Avvocato a Bologna Sergio Armaroli

AVVOCATO PENALISTA :STALKING ATTI PERSECUTORI stalking art 612 bis cp CASALECCHIO DI RENO, SAN LAZZARO DI SAVENA ,VALSAMOGGIA, CASTEL SAN PIETRO TERME, SAN GIOVANNI IN PERSICETO ,BUDRIO PIANORO MEDICINA

AVVOCATO PENALISTA :STALKING ATTI PERSECUTORI stalking art 612 bis cp  CASALECCHIO DI RENO, SAN LAZZARO DI SAVENA ,VALSAMOGGIA, CASTEL SAN PIETRO TERME, SAN GIOVANNI IN PERSICETO ,BUDRIO PIANORO MEDICINA
AVVOCATO PENALISTA :STALKING ATTI PERSECUTORI stalking art 612 bis cp CASALECCHIO DI RENO, SAN LAZZARO DI SAVENA ,VALSAMOGGIA, CASTEL SAN PIETRO TERME, SAN GIOVANNI IN PERSICETO ,BUDRIO PIANORO MEDICINA

AVVOCATO PENALISTA :STALKING ATTI PERSECUTORI stalking art 612 bis cp

CASALECCHIO DI RENO, SAN LAZZARO DI SAVENA ,VALSAMOGGIA, CASTEL SAN PIETRO TERME, SAN GIOVANNI IN PERSICETO ,BUDRIO PIANORO MEDICINA

STALING TRA CONIUGI

ATTI PERSECUTORI stalking art 612 bis cp

Giova in proposito premettere, in via generale, che con l’introduzione della fattispecie di cui all’art. 612 bis cod. pen. il legislatore ha voluto, prendendo spunto dalla disciplina di altri ordinamenti, colmare un vuoto dì tutela ritenuto inaccettabile rispetto a condotte che, ancorché non violente, recano un apprezzabile turbamento nella vittima.

Il legislatore ha preso atto però che la violenza (declinata nelle diverse forme delle percosse, della violenza privata, delle lesioni personali, della violenza sessuale) spesso è l’esito di una pregressa condotta persecutoria; pertanto, mediante l’incriminazione degli atti persecutori si è inteso in qualche modo anticipare la tutela della libertà personale e dell’incolumità fisio­psichica attraverso l’incriminazione dì condotte che, precedentemente, parevano sostanzialmente inoffensive e, dunque, non sussumibili in alcuna fattispecie penalmente rilevante o in fattispecie per così dire minori, quali la minaccia o la molestia alle persone. È peraltro utile ricordare come, per il consolidato insegnamento di questa Corte, integrano il delitto di atti persecutori anche due sole condotte tra quelle descritte dall’art. 612 bis cod.pen., come tali idonee a costituire la reiterazione richiesta dalla norma incriminatrice (ex multis Sez. 5, n. 46331 del 5 giugno 2013, D. V., Rv. 257560). Invece, un solo episodio, per quanto grave e da solo anche capace, in linea teorica, di determinare il grave e persistente stato d’ansia e di paura che è indicato come l’evento naturalistico del reato, non è sufficiente a determinare la lesione del bene giuridico protetto dalla norma in esame, potendolo essere, invece, alla stregua di precetti diversi: e ciò in aderenza alla volontà del legislatore il quale, infatti, non ha lasciato spazio alla configurazione di una fattispecie solo “eventualmente” abituale (Sez. 5, n. 48391 del 24/09/2014, C, Rv. 261024).

Il delitto, inoltre, è configurabile anche quando le singole condotte sono reiterate in un arco di tempo molto ristretto,

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AVVOCATO PENALISTA :STALKING ATTI PERSECUTORI stalking art 612 bis cp CASALECCHIO DI RENO, SAN LAZZARO DI SAVENA ,VALSAMOGGIA, CASTEL SAN PIETRO TERME, SAN GIOVANNI IN PERSICETO ,BUDRIO PIANORO MEDICINA

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a condizione che si tratti di atti autonomi e che la reiterazione di questi sia la causa effettiva di uno degli eventi considerati dalla norma incriminatrice. (Sez. 5, n. 33563 del 16/06/2015, B, Rv. 264356)

Trattandosi di reato abituale

 è la condotta nel suo complesso ad assumere rilevanza ed in tal senso l’essenza dell’incriminazione di cui si tratta si coglie non già nello spettro degli atti considerati tipici, bensì nella loro reiterazione, elemento che li cementa, identificando un comportamento criminale affatto diverso da quelli che concorrono a definirlo sul piano oggettivo.

È dunque l’atteggiamento persecutorio ad assumere specifica autonoma offensività

ed è per l’appunto alla condotta persecutoria nel suo complesso che deve guardarsi per valutarne la tipicità, anche sotto il profilo della produzione dell’evento richiesto per la sussistenza del reato. In tale ottica il fatto che tale evento si sia in ipotesi manifestato in più occasioni e a seguito della consumazione di singoli atti persecutori è non solo non discriminante, ma addirittura connaturato al fenomeno criminologico alla cui repressione la norma incriminatrice è finalizzata, giacché alla reiterazione degli atti corrisponde nella vittima un progressivo accumulo dei disagio che questi provocano, fino a che tale disagio degenera in uno stato di prostrazione psicologica in grado di manifestarsi nelle forme descritte nell’art. 612 bis cod. pen.

Indubbiamente l’evento deve essere il risultato della condotta persecutoria nel suo complesso, anche se può manifestarsi solo a seguito della consumazione dell’ennesimo atto persecutorio, in quanto dalla reiterazione degli atti deriva nella vittima un progressivo accumulo di disagio che, solo alla fine della sequenza, degenera in uno stato di prostrazione psicologica in grado di manifestarsi in una delle forme previste dalla norma incriminatrice. (Sez. 5, n. 51718 del 05/11/2014, T, Rv. 262636).

Va detto, peraltro, che, ai fini della individuazione dell’evento cambiamento delle abitudini di vita

 (che – come si dirà più avanti- si è verificato nel caso in esame), occorre considerare il significato e le conseguenze emotive della costrizione sulle abitudini di vita cui la vittima sente di essere costretta e non la valutazione, puramente quantitativa, delle variazioni apportate. (Sez. 5, n. 24021 del 29/04/2014, G, Rv. 260580).

Nè appare decisivo il ristretto ambito temporale in cui le condotte si erano consumate posto che questa Corte ha già avuto modo di affermare che è configurabile il delitto di atti persecutori anche quando le singole condotte sono reiterate in un arco di tempo molto ristretto, a condizione che si tratti di atti autonomi e che la reiterazione di questi, pur concentrata in un brevissimo arco temporale, una sola giornata, sia la causa effettiva di uno degli eventi considerati dalla norma incriminatrice (Sez. 5, n. 38306 del 13/06/2016, Rv. 267954).

Tanto più, allora, quando si sia accertato, come nel caso odierno, che le condotte contestate erano state commesse nel giro di una ventina di giorni e, quantomeno per un tempo analogo, avevano causato alla vittima il riferito stato d’ansia, oltre che il denunciato mutamento delle abitudini di vita.

I principi secondo cui, ai fini della integrazione del reato di atti persecutori (art. 612 bis c.p.) non si richiede l’accertamento di uno stato patologico

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, ma è sufficiente che gli atti ritenuti persecutori abbiano un effetto destabilizzante della serenità e dell’equilibrio psicologico della vittima (Sez. 5, n. 18646 del 17/02/2017). 

Per quanto concerne, poi, il breve arco temporale nel quale le condotte sono state poste in essere, la Corte ha più volte evidenziato come sia configurabile il delitto di atti persecutori anche quando le singole condotte sono reiterate in un arco di tempo molto ristretto (anche nell’arco di una sola giornata), a condizione che si tratti di atti autonomi e che la reiterazione di questi, pur concentrata in un brevissimo arco temporale, sia la causa effettiva di uno degli eventi considerati dalla norma incriminatrice (Sez. 5, n. 38306 del 13/06/2016). 

Invero il reato di cui all’art. 612-bis cod. pen., la cui introduzione quale figura autonoma di illecito penale, intervenuta a seguito della entrata in vigore del decreto legge n. 11 del 2009, convertito con modificazioni, con legge n. 38 del 2009, ha destato non poche perplessità in seno alla dottrina penalistica, a causa della tecnica normativa adottata, non scevra di una qualche indeterminatezza nella descrizione della fattispecie, può, in prima approssimazione, essere ritenuto un reato plurioffensivo in esito alla commissione del quale – realizzata attraverso la reiterazione di condotte minacciose o comunque moleste, atte pertanto a ledere di per sé la capacità di autonomamente determinarsi del soggetto passivo, ove si tratti di minacce, ovvero, nel caso in cui si tratti di molestie, a danneggiare altri valori comunque penalmente rilevanti – si determina a carico del soggetto passivo una serie di possibili esiti, quali, alternativamente, un grave e perdurante stato di ansia, il fondato timore per la incolumità personale propria, di un prossimo congiunto o di persona unita al soggetto passivo da un legame affettivo o, infine, la alterazione delle proprie abitudini di vita.

È di tutta evidenza che la struttura del reato di atti persecutori

 sia costituita da una pluralità di azioni a contenuto minatorio o integranti molestie (per tali dovendosi, peraltro, intendere non esclusivamente le condotte rilevanti ai sensi dell’art. 660 cod. pen.: Corte di cassazione, Sezione V penale, 24 marzo 2016, n. 12528), causalmente orientate, ed obbiettivamente in tal senso efficienti, alla verificazione di uno degli eventi sopra indicati.

È egualmente evidente che, laddove non siano ravvisabili gli estremi della violazione dell’art. 612-bis cod. pen. perché ad esempio, le condotte non hanno raggiunto quel coefficiente di intensità nella reiterazione necessario per la integrazione del reato oppure nel caso in cui esse non abbiano determinato a carico del soggetto passivo l’evento tipico del reato, non per questo la condotta dell’agente non potrà essere sussunta entro il paradigma normativo ora del reato di cui all’art. 612 cod. pen. ora di quello di cui all’art. 660 cod. pen., ora di altro reato, necessariamente caratterizzato dalla minore gravità rispetto agli atti persecutori, il cui effetto accessorio, derivante proprio dalla ripetizione delle condotte, sarebbe potuto essere uno di quegli eventi elencati all’art. 612bis cod. pen. cui prima si è fatto cenno.

La giurisprudenza di legittimità ha spiegato che, ai fini della configurabilità del reato di atti persecutori, non è necessario che la vittima prospetti espressamente e descriva con esattezza uno o più degli eventi alternativi del delitto, potendo la prova di essi desumersi dal complesso degli elementi fattuali altrimenti acquisiti e dalla condotta stessa dell’agente (Sez. 5, n. 47195 del 06/10/2015 – dep. 27/11/2015, P.M. in proc. S., Rv. 265530; caso in cui la S.C. ha ritenuto irrilevante il fatto che la persona offesa non avesse riferito espressamente di essere impaurita, alla luce dei certificati medici sulle lesioni subite, delle annotazioni di polizia giudiziaria sul suo stato di esasperazione e spavento, dei messaggi sms di minaccia). Nel delitto previsto dall’art. 612-bis c.p., che ha natura abituale, l’evento deve essere il risultato della condotta persecutoria nel suo complesso e la reiterazione degli atti considerati tipici costituisce elemento unificante ed essenziale della fattispecie, facendo assumere a tali atti un’autonoma ed unitaria offensività, in quanto è proprio dalla loro reiterazione che deriva nella vittima un progressivo accumulo di disagio che infine degenera in uno stato di prostrazione psicologica in grado di manifestarsi in una delle forme descritte dalla norma incriminatrice (Sez. 5, n. 54920 del 08/06/2016 – dep. 27/12/2016, G, Rv. 269081).

Nel caso in esame, la motivazione circa la sussistenza dell’evento, in relazione al periodo ritenuto dal giudice di appello per la responsabilità dell’imputato, è carente, perchè, dopo aver riconosciuto che l’epoca dei fatti in contestazione doveva essere suddivisa in due periodi, e dopo aver escluso la sussistenza in D.F. di uno stato di ansia e di paura per il primo di detti periodi, non spiega da quali elementi dovrebbe ricavarsi che per il secondo di essi (compreso fra il 22 aprile e il 2 maggio 2014) in relazione al quale è stata affermata la responsabilità dell’imputato per il reato di atti persecutori, dovrebbe ritenersi che D.F. abbia riportato, a causa della condotta dell’imputato, quello stato di ansia e di paura che la norma incriminatrice richiede per la configurabilità del reato. In altri termini, il giudice di appello, nell’affermare il carattere persecutorio degli atti compiuti nel secondo periodo, ha manifestato di aver ritenuto la sussistenza nella vittima, per tale periodo, quello stato di ansia e di paura che ha negato per il primo periodo, ma non ha chiarito quali siano le basi fattuali alle quali ancorare l’assunto condannatorio.

2. Il secondo motivo, ribadito con il secondo dei motivi nuovi e riguardante l’aggravante di cui all’art. 612-bis c.p., comma 2, è infondato. Non può essere condivisa la prospettazione del ricorrente nei termini esposti nel ricorso (di cui al punto 2.2. del “fatto”): in realtà, risponde ad una precisa esigenza di chiarezza l’inserimento della specificazione “anche senza convivenza” in quest’ultima norma, che prevede l’aggravamento del reato di violenza sessuale di cui all’art. 609-bis c.p. se vi è o vi è stata relazione affettiva fra l’agente e la persona offesa. La precisazione normativa ha la sua ratio, chiaramente emergente dal testo e ricollegabile alla particolare struttura del reato di violenza sessuale, nella necessità di evitare che possa revocarsi in dubbio la configurabilità dell’aggravante in mancanza della convivenza. Se la norma non avesse previsto le parole evidenziate, si sarebbe potuto ritenere, proprio in considerazione dell’attinenza del reato di cui all’art. 609-bis c.p. alla sfera sessuale ed alle connesse particolarità, che solo in presenza di una relazione affettiva caratterizzata da convivenza fosse possibile ravvisare l’aggravante, ancorata al riconoscimento di un grado maggiore di offensività della condotta rispetto a quella dell’ipotesi semplice.

La medesima esigenza di specificazione non si ravvisa, invece, per la previsione normativa di cui all’art. 612-bis c.p., comma 2, che prevede l’aggravante del reato di atti persecutori commesso, fra l’altro, da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. Pur in mancanza della precisazione normativa sulla configurabilità dell’aggravante “anche senza convivenza”, infatti, l’indifferenza della situazione di convivenza rispetto a quella di non convivenza emerge comunque dalla pertinenza del reato a sfera diversa da quella sessuale.

3. Il terzo motivo, riguardante il reato di incendio, non è fondato.

La giurisprudenza di legittimità ha chiarito che il discrimine tra il reato di danneggiamento seguito da incendio (art. 424 c.p.) e quello di incendio (art. 423 c.p.) è costituito dall’elemento psicologico del reato. Nell’ipotesi prevista dall’art. 423 c.p. esso consiste nel dolo generico, cioè nella volontà di cagionare un incendio, inteso come combustione di non lievi proporzioni, che tende ad espandersi e non può facilmente essere contenuta e spenta, mentre il reato di cui all’art. 424 c.p. è caratterizzato dal dolo specifico, consistente nel voluto impiego del fuoco al solo scopo di danneggiare, senza la previsione che ne deriverà un incendio con le caratteristiche prima indicate o il pericolo di siffatto evento.

Pertanto, nel caso di incendio commesso al fine di danneggiare, quando a detta ulteriore e specifica attività si associa la coscienza e la volontà di cagionare un fatto di entità tale da assumere le dimensioni previste dall’art. 423 c.p., è applicabile quest’ultima norma e non l’art. 424 c.p., nel quale l’incendio è contemplato come evento che esula dall’intenzione dell’agente (Sez. 5, n. 1697 del 25/09/2013 – dep. 16/01/2014, Cavallari, Rv. 258942).

Il reato di danneggiamento seguito da incendio richiede, come elemento costitutivo, il sorgere di un pericolo di incendio, sicchè non è ravvisabile qualora il fuoco appiccato abbia caratteristiche tali che da esso non possa sorgere detto pericolo; per cui, in questa eventualità o in quella nella quale chi, nell’appiccare il fuoco alla cosa altrui al solo scopo di danneggiarla, raggiunge l’intento senza cagionare nè un incendio nè il pericolo di un incendio, è configurabile il reato di danneggiamento, mentre se detto pericolo sorge o se segue l’incendio, il delitto contro il patrimonio diventa più propriamente un delitto contro la pubblica incolumità e trovano applicazione, rispettivamente, gli artt. 423 e 424 c.p. (Sez. 2, n. 47415 del 17/10/2014 – dep. 18/11/2014, Giagnoni, Rv. 260832; fattispecie in cui la Corte ha confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto gli imputati responsabili del reato di cui all’art. 424 c.p., avendo accettato il rischio di provocare l’incendio di una sala da bowling, avuto riguardo ai mezzi impiegati e all’entità dei danni verificatisi).

Ciò posto in astratto, deve osservarsi che nel caso in esame il giudice di appello ha chiaramente spiegato, senza incorrere in alcun errore giuridico nè in manifesta illogicità, l’inverosimiglianza della tesi difensiva che l’imputato non si fosse almeno rappresentato il pericolo che il fuoco divampasse raggiungendo le auto in prossimità di quella da lui avuta di mira. E il convincimento del giudice di appello in proposito risulta congruamente motivato, perchè poggia sul rilievo che l’imputato utilizzò del liquido infiammabile e diresse la propria condotta verso un contenitore di carburante.

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AVVOCATO SEPARAZIONI DIVORZI :CASALECCHIO DI RENO, SAN LAZZARO DI SAVENA ,VALSAMOGGIA, CASTEL SAN PIETRO TERME, SAN GIOVANNI IN PERSICETO ,BUDRIO PIANORO MEDICINA

SEPARARSI E DIVORZIARE TI SEMBRA  UNA COSA FACILE?

 

ASSOLUTAMENTE NON LO E’

 

 

AVVOCATO SEPARAZIONI DIVORZI :CASALECCHIO DI RENO, SAN LAZZARO DI SAVENA ,VALSAMOGGIA, CASTEL SAN PIETRO TERME, SAN GIOVANNI IN PERSICETO ,BUDRIO PIANORO MEDICINA

RILASSATI UNA SOLUZIONE ESISTE !!

 

 

Quando è necessario l’intervento di un avvocato? 

Quando ci si rende conto che il rapporto matrimoniale o di convivenza non è più solido. 

E’ opportuno contattare un avvocato divorzista che sia in grado di comprendere il problema e di consigliare come comportarsi per evitare di porre in atto comportamenti lesivi dei diritti dei minori e della persona con la quale si convive. 

Strettamente connessi a questi ambiti, poi, la professionista si occupa anche di spiegare i principi relativi al mantenimento, nonché le questioni relative al diritto di visita tra genitori e figli. 

 

Un avvocato familiarista è un professionista che si occupa prevalentemente di diritto di famiglia. Si tratta di una figura professionale molto importante e fondamentale per regolare tutti i rapporti tra coniugi, figli e genitori.

Separazione legale, consensuale o giudiziale

Con la separazione legale i coniugi non pongono fine al rapporto matrimoniale, ma ne sospendono gli effetti ponendo  fine all’obbligo  di  convivenza,  nell’attesa di una eventuale riconciliazione, o di un provvedimento definitivo di scioglimento degli  effetti  civili  del matrimonio,  che si  ottiene soltanto con il  divorzio.

  1. a) PROCEDIMENTI DINANZI AL TRIBUNALE ORDINARIO:
  • procedimenti di separazione e divorzio;
  • separazione e divorzi con procedimento di negoziazione assistita D.L. n. 132/2014;
  • assistenza sullo scioglimento giudiziale unioni civili Legge n.76/2016
  • assistenza sui patti di convivenza Legge n. 76/2016;
  • procedimenti di inabilitazione e interdizione della persona;
  • procedimenti regolamentazione affidamento dei figli minori; ascolto del minore 336 bis c.c;
  • procedimenti per ordine di protezione contro gli abusi familiari, allontanamento del coniuge violento procedimento 342 bis c.c.;
  • procedimento di attribuzione assegno di reversibilità al coniuge, ai figli, ai genitori;
  • procedimento per assegno di mantenimentoalimenti.
  1. b) PROCEDIMENTI DINANZI AL GIUDICE TUTELARE:
  • redazione atti per autorizzazione del giudice tutelare per acquisto/vendita di beni immobili per minori,  
  • procedimento autorizzazione ad accettare l’eredità con beneficio di inventario per conto di minori;
  • autorizzazione di vendita di autoveicolo per il minore;
  • apertura conto corrente per il minore;
  • autorizzazione per rilascio passaporti del minore in caso di diniego di consenso dell’altro genitore;
  • procedimenti nomina di tutore,
  • procedimento di domanda di amministratore di sostegno

 

La separazione può essere legale (consensuale o giudiziale) o “di fatto”, cioè conseguente all’allontanamento di uno dei coniugi per volontà unilaterale, o per accordo, ma senza l’intervento di un giudice e senza alcun valore sul piano legale.

 

 

 

SEPARAZIONE O DIVORZIO BOLOGNA Per separazione consensuale si intende un accordo tra i coniugi sulle condizioni che regoleranno i rapporti patrimoniali e personali. Il Tribunale, valutato che non sono stati violati i diritti dei coniugi o degli eventuali figli, procede con l’omologa.

La separazione consensuale dei coniugi è il modo più semplice e veloce per separarsi.

  • assistenza giudiziale per procedimenti di separazione consensuale, e separazione giudiziale;
  • assistenza nei procedimenti separazione e divorzio con procedimento di negoziazione assistita D.L. 132/2014;
  • procedimento di modifiche delle condizioni di separazione e divorzio;
  • procedimento per assegno di reversibilità al coniuge superstite;
  • procedimenti per assegno di alimenti a carico dell’eredità;
  • assistenza per lo scoglimento giudiziale di Unioni Civili Legge n. 76/2016
  • assistenza per lo sciglimento giudiziale accordi di convivenza.Legge n. 76/2016 

 

L’avvocato separazioni Bologna assiste quotidianamente Clienti nella fase della separazione o del divorzio gestendo le varie problematiche derivanti dalla crisi matrimoniale e quindi anche gli aspetti delicati relativi all’affidamento dei figli e agli assegni di mantenimento. In tale contesto viene sempre privilegiata la soluzione consensuale, più agile e meno costosa, e quando necessario si procede in via giudiziale per tutelare al meglio gli interessi dei Clienti.

 

diritto di famiglia

La separazione consensuale si fonda sull’accordo dei coniugi su alcuni elementi fondamentali; essi sono, tra gli altri, l’assegnazione della casa coniugale, la quantificazione degli assegni di mantenimento dei coniugi e dei figli, l’affidamento dei figli, la spartizione dei beni comuni tra i coniugi.

Ricordate che l’accordo di separazione non ha alcun effetto se non redatto secondo determinate forme e senza che vi sia l’omologazione del Tribunale.

 

L’avvocato separazioni Bologna Sergio Armaroli può assistervi con professionalità e competenza in ogni fase del percorso necessario per raggiungere l’accordo su tutte le condizioni di separazione, anche attraverso sedute di mediazione e consulenza finalizzate ad una maggiore comprensione dei vostri diritti.

 

 

La separazione consensuale ha molti vantaggi, non ultimo quello di avere dei costi alquanto ridotti rispetto alla separazione giudiziale. Una delle ragioni del risparmio si deve al fatto che entrambi i coniugi possono farsi seguire da un unico avvocato.

 

 

Con la separazione giudiziale non siamo in presenza di un accordo e allora sarà il Tribunale, tramite sentenza, a decidere sulle condizioni si separazione. Il diritto di proporre la separazione giudiziale spetta ad entrambi i coniugi anche in caso di assenso di consenso.

Quando i coniugi non riescono a trovare un accordo sulle condizioni di separazione è necessario procedere unilateralmente presentando domanda di Separazione Giudiziale.

Ciò accade quando marito e moglie non riescono a trovare la concordia su alcuni punti fondamentali della separazione, come ad esempio l’ammontare degli assegni di mantenimento, l’assegnazione della casa familiare, la ripartizione dei beni mobili o immobili o l’affidamento dei figli minori.

In questo caso è necessario che il coniuge presenti, per proprio conto, domanda di separazione giudiziale citando in giudizio l’altro coniuge e presentando una serie di richieste sulle quali, a seguito di debita istruttoria, si pronuncerà il giudice.  
 
Il procedimento di separazione giudiziale è anche necessario quando uno dei coniugi intende addebitare all’altro la causa della fine del matrimonio, per aver questi mancato a taluni doveri fondamentali del matrimonio, come la fedeltà. la mutua assistenza, o la coabitazione (la separazione con addebito comporta la perdita del’assegno di mantenimento e dei diritti successori).

La separazione giudiziale è un procedimento attraverso il quale uno solo dei coniugi o ciascuno di essi con proprio ricorso autonomo (in questo caso si hanno due iniziative distinte che verranno riunite) chiedono al Tribunale competente di pronunciare una sentenza di separazione che regoli i loro rapporti dopo la cessazione della convivenza.

 

 

 

 

Separarsi e divorziare Bologna

Gestire un divorzio o una separazione significa lavorare per il cambiamento. Un buon avvocato matrimonialista è consapevole di assumere ad ogni incarico una straordinaria responsabilità morale.

 

L’avvocato divorzista Bologna Sergio Armaroli è attivo nel diritto di famiglia a Roma.

Le conseguenze della separazione e del divorzio,

Divorzio

Se il cliente decide per il divorzio, il nostro Studio lo accompagnerà nel percorso da affrontare nella maniera meno traumatica possibile. Il divorzio permette di sciogliere i vincoli del matrimonio. Per la precisione parliamo di “scioglimento” in caso di rito civile e di “cessazione degli effetti civili” in caso di matrimonio concordatario.
Vi sono due tipologie principali di divorzio:

  • Divorzio consensuale(se le parti trovano un accordo)
  • Divorzio giudiziale(se le parti non trovano un accordo e, dunque, sarà il giudice a decidere)

 

Con il divorzio,  che è stato introdotto e disciplinato con la legge 01.12.1970 n. 898,  viene, invece, pronunciato lo scioglimento del matrimonio, cessando definitivamente gli effetti del vincolo  coniugale, sia sul piano personale che patrimoniale. La Legge n. 55/2015 ha introdotto nel  nostro ordinamento il  divorzio breve: per porre fine al matrimonio è  possibile chiedere il  divorzio trascorsi  sei mesi  dalla separazione se  consensuale,  oppure trascorso un  anno dalla data di  comparizione dei  coniugi, nelle separazioni  giudiziali.  

Divorzio con figli minorenni

La presenza di figli minori o maggiorenni incapaci, con handicap grave o non autosufficienti economicamente implica differenze procedurali nell’ipotesi in cui i coniugi ritengano di divorziare ricorrendo alla negoziazione assistita.

Questa presuppone che i coniugi stipulino un accordo con l’assistenza degli avvocati (uno per parte) entro un termine di tempo prestabilito e non inferiore ad un mese dall’avvio della pratica, senza necessità di ricorrere al giudice.

 

Un esperto avvocato matrimonialista  sa che se un accordo o una sentenza non sono curati nel minimo dettaglio e non sono in grado di anticipare ogni occasione futura di conflitto, semplicemente non funzionano e lasciano la coppia alla ricerca di una soluzione alle incomprensioni di ogni giorno.

Separarsi significa riprogettare il proprio futuro con cura

Il miglior obiettivo per un buon avvocato matrimonialista non è semplicemente quello riuscire a far sì che i propri clienti possano separarsi e divorziare.

Un bravo avvocato divorzista deve soprattutto insegnare ai propri clienti a gestire con saggezza e prudenza le conseguenze di ciò che separarsi o divorziare in Bologna comporta.

 

Nella maggior parte dei casi, quando si pensa a un avvocato della famiglia il pensiero si rivolge subito alle problematiche relative ai divorzi e al mantenimento del coniuge.

Tuttavia, i campi in cui opera questa figura professionale sono molto più ampi e complessi.

 

Essi comprendono ad esempio i contratti di convivenza nonché le pratiche necessarie per l’adozione, di minori o maggiorenni; problematiche attinenti alle unioni civili, maltrattamenti a minori o conviventi maggiorenni, riconoscimento di figli naturali, diritto minorile, e molto altro.

 

 

Tra la separazione consensuale e la giudiziale conviene sempre se possibile UNA SEPARAZIONE CONSENSUALE –

L’amore è imperfetto !!.

Lo studio avvocato Sergio Armaroli di Bologna ha specifiche competenze ed esperienza nel diritto di famiglia, con particolare riferimento ai seguenti procedimenti:

1) ricorsi per la separazione consensuale e giudiziale dei coniugi;

2) separazione e divorzi con negoziazione assistita, senza ricorso in Tribunale;

3) ricorsi per l’ottenimento del divorzio consensuale o giudiziale (scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario);

4) ricorsi congiunti o giudiziali per la modifica delle condizioni di separazione o di divorzio;

5) famiglie more uxorio e accordi di convivenza;

6) Misure di protezione delle persone prive di autonomia ed in particolare amministrazioni di sostegno, inabilitazione ed interdizione;

AVVOCATO SEPARAZIONI DIVORZI :CASALECCHIO DI RENO, SAN LAZZARO DI SAVENA ,VALSAMOGGIA, CASTEL SAN PIETRO TERME, SAN GIOVANNI IN PERSICETO ,BUDRIO PIANORO MEDICINA
AVVOCATO SEPARAZIONI DIVORZI :CASALECCHIO DI RENO, SAN LAZZARO DI SAVENA ,VALSAMOGGIA, CASTEL SAN PIETRO TERME, SAN GIOVANNI IN PERSICETO ,BUDRIO PIANORO MEDICINA


La conseguenza è la separazione, sempre traumatica e dolorosa, ma indispensabile ad assicurare nuove libertà e diverse opportunità per non imprigionarsi nello sbaglio.

La separazione consensuale comporta numerosi vantaggi rispetto a una separazione giudiziale in quanto è più veloce e conveniente, comporta minori traumi per i figli e permette alla coppia di predisporre un regolamento di interessi conforme alle loro esigenze, anche avente carattere patrimoniale.

Studio legale matrimonialista dell’avvocato Sergio Armaroli di Bologna si rivolge a tutte le persone che vogliono affrontare con rapidità le controversie legate alla separazione, al divorzio o allo scioglimento della famiglia di fatto,

AVVOCATO MATRIMONIALISTA SERGIO ARMAROLI PER RISOLVERE SEPARAZIONE E DIVORZIO

PROVA…….

 

Attraverso l’assistenza legale dell’avvocato matrimonialista Sergio Armaroli  è possibile superare tali controversie in modo chiaro ed efficace e comprendere quale strada percorrere per chi decide di porre fine alla propria unione mediante una separazione consensuale o giudiziale o la negoziazione assistita. 

Lo studio legale Avvocato Sergio Armaroli Clienti la Consulenza Legale volta alla risoluzione delle problematiche inerenti i rapporti familiari di parentela e affinità, matrimonio, i rapporti personali fra i coniugi, i rapporti patrimoniali tra i familiari, la filiazione, i rapporti fra genitori e figli, la separazione dei coniugi ed il divorzio.

AVVOCATO SEPARAZIONI DIVORZI :CASALECCHIO DI RENO, SAN LAZZARO DI SAVENA ,VALSAMOGGIA, CASTEL SAN PIETRO TERME, SAN GIOVANNI IN PERSICETO ,BUDRIO PIANORO MEDICINA
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Tale Consulenza è volta anche alla valutazione di opportunità circa i trasferimenti di ricchezza all’interno della famiglia

L’avvocato matrimonialista spiegherà la differenza tra i due tipi di separazione e in particolare perchè una separazione consensuale possa risultare meno traumatica e dispendiosa di una separazione giudiziaria!!!

La separazione consensuale si fonda sull’accordo dei coniugi su alcuni elementi fondamentali; essi sono, tra gli altri, l’assegnazione della casa coniugale, la quantificazione degli assegni di mantenimento dei coniugi e dei figli, l’affidamento dei figli, la spartizione dei beni comuni tra i coniugi.

l suo studio mette a disposizione la sua profonda conoscenza della legge a tutti coloro che si trovano ad affrontare questioni legali concernenti la loro famiglia, che si tratti dell’affidamento o dell’adozione di un minore, dell’attribuzione o del disconoscimento di paternità, o delle problematiche relative allo scioglimento di un vincolo coniugale, dai rapporti patrimoniali all’affidamento dei figli. 

Inoltre, forniamo consulenza e assistenza per tutte le questioni relative alle donazioni all’interno della famiglia, tra coniugi, ai figli o in riguardo di matrimonio, e quelle riguardanti la successione, legittima o testamentaria.
Il nostro studio si occupa di tutte le attività legali e dei ricorsi ed è patrocinante in cassazione.

PERCHE’ UNA SEPARAZIONE CONSENSUALE CONVIENE?

Perché porta a meno attrito tra la coppia

Perché costa meno

Perchè è piu’ veloce

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In caso di separazione il figlio maggiorenne ha diritto al mantenimento?

Si, qualora non sia economicamente autosufficiente e non per sua colpa.

Quanto tempo dopo la separazione posso chiedere il divorzio?

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Il ricorso per divorzio può essere depositato dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dalla separazione consensuale, un anno in caso di separazione giudiziale.

Qual è la differenza tra separazione e divorzio?

Con la separazione il vincolo matrimoniale è ancora esistente, mentre con il divorzio il matrimonio cessa. In caso di matrimonio contratto solo civilmente, si avrà lo scioglimento del matrimonio, nel caso invece di matrimonio concordatario, si avrà invece unicamente la cessazione degli effetti civili, perchè il vincolo religioso cessa soltanto con la morte del coniuge.

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IMOLA  Diritto civile:  recupero crediti, esecuzioni mobiliari e immobiliari, contenzioso fallimentare, redazione e risoluzione contratti, tutela della proprietà e di altri diritti reali, divisioni ereditarie e successioni, responsabilità contrattuale, professionale o da incidente stradale etc.

– Diritto di famiglia: separazioni e divorzi (anche per modifica delle condizioni di separazione o divorzio), affidamento e tutela dei minori, gestione rapporti personali e patrimoniali derivanti da unioni civili e convivenze di fatto, amministrazioni di sostegno

– Diritto penale: atti di querela o denuncia, attività di investigazione difensiva, difesa processuale, costituzione di parte civile

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IMOLA SE DEVO SEPARARMI QUALE TIPO DI SEPARAZIONE CONVIENE?

Sei di Imola e devi affrontare una separazione o divorzio ?

necessiti di un avvocato vicino a pochi metri dal Tribunale di Bologna competente per Imola?

Se cerchi a IMOLA BOLOGNA AVVOCATO MATRIMONIALISTA SEPARAZIONI DIVORZIO BREVE, contatta l’avvocato Sergio Armaroli presso lo studio legale Bologna in via Solferino.

Avvocato matrimonialista per separazioni e divorzi, ti guidera’ per trovare una soluzione per arrivare a una separazione consensuale o a un divorzio congiunto

Sono di Imola e cerco un avvocato matrimonialista per separazione e divorzio?

Competente per imola è il Tribunale di Bologna, per le cause ordinarie, la separazione e il divorzio e anche per i processi penali (ad esclusione del gdp che è anche a Imola).

Sei di Imola e vuoi una consulenza legale su separazione o divorzio o affido figli Imola?

Chiama il numero 051 6447838 prenderemo un appuntamento a Te dedicato

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CASA CONIUGALE

Con riferimento all’assegnazione della casa coniugale, la ricorrente, attraverso l’avvocato matrimonialista, chiede che le venga assegnata con tutti gli arredi e soprammobili di pregio, eccezion fatta per gli effetti personali del resistente che la signora si impegna a restituire sin da subito ed appena il marito lo riterrà opportuno.

In tema di residenza ricordiamo l’art.155. quater c.c. secondo cui: “la casa familiare è attribuita tenendo principalmente conto dell’interesse dei figli” in piena sintonia con l’orientamento della Corte Costituzionale, precisato nella sentenza n.166 del 13 maggio 1998 secondo la quale è di “fondamentale importanza conservare la familiarità con l’ambiente domestico” e successivamente con la pronuncia n.394 del 21 ottobre 2005 nella quale viene ribadito che l’assegnazione della casa coniugale può essere disposta in favore del genitore onde consentire comunque ai figli di mantenere il tenore di vita goduto in costanza di convivenza con entrambi i genitori e permettere loro un sano e sereno sviluppo psicofisico nonostante le mutate condizioni familiari.

come avvocato Matrimonialista o avvocato divorzista a Bologna e Imola seguo con particolare interesse il settore riguardante la famiglia, tanto nel caso in cui essa abbia trovato fondamento sul matrimonio,

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quanto si  tratti di famiglia di fatto, prestando assistenza e consulenza legale per la gestione delle vicende ad essa relative, quali:

Composizione della crisi familiare

Separazioni

Divorzi

Accordi di Convivenza

Modifiche di condizioni di Separazione

Modifiche di condizioni di Divorzio

Rapporti  patrimoniali tra i coniugi

Alimenti

Mantenimento dei figli

Impresa familiare

e cerchi avvocati matrimonialisti e divorzisti Imola e Bologna non esitare a contattarmi  per acquisire un primo consulto con informazioni generali o un’assistenza specifica.

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Materia particolarmente delicata, il diritto di famiglia costituisce un ulteriore ambito di particolare attenzione  dello Studio legale dell’avvocato Sergio Armaroli , che assiste numerosi clienti in Imola e Bologna nella cause di separazione o divorzio, per l’affidamento dei minori o fornendo consulenze in materia di unioni civili e convivenze di fatto

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Accordi matrimoniali; separazioni personali e divorzi, giudiziali e/o consensuali; cessazione della convivenza di fatto, affidamento e mantenimento dei figli minori legittimi e /o naturali; nullità matrimonio; regolamentazione dei rapporti patrimoniali ed economici tra conviventi; questioni connesse alla comunione e divisione giudiziale o stragiudiziale del patrimonio comune; accertamento e disconoscimento di paternità, riconoscimento del figlio naturale, dichiarazione giudiziale di paternità e maternità, legittimazione del figlio naturale; mobbing familiare e stalking; risarcimento del danno esistenziale causato da violazione di obblighi genitoriali; questioni di diritto di famiglia internazionale; eredità; successioni legittime e testamentarie, divisioni, donazioni.

Diritto commerciale e societario

Recupero crediti

Diritto fallimentare

Contratti (redazione delle condizioni, assistenza alla stipula)

Risarcimento danni

Separazione e divorzio

Diritto di famiglia (interdizione, inabilitazione, tutela, affidamento, adozione, etc.)

Successioni e donazioni

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DIRITTO PENALE E PROCEDURA

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