2008 n. 438 “….il consenso informato, inteso quale espressione della consapevole adesione al trattamento sanitario proposto dal medico, si configura quale vero e proprio diritto della persona e trova fondamento nei principi espressi nell’art. 2 Cost., che ne tutela e promuove i diritti fondamentali, e negli artt. 13 e 32 Cost., i quali stabiliscono, rispettivamente, che “la libertà personale è inviolabile”, e che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.

Ed ancora

 La circostanza che il consenso informato trova il suo fondamento negli artt. 2, 13 e 32 Cost. pone in risalto la sua funzione di sintesi di due diritti fondamentali della persona: quello all’autodeterminazione e quello alla salute, in quanto, se è vero che ogni individuo ha il diritto di essere curato, egli ha, altresì, il diritto di ricevere le opportune informazioni in ordine alla natura e ai possibili sviluppi del percorso terapeutico cui può essere sottoposto, nonchè delle eventuali terapie alternative; informazioni che devono essere le più esaurienti possibili, proprio al fine di garantire la libera e consapevole scelta da parte del paziente e, quindi, la sua stessa libertà personale, conformemente all’art. 32, secondo comma, della Costituzione….”). Al diritto indicato corrisponde l’obbligo del medico (di fonte contrattuale o derivante dalla analoga obbligazione ex lege che comporta il cd. “contatto sociale”: cfr. Corte cass. Sez. 3, Sentenza n. 2847 del 09/02/2010) di fornire informazioni dettagliate, in quanto strettamente strumentale a rendere consapevole il paziente della natura dell’intervento medico e/o chirurgico, della sua portata ed estensione, dei suoi rischi, dei risultati conseguibili e delle possibili conseguenze negative (cfr. Corte cass. Sez. 3, Sentenza n. 20984 del 27/11/2012; id. Sez. 3, Sentenza n. 27751 del 11/12/2013). Con la conseguenza che, in applicazione della regola del riparto dell’onere della prova, viene a gravare sul medico, in caso di contestazione del paziente, la dimostrazione di aver fornito tutte le indicazioni necessarie a compiere la scelta consapevole, e dunque di aver correttamente adempiuto all’obbligo informativo preventivo (cfr. Corte cass. Sez. 3, Sentenza n. 20984 del 27/11/2012; id. Sez. 3, Sentenza n. 19220 del 20/08/2013), mentre, nel caso in cui tale prova non venga fornita e dunque sussista inadempimento colpevole (il cui accertamento è del tutto indipendente dalla corretta esecuzione della terapia somministrata o dell’intervento chirurgico o dall’eventuale danno alla salute ad essi conseguito), occorrerà distinguere ai fini della valutazione della fondatezza della domanda risarcitoria proposta dal paziente, l’ipotesi in cui alla omessa informazione (od al consenso non idoneamente acquisito dal paziente: Corte cass. Sez. 3, Sentenza n. 24791 del 08/10/2008) sia conseguito un danno alla salute che costituisca esito non attendibile dalla prestazione tecnica se correttamente eseguita – e quindi imputabile a colpa professionale -, nel qual caso la mancanza del consenso informato si inserirà nella serie causale produttiva del danno non patrimoniale, dalla ipotesi in cui, invece, il peggioramento della salute corrisponda ad un rischio attendibile e cioè ad un esito infausto prevedibile “ex ante” nonostante la esatta esecuzione della prestazione tecnica-sanitaria che si rendeva comunque necessaria, nel qual caso, ai fini dell’accertamento del danno, graverà sul paziente l’onere della prova, anche tramite presunzioni, che il danno alla salute è dipeso causalmente dal fatto che, ove compiutamente informato, egli avrebbe verosimilmente rifiutato l’intervento, non potendo altrimenti ricondursi all’inadempimento dell’obbligo di informazione alcuna rilevanza causale sul danno alla salute (cfr. Corte cass. Sez. 3, Sentenza n. 2847 del 09/02/2010; id. Sez. 3, Sentenza n. 20984 del 27/11/2012, secondo cui “il rispetto dell’autodeterminazione del paziente – che è ciò che si vuole tutelare, con il conseguente risarcimento del danno per mancato consenso – deve essere valutato in concreto, tenendo presenti le reali possibilità di scelta che si ponevano di fronte al paziente, nel caso in cui fosse stato adeguatamente informato”). 

Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Emilia Romagna

Bologna | Ferrara | Forlì-Cesena | Modena | Parma |Piacenza | Ravenna | Reggio Emilia | Rimini

Chieti | L’Aquila | Pescara | Teramo

 

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Friuli-Venezia Giulia

Gorizia | Pordenone | Trieste | Udine

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Lazio – Latium

Frosinone | Latina | Rieti | Roma – Rome | Viterbo

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Liguria

Genova – Genoa | Imperia | La Spezia | Savona Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

 

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO

Lombardia – Lombardy

Bergamo | Brescia | Como | Cremona | Lecco | Lodi |Mantova – Mantua | Milano – Milan | Monza-Brianza | Pavia |Sondrio | Varese

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Marche

Ancona | Ascoli Piceno | Fermo | Macerata | Pesaro-Urbino

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Molise

Campobasso | Isernia

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Piemonte – Piedmont

Alessandria | Asti | Biella | Cuneo | Novara | Turin |Verbano-Cusio-Ossola | Vercelli

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Puglia – Apulia

Bari | Barletta-Andria-Trani | Brindisi | Foggia | Lecce |Taranto

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Sardegna – Sardinia

Cagliari | Carbonia Iglesias | Medio Campidano | Nuoro |Ogliastra | Olbia Tempio | Oristano | Sassari

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica, Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

 

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Sicilia – Sicily

Agrigento | Caltanissetta | Catania | Enna | Messina |Palermo | Ragusa | Siracusa | Trapani

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Toscana – Tuscany

Arezzo | Firenze – Florence | Grosseto | Leghorn – Livorno |Lucca | Massa-Carrara | Pisa | Pistoia | Prato | Siena

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Trentino – Alto Adige

Bolzano | Trento

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Umbria

Perugia | Terni

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Valle d’Aosta – Aosta Valley

Aosta Valley

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

Veneto

Belluno Padova – Padua | Rovigo | Treviso | Venezia – Venice | Verona | Vicenza

INCIDENTI GRAVI E MORTALI RISARCIMENTO DANNI AVVOCATO ESPERTO Malasanita’ diritti del malato responsabilita’ medica, responsabilita’ sanitaria, intervento chirurgico sbagliato, negligenza medica,

 


Chirurgia

Errori in fase di anestesia, interventi inutili, infezioni da stomie e cateteri, lesioni ed emorragie, errori terapeutici.

Errori in chirurgia

Cardiologia

Eventi ischemici, errata esecuzione dell’intervento, scelte non opportune, gestione errata delle urgenze.

Errori in cardiologia

Neurochirurgia

Lesioni al midollo spinale o alle terminazioni nervose con conseguente paralisi degli arti, emorragie cerebrali.

Errori in neurochirurgia

Ostetricia

Taglio cesareo tardivo, sofferenza fetale, mancanza di esami e monitoraggi, errata somministrazione di farmaci.

Errori in ostetricia

Pronto soccorso

Lunghe ore di attesa, errori in fase di triage, dimissioni anziché ricovero, infarto o ictus non riconosciuti.

Errori in pronto soccorso

Ortopedia

Impianti di protesi non idonee, infezioni, interventi chirurgici non necessari, carenze nel consenso informato.

Errori in ortopedia

SepaRAzioNI BoLoGna 1)Casa ConiuGale 2)quando cessa 3)Obbligo di AssegnaZione Cioè Quando Riavrai La Tua Casa Art. 155-quater.  Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza.

SepaRAzioNI BoLoGna 1)Casa ConiuGale 2)quando cessa 3)Obbligo di AssegnaZione Cioè Quando Riavrai La Tua Casa

SepaRAzioNI BoLoGna 1)Casa ConiuGale 2)quando cessa 3)Obbligo di AssegnaZione Cioè Quando Riavrai La Tua Casa Art. 155-quater.  Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza.
SepaRAzioNI BoLoGna 1)Casa ConiuGale 2)quando cessa 3)Obbligo di AssegnaZione Cioè Quando Riavrai La Tua Casa Art. 155-quater.  Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza.

Art. 155-quater. 
Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza.

SepaRAzioNI BoLoGna 1)Casa ConiuGale 2)quando cessa 3)Obbligo di AssegnaZione Cioè Quando Riavrai La Tua Casa Art. 155-quater.  Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza.
SepaRAzioNI BoLoGna 1)Casa ConiuGale 2)quando cessa 3)Obbligo di AssegnaZione Cioè Quando Riavrai La Tua Casa Art. 155-quater.  Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza.

Il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli. Dell’assegnazione il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerato l’eventuale titolo di proprietà. Il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l’assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio. Il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi ai sensi dell’articolo 2643.

Nella determinazione dell’assegno di separazione a favore della moglie, a norma dell’art, 156, codice civile, inoltre, deve tenersi conto esclusivamente del reddito del marito, tralasciando, se indicati in maniera generica dalla ricorrente, eventuali altri elementi di giudizio quali il tenore di vita, il patrimonio, le entrate correnti, le disponibilità di quote societarie, le proprietà mobiliari e immobiliari dell’obbligato.

La Suprema Corte con sentenza n. 12309 del 06.07.2004 ha statuito che” In materia di separazione e di divorzio, l’assegnazione della casa familiare, malgrado abbia anche riflessi economici, particolarmente valorizzati dall’art. 6, sesto comma, della legge n. 898 del 1970 (come sostituito dall’art. 11 della legge n. 74 del 1987), risulta finalizzata alla esclusiva tutela della prole e dell’interesse di questa a permanere nell’ambiente domestico in cui è cresciuta, non potendo essere disposta, a mo’ di componente degli assegni rispettivamente previsti dall’art. 156 c.c. e dall’art. 5 della legge n. 898 del 1970, allo scopo di sopperire alle esigenze economiche del coniuge più debole, a garanzia delle quali sono destinati unicamente gli assegni sopra indicati, onde la concessione del beneficio in parola resta subordinata all’imprescindibile presupposto dell’affidamento di figli minori o della convivenza con figli maggiorenni ed economicamente non autosufficienti, laddove, nell’ipotesi in cui l’alloggio “de quo” appartenga in proprietà ad uno solo dei coniugi e manchino figli in possesso dei requisiti anzidetti, il titolo di proprietà vantato da quest’ultimo preclude ogni eventuale assegnazione dell’immobile all’altro, rendendo poi ridondante e superflua ogni e qualsivoglia pronuncia di assegnazione in favore del coniuge proprietario”.

Art. 156.
Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi.

Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri. L’entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell’obbligato.

Il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli. Dell’assegnazione il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerato l’eventuale titolo di proprietà. Il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l’assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio. Il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi ai sensi dell’articolo 2643.

SepaRAzioNI BoLoGna 1)Casa ConiuGale 2)quando cessa 3)Obbligo di AssegnaZione Cioè Quando Riavrai La Tua Casa Art. 155-quater.  Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza.
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La Corte di Cassazione, con la sentenza 21334 del 18 settembre 2013, ribadisce il proprio orientamento in materia di assegnazione della casa coniugale: essa è possibile solo se ci sono figli minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti conviventi con il genitore che rivendica il godimento dell”abitazione.

SepaRAzioNI BoLoGna 1)Casa ConiuGale 2)quando cessa 3)Obbligo di AssegnaZione Cioè Quando Riavrai La Tua Casa Art. 155-quater.  Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza.
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Sia il previgente art. 155, IV co. cod. civ. che l”attuale art. 155 quater, nel regolare l”assegnazione della casa familiare, perseguono una finalità protettiva nei confronti  dei figli minori o maggiorenni ma non economicamente indipendenti, il cui interesse a permanere nell”ambiente domestico in cui sono cresciuti viene tutelato in via preminente.

Ove convivano nella residenza familiare, figli maggiorenni “economicamente autosufficienti” ed un coniuge, al momento della separazione, l’istituto della “assegnazione della casa familiare” non è più considerabile come sussistente “tutela speciale”, ma potrà solo concorrere, ove ne ricorranno i presupposti, come “mero criterio” di determinazione dell’eventuale onere del mantenimento; con la conseguenza che ove un tale onere sia soddisfatto con la determinzione di una somma di danaro da parte dell’onerato, non vi sia alcun diritto a permanere nell’abitazione, la cui disponibilità verrà determinata seguendo le regole del diritto di proprietà.